Problemi della transizione 1982
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
corso degli ultimi cinque anni 14 l ’ inserimento dei giovani, provenienti dalle classi subalterne, nelle posizioni inferiori della divisione del lavoro e, più precisamente, come esso si sviluppi obiet tivamente e soggettivamente per coloro che pro fessano apertamente la loro «allergia al lavoro» 15 . Se all ’ uscita della scuola s ’ impone obiettivamen te la necessità di inserirsi nelle posizioni inferiori della divisione del lavoro, dal punto di vista sog gettivo, l ’ accettazione della dominazione non è automatica. Si tratterebbe allora di mostrare in primo luogo sotto quali condizioni, sotto quali forme e perché si realizzi, in definitiva, una ac cettazione della dominazione; operazione che non è infatti assicurata se non a prezzo della stes sa rimozione dell ’ operazione, di quell ’ amnesia di cui, agli occhi dei giovani, sono colpiti i vec chi. («C ’ è da credere che essi non sono mai stati giovani»). Mettere in evidenza, alla loro uscita dalla scuola, un ’ allergia, vedere una resistenza dei giovani delle classi subalterne e prendere po sto nelle posizioni inferiori della divisione del la voro significa, in altri termini, constatare che «l ’ omogeneità delle disposizioni ad una posizio ne e il loro adattamento apparentemente mira coloso alle esigenze iscritte nella posizione» 16 non sono necessariamente sempre immediate e già acquisite, almeno per ciò che concerne i gio vani usciti dalle classi subalterne al momento del loro «ingresso nella vita attiva». La chiave di questo adattamento apparente mente miracoloso consiste nel fatto che — secon do P. Bourdieu — esso è il prodotto «da un lato, dei meccanismi che conducono verso le posizioni degli individui in precedenza adattati, sia che es si si sentano fatti per dei posti che sembrano fatti per loro (si tratta della «vocazione» come adesio ne anticipata al destino obiettivo che viene im posto attraverso il riferimento pratico alla traiet toria modale nella classe d ’ origine) sia che essi appaiano come tali agli occupanti di quei posti — si tratta della cooptazione fondata sull ’ armo nia immediata delle disposizioni — e, dell ’ altro della dialettica che si stabilisce, nel corso di tutta l ’ esistenza, fra le disposizioni e le posizioni, fra le aspirazioni e le realizzazioni» 17 . Ora, nel campo della nostra inchiesta noi con statiamo che alcuni giovani, benché usciti dalle classi subalterne e dotati di un capitale scolastico che li vota necessariamente ad occupare le posi sotto diversa forma, la loro «allergia al
alla necessità e, attraverso questo, di rassegnazio ne all ’ inevitabile» 12 . È a questo punto che l ’ ope razione soggettiva di «accettazione della domi nazione», che l ’ alchimia che, a partire dalla ras segnazione all ’ inevitabile, produrrebbe «un gu sto» per le condizioni imposte dall ’ inevitabile, non sono immediatamente acquisite dagli stessi che, usciti dalle classi subalterne e forniti di un capitale scolastico inferiore al diploma, sono obiettivamente e inevitabilmente votati ad occu pare le posizioni inferiori della divisione del la voro. La «giovinezza», nelle classi subalterne sa rebbe così, strutturalmente, questa sequenza biografica che va dall ’ uscita dalla scuola al matri monio, dove le aspirazioni e le possibilità obiet tive devono adattarsi — sotto il comando della necessità. Questo adattamento avviene in modo completamente brutale, per colpa della vita. Si tratta della sequenza di una traiettoria biografica in cui i giovani non sono ancora pronti a diventa re ciò che sono, ad accontentarsi di ciò che han no, in cui «non viene riconosciuto l ’ irrealismo delle loro speranze e tuttavia esse non si sono an cora rivelate irrealistiche». In cui, «la fatica della rassegnazione e, se si preferisce, dello sblocco, (socialmente assistito ed incoraggiato) che porta i soggetti ad adattare le loro aspirazioni alle loro possibilità obiettive» 13 , è ancora solo agli inizi. Sequenza in cui si valuta il campo delle possibi lità, in cui si sperimentano le possibilità laterali, uscite e diserzioni, prima di doversi adattare alla propria condizione. Adattandosi, spesso, al loro omologo. Al contrario, se la tesi delle «novità» dell'«alle gria al lavoro dei giovani» delle classi subalterne occulta il carattere strutturalmente problematico della riproduzione delle classi subalterne, essa lascia in ombra anche ciò che, nella congiuntura attuale, è il punto di partenza per l ’ intelligibi lità della specificità delle forme di «allergia al la voro» dei giovani delle classi subalterne e del conflitto di generazioni esistente oggi nelle classi subalterne. Specificità che riguarda l ’ estensione della di soccupazione, del lavoro precario e dei contratti a tempo determinato, l ’ estensione della dequali ficazione delle mansioni del settore terziario, ma anche il prolungamento delle scolarità obbliga torie. L ’ inchiesta che abbiamo realizzato si pro poneva così di mostrare come si è sviluppato nel
12 Op. cit., nota 3, p. 433. 13 Op. cit., nota 3, p. 123.
15 Abbiamo anche raccolto una sessan tina di biografie di giovani lavoratori della Regione Parigina, provenienti da famiglie popolari, usciti dalla scuola con un capitale scolastico inferiore al diploma, operai, impiegati nel com mercio, manifestanti più o meno, e
lavoro», e non ancora sposati. 16 Op. cit., nota 3, p. 123. 17 Op. cit., nota 3, p. 123.
14 II futuro dirà se la nuova congiuntu ra politica creatasi con l ’ elezione di un socialista a Presidente della Repubbli ca, avrà effetti sulla riproduzione delle classi subalterne, e quali.
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