Problemi della transizione 1982

Etica del lavoro

cesso. L ’ impossibilità economica e/o il dislivello culturale delle famiglie sono in questo caso un ostacolo a queste strategie di promozione sociale in una «gerarchia del sapere» il cui orizzonte è posto al di là del diploma. Ma la conoscenza an che parziale, che questi fattori sociali determi nanti implicano, delle traiettorie scolastiche è al lora alla base di una rivolta contro l ’ assegnazione «in basso» nella gerarchia del sapere («Non so niente e non so grandi cose, ma non è colpa mia, io avrei voluto andare più lontano: se avessi po tuto continuare! ...»; «Non è che io sia uno intel ligente, ma penso che sarei stato capace di fare un po ’ meglio»). Rivolta da cui procedono diver se forme di strategie di promozione sociale ulte riori (autodidattiche). Auto-classificazioni posi tive infine di coloro che, nel corso della nostra inchiesta, sono giunti fino a quell ’ orizzonte ac cessibile della gerarchia del sapere che rappre senta, per loro e le loro famiglie, il raggiungi mento dei diplomi tecnici o professionali 27 , rite nuti capaci di condurli — dopo la scuola — alle posizioni di operai professionali e di tecnici, vale a dire a una classificazione positiva nella «gerar chia del lavoro manuale», ai confini, nella gerar chia del sapere, con l ’ insegnante o l ’ infermiera, alle frontiere del «mondo degli altri». Resta che, quale che sia il loro rapporto rispet to alla posizione specifica che la scuola conferisce loro nella gerarchia del sapere, il capitale scola stico accumulato — in tutti i casi, inferiore al di ploma — definisce obiettivamente «il campo delle possibilità», vale a dire il ventaglio delle posizioni accessibili nella divisione del lavoro: essi saranno operai, impiegati o disoccupati. («Io non vedo altri progetti. .. Tu lo sai, non mi posso permettere di... domandare delle cose... Io non ho che il certificato di studi, non mi posso per mettere...»). Quale che sia, ancora, il loro rapporto rispetto alla loro posizione già definita nella divisione del lavoro, la disciplina del salario, esercitata sotto la forma della disciplina familiare, implica la ne

mitato»; limiti interiori) sullo sfondo di una vi sione naturalistica e dicotomica del mondo, fra «i dotati e gli altri, la media». Essa indica inoltre la difesa rassegnata in coloro che sostengono la propria innocenza di fronte alla natura («Non so nulla, non sono intelligente»). Attraverso questa classificazione al livello più basso della gerarchia del «sapere», raddoppiata il più delle volte da un ’ auto-classificazione nel fondo della gerarchia «naturale» della «intelli genza», procede il rapporto dei giovani delle classi subalterne verso la posizione che essi occu pano nella scuola, o, in altri termini, il rapporto prevalente che verso la scuola essi hanno secondo quanto ha mostrato la nostra indagine. Si tratta per la maggior parte di loro di «uscirne fuori» al più presto, cioè di sottrarsi alla classificazione «portandosi fuori» dal campo delle classificazio ni. Così la scuola ha lasciato più spesso la traccia, nella memoria dei giovani della nostra inchiesta, di un «parcheggio tedioso». La scuola è il luogo dove bisogna andare, come bisognerà andare an che al servizio militare. La scolarità è obbligato ria fino a sedici anni: è necessario passare attra verso di lei («quando bisogna andarci, bisogna andarci»), non ci si pone la questione, ci si va... il meno possibile... Ci si passa il proprio tempo, ci si annoia, si attende la fine, ci si scappa il più possibile, la si lascia al termine stabilito «per an dare a sgobbare» («Bene. .. ho fatto la scuola pri maria... come tutti, no?...», «Ho fatto fino alla scuola dell ’ obbligo», «Ho un certificato di studi il che dimostra che sono andato a scuola»), liberi da obblighi scolastici. Per una minoranza, si tratterà di compensare una irrefutabile classificazione delle loro fami glie «in basso» della gerarchia della «ricchezza» e della «cultura», tentando di sfuggire, nel campo scolastico, alla reiterazione su loro stessi di una classificazione «in basso» della gerarchia del sa pere («provare a se stessi che si è capaci») 25 . Sfor zi e «buona volontà culturale» votati, nel quadro della nostra indagine 26 , quasi sempre all ’ insuc 25 Strategia di promozione sociale nel la gerarchia del sapere che suppone la

fa dell ’ orizzonte del sapere accessibile, e, nel presente caso, dalla valutazione delle posizioni alle quali destina un di ploma professionale nella divisione del lavoro. A questo riguardo, il confronto sociologico (nella pratica dell ’ inchie sta) induce in tutti i casi un ’ auto- classificazione negativa nella gerarchia del sapere («Io non sono un intellettua le» ecc.).

connessione di un certo numero di con dizioni specifiche. 26 Nel corso della nostra inchiesta non sono stati considerati che i giovani il cui capitale scolastico è inferiore al di ploma. 27 Così il conseguimento di uno stesso diploma per i giovani delle classi subal terne può, secondo i casi, dare loro una classificazione positiva o negativa. Questa auto-classificazione dipende, concretamente, dalla valutazione che si

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