Problemi della transizione 1982

Etica del lavoro

pieghi), né necessaria (altri, privi di ogni capitale scolastico, vi riescono). Ma esse derivano proba bilmente, soprattutto, dalle caratteristiche speci fiche dell ’ ambiente sociale del soggetto conside rato. Da una parte, dalla presenza in questo am biente sociale di «un precedente di promozio ne», ovvero di un soggetto che, partito da posi zioni iniziali simili, è riuscito a realizzare una promozione significativa: egli costituisce una prova, in atto, del realismo di una strategia di promozione sociale e indica un itinerario realisti co di promozione. Dall ’ altra parte, dalla presen za in questo ambiente sociale di un patrimonio di relazioni sociali (familiare, o extrafamiliare di «contatti») capace di offrire l ’ opportunità di una apertura alla vocazione promozionale nella divi sione del lavoro. Queste strategie di promozione rivestono di verse forme. Per coloro che hanno acquisito una qualificazione (di operaio o di impiegato) nel campo scolastico, si tratterà da una parte di riu scire a trovare lavoro — a costo di accettare la mobilità geografica — che corrisponde alla for mazione acquisita e quindi (di trovare) un ’ im presa in cui siano aperte delle prospettive di pro mozione. Caso particolare di questi tentativi di promozione, nota M. PlALOUX, sono gli usi pro mozionali del lavoro saltuario (precario, stagio nale). Da una parte, per giovani dotati di reale formazione professionale «per i quali il lavoro saltuario è ritenuto come una chance, l ’occasione di sviluppare una strategia realistica nel senso che permetterebbe loro di monetizzare, a buon conto, il diploma ottenuto in un istituto supe riore, e di ottenere dei vantaggi che essi non avrebbero mai ottenuto «in un posto fisso» 52 . Dall ’ altra parte per giovani, senza una reale for mazione professionale, che tentano di evitare la logica dell ’ interim a loro vantaggio, utilizzano la discontinuità professionale, che impone il lavoro saltuario, in un piano di carriera; essi «si affidano a una reale analisi dei costi e profitti del lavoro saltuario e insistono sui molteplici modi di uti lizzare la formazione (professionale) contando sulla possibilità di attuare delle vere strategie di bluff ecc.» 53 . Per quelli, infine, ed è il caso più frequente, che l ’ assenza di qualificazione desti na alle mansioni più dequalificate dell ’ indu stria, ma anche per alcuni di coloro che dispon gono di una qualificazione professionale di ope

cura realmente è (allora) all ’ origine della delu sione collettiva» 51 . Rivolta infine (senza disillusioni, perché senza illusioni) di coloro che, l ’ interruzione degli studi professionali nel campo scolastico, ha «gettato» nel mercato del lavoro. «Vietato l ’ accesso» alle posizioni di dominio nella gerarchia del sapere, il loro ingresso nella vita attiva conferma la loro relegazione nelle posizioni subalterne della divi sione del lavoro. Rivolte e disillusioni: l ’ inserimento dei giova ni delle classi subalterne nelle posizioni più bas se della divisione del lavoro e le collocazioni e autocollocazioni negative che esso implica, sono alla base, prima che del dovere di «impegnarsi», della loro aspirazione a «uscirne fuori». All ’ origi ne dei «sintomi», empiricamente constatati, del la «allergia al lavoro dei giovani», l ’ aspirazione a uscirne fuori è la condizione d ’ intelligibilità dei comportamenti dei giovani provenienti dalle classi subalterne durante i loro primi anni di vita attiva. Promozioni Per una minoranza, decisa a tirarsi fuori dalle posizioni subalterne della divisione del lavoro, l ’ aspirazione esplicita a «uscirne» si concretizza nella messa a punto di un progetto professiona le, di una strategia di promozione sociale reali stica, nella gerarchia delle professioni. Strategie promozionali di cui il concepimento e la messa in opera suppongono la presenza di un certo nu mero di condizioni specifiche. Esse dipendono innanzi tutto dalla situazione locale del mercato del lavoro: ma il primo passo di una strategia promozionale sarà, in alcuni casi, la mobilità geografica. Esse dipendono poi, non soltanto dallo spazio lasciato dalla famiglia d ’ origine nel la «scelta» dei primi impieghi («Quando sei ob bligato a lavorare, prendi quello che ti danno, per un pugno di ciliege»), ma, più in generale, dalle prospettive di promozione sociale o di ras segnazione della famiglia d ’ origine. Esse dipen dono ancora, con tutta evidenza, dal capitale scolastico, ma la condizione non è né sufficiente (alcuni, in possesso di un diploma, non riescono a realizzare o neppure a concepire una strategia realistica di promozione nella gerarchia degli im 51 Art. cit. di M. PlALOUX, nota 1 p.

ne nell ’ epoca contemporanea. 52 Art. cit. di M. PlALOUX, nota 2, pp. 33-34. 53 Art. cit. di M. PlALOUX, nota 2, p. 41.

34. Questo «scarto» è senza dubbio alla base della comprensione della specifi cità delle forme e dell ’ estensione della «allergia al lavoro» dei giovani delle classi subalterne e del conflitto genera zionale all ’ interno delle classi subalter

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