Problemi della transizione 1983
Innovazioni tecnologiche
di successo del meccanismo push. Come tutte le schematizzazioni, anche questa del pulì o push impoverisce la realtà 11 ’ 12 . La schematizzazione inoltre mal si adatta ai casi in cui l ’ esigenza di innovazione non è tanto legata ai singoli operatori economici, ma alla soluzione di problemi di carattere nazionale, come medicina preventiva, risparmi energetici, utilizzazione di terre incolte, difesa del suolo e dell ’ ambiente, ecc. il pulì negativo. Il pulì può anche essere di segno negativo, cioè le esigenze del profitto in alcuni casi agiscono da freno alla introduzione di nuove tecnologie nel mercato. Classico a questo proposito il caso del vaccino Sabin, il cui lancio venne ri tardato dall ’ interesse capitalistico a smaltire il farmaco prodotto in precedenza, il Salk, meno efficace contro la poliomelite. Altrettanto classiche le ricerche già citate nel campo dei calcolatori elettronici: la IBM, che controlla la maggior parte del mercato, per decenni ha svolto una politica di freno all ’ introduzione di alcuni nuovi ritrovati tecnologici, fino al momento in cui non valutava che la sua posizione dominante fosse sfidata dai prodotti delle aziende competitrici. Già oltre un secolo fa Marx osservava, nel secondo libro de 11 Capitale, che gli strumenti di lavoro vengono continuamente perfezionati, ma che il capitale fisso investito nelle imprese deve essere utilizzato per un certo periodo. Per questo motivo nuove macchine e mezzi tecnici vengono introdotti solo gradual mente, sebbene la lotta concorrenziale costringa a un precoce rinnovo dell ’ attrezza tura. Interessante, ma meno noto, il caso dei vetri infrangibili, applicati alle automo bili con un ritardo di vari anni, sempre per calcoli di profitto. Il quadro è acutamente sintetizzato da Saul Bellow: «Per il vecchio Sammler era chiarissimo che i ricchi erano vincitori di lotte di criminalità, di criminalità lecita, in altre parole, trionfanti in forme di lotta d ’ inganno e di durezza di cuore considerate dall ’ ordine politico nel suo complesso come forme produttive: un genere d ’ imbro glio o di furto o (nel caso migliore) di spreco che, nell ’ insieme, portava a un au mento del prodotto lordo nazionale». 4. Le economie pianificate Si sarebbe portati a pensare che nei paesi a economia pianificata il problema del la I.T. sia facilmente risolto attraverso la naturale convergenza su obiettivi comuni dei centri di ricerca applicata e delle industrie, nel quadro delle linee di sviluppo previste da un piano economico poliennale. Nei paesi socialisti, in un determinato periodo della loro evoluzione, si riteneva che la trasformazione radicale della società e l ’ instaurazione di un sistema sociale più favorevole al progresso della scienza avrebbero avuto come conseguenza neces saria uno sviluppo tecnico ed economico rapido. Come sappiamo, ciò non si è rea lizzato. Vale la pena di ricordare a questo proposito quanto disse Kapitza nel 1956 all ’ Accademia delle Scienze dell ’ ÙRSS: «L ’ assimilazione delle conquiste della scienza e della tecnica da parte dell ’ industria avviene con lentezza e fatica. Ci sono molte difficoltà. Il programma deve tener conto tanto della capacità produttiva del la fabbrica quanto del carattere specifico dell ’ innovazione da assimilare. Difficile per lo scienziato tenere nel giusto conto il carattere specifico della produzione; dif ficile per la direzione della fabbrica e per i suoi tecnici tenere invece conto delle esi genze particolari dell ’ innovazione tecnologica». Sarebbe molto interessante dispor
11 J.E. E ttlie , Thè commercialization of fede rally sponsored technological innovation, «Rc search Policy» 11, 173 (1982). 12 G. DOSI, Technological paradigmi and tech nological trajectories , «Research Policy» 11, 147, (1982).
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