Problemi della transizione 1983
Realtà giovanile
ben remunerato è più forte che non tra gli im piegati. Gli impiegati e gli studenti, al contra rio, attribuiscono maggiore importanza al fatto che il lavoro permetta i contatti umani e utilizzi a pieno le capacità personali. Inoltre — seppure il dato vada considerato con estrema cautela per il numero ridotto di casi in esame — tra i disoccupati e le casalinghe sem bra emergere una componente non trascurabile di giovani che aspirano ad un lavoro che lasci molto tempo libero e, soprattutto tra i disoccu pati, che sia poco faticoso. Il dato sul quale soffermarsi è che le aspirazio ni nei confronti del lavoro dei giovani nel loro insieme — ed alcune delle differenze che si ri scontrano tra gruppi di giovani di età, sesso e condizioni sociali diverse — sembrano per alcuni versi simili a quelli delle generazioni precedenti. Come ieri, se potessero scegliere senza vincoli di sorta, i giovani vorrebbero un lavoro sicuro e (perché no?) ben pagato; come ieri al prestigio sociale che il lavoro può dare ambiscono soprat tutto i maschi; come ieri chi studia o ha studiato vuole un lavoro qualificato. Con pari chiarezza, tuttavia, vengono in luce anche le diversità e le «rotture». Innanzitutto il fatto che l ’ attenzione dei gio vani si rivolga assai più al «contenuto» del lavoro che alla carriera ed al riconoscimento sociale. Secondariamente è alta la domanda di un la voro che favorisca i contatti umani. Per finire sono molti anche i giovani che riten gono che l ’ utilità sociale sia uno degli elementi più importanti nella valutazione del lavoro. 2.2. La scelta tra reddito, stabilità del lavoro, e contenuto del lavoro. Un primo abbozzo di tipo logia degli atteggiamenti rilevati Sorge, a questo punto, un importante proble ma di interpretazione. Si tratta di capire, cioè, sino a che punto le «vecchie» esigenze ed aspetta tive nei confronti del lavoro — come l ’ alto red dito o la sicurezza — si misurino con le «nuove» esigenze ed aspettative, più legate al contenuto del lavoro. Per tentare di accertare, quindi, il peso relati vo che gli intervistati attribuivano ai due insiemi di caratteri, sono state incluse nel questionario altre due domande. Nella prima si è chiesto di scegliere tra una se rie di situazioni di lavoro alternative. In partico lare l ’ alto reddito è stato contrapposto alla possi bilità di «usare le proprie capacità», alla possibi lità di svolgere un lavoro «socialmente utile», alla stabilità del posto di lavoro. Inoltre, un lavoro
di una prima approssimazione, ed è basato assai più su indizi che su certezze verificate attraverso l ’ esame del modo in cui tutti i dati raccolti si rac cordano e si incrociano tra loro; ma la tipologia cui si arriva è comunque, a nostro avviso, ben rappresentativa della situazione reggiana.
2. I criteri di valutazione del lavoro
2.1. «Nelgiudicare un lavoro, a quali caratteri stiche attribuisci maggiore importanza?» Le risposte che il questionario offriva agli inte ressati ruotavano intorno ad un numero di carat teri relativamente ridotto: — il reddito che dal lavoro considerato deri va; — l ’ utilizzazione delle capacità personali; — la possibilità di offrire contatti con altre persone; — la possibilità di essere socialmente utile; — la stabilità; — la faticosità e — il prestigio sociale. Tra tutte queste, la caratteristica più richiesta è la possibilità di «utilizzare a pieno le proprie capacità», con il 63,3% dei consensi. Seguono l ’ alto reddito (57%), e, tutti più o meno con il 50%, l ’ essere «variato, e porre pro blemi sempre diversi», la sicurezza del posto di lavoro, e la possibilità di «entrare in contatto con molte persone». Vi è anche una parte importante di giovani (31,6%) che cerca un lavoro «socialmente utile» o che vuole intraprendere un ’ attività autonoma (30,3%). Sono invece relativamente pochi (19,7%) i giovani che chiedono un lavoro «che lasci molto tempo libero», e ancora meno quelli che chiedo no un lavoro poco faticoso (8,1%), o «che dia prestigio sociale» (8,6%). Il modo in cui il sesso, l ’ età, la condizione professionale e l ’ estrazione sociale influenzano queste scelte è il seguente. I maschi più delle donne aspirano ad un lavo ro ben remunerato e prestigioso e in misura maggiore ricercano il lavoro «in proprio». Vice versa tra le donne sono più numerose quelle che considerano assai importante il fatto che il lavoro sia socializzante, stabile e «che lasci molto tempo libero». Le aspettative nei confronti del lavoro non va riano invece in modo significativo al variare dell ’ età. Tra gli operai la richiesta di un lavoro stabile e
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