Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

«variato e che pone sempre nuovi problemi» è stato contrapposto ad un lavoro stabile, o ad un lavoro poco faticoso. I risultati ottenuti sono i seguenti. Tra un lavoro ben remunerato, ma ripetitivo e noioso ed un lavoro poco remunerato, ma varia to ed interessante, la grande maggioranza degli intervistati (72%) scelgono questa seconda alter nativa. Il «danaro» viene privilegiato rispetto al contenuto di lavoro da un numero maggiore di maschi che di donne; in misura maggiore dai più «anziani» che dai giovanissimi; dagli operai — soprattutto dai meno qualificati — più che dagli impiegati e dagli studenti. Più incerta è l ’ alternativa tra il lavoro ben re tribuito, ma che non consente il contatto con al tre persone, ed il lavoro mal pagato che richiede e favorisce il rapporto costante con altre persone: in particolare, mentre il 67,7% delle donne si orientano verso quest'ultima situazione lavorati va, tra i maschi ad avere il medesimo atteggia mento sono poco più della metà (52,8%). I giovani con meno di 24 anni, inoltre, più de gli altri accettano un lavoro a basso reddito, purché socializzante. II lavoro ben pagato, ma insicuro è preferito a quello mal pagato, ma sicuro da circa il 30% dei giovani. Disponibili ad accettare condizioni di lavoro caratterizzate dalla insicurezza del posto di lavoro e dall ’ alta retribuzione sono i maschi (37%) più delle donne (20,4%), gli impiegati e gli studenti più che i lavoratori manuali e, tra questi, più gli operai professionali che gli operai comuni. I giovani che provengono dagli strati so ciali superiori, inoltre, a maggioranza scelgono il lavoro ad alto reddito, seppure insicuro. Poco meno del 90% degli intervistati predili gono un lavoro che metta in luce le capacità per sonali e la professionalità, ma che richiede fatica ed impegno ad un lavoro di scarsi contenuti pro fessionali, ma che è leggero e non comporta sa crifici. Il 10% di coloro che ritengono preferibile un lavoro poco faticoso sembra concentrarsi tra le casalinghe, i lavoratori manuali comuni, ed i giovani disoccupati ed in cerca di prima occupa zione. Infine, tra un lavoro variato e interessante, ma senza sicurezza del posto di lavoro ed uno sicuro, ma monotono e noioso, la parte più cospicua dei giovani (58,6%) si orientano verso il primo. Questa scelta è più frequente tra i giovani con meno di 23 anni, tra gli studenti, i lavoratori in proprio e gli operai con un maggior livello di professionalità. Come già osservato chi meno di tutti teme i ri schi connessi con la incertezza del posto di lavoro

sono i figli dei dirigenti e dei liberi professioni sti, cioè coloro che più di altri possono fare affi damento sul sostegno, innanzitutto economico, della propria famiglia. Per quanto in modo approssimativo ed insicu ro — ma si vedrà in seguito che delle ipotesi qui esposte può aversi conferma dagli altri dati rac colti — questi dati consentono di tracciare alme no una prima mappa dei «tipi» complessi in cui i giovani intervistati si suddividono. Sembra, infatti, di poter isolare innanzitutto un gruppo di giovani che tengono in poco conto la sicurezza del posto di lavoro, e chiedono so prattutto un lavoro ben pagato ed interessante. Il gruppo include soprattutto maschi, impiegati o studenti, operai professionali. Sono costoro, una componente «forte» dell ’ offerta di lavoro: e la scarsa attenzione alla sicurezza del posto di la voro è connessa, probabilmente, alla coscienza che le garanzie istituzionali non sono necessarie a chi ha buone capacità personali. Sembrano poter costituire un secondo grup po, inoltre, quei giovani che hanno dichiarato di essere disponibili, pur di avere un reddito sicuro, a svolgere lavori mal pagati, oppure ripetitivi e noiosi. Sono soprattutto operai maschi, poco abili sul lavoro, con basso livello di istruzione, di estrazione operaia. Infine, l ’ analisi delle risposte sembra indivi duare un terzo gruppo di giovani che, nella so stanza, chiedono soprattutto di lavorare poco. E tra questi giovani che sono da ricercarsi coloro che hanno dichiarato di preferire un lavoro leg gero ad un lavoro che metta in luce le capacità personali e la professionalità. Probabilmente appartengono a questo gruppo molti di coloro che alla domanda precedente avevano risposto dicendo di desiderare un lavoro che avesse, come caratteristica principale, quella di essere «leggero». Di questo gruppo fanno par te operai maschi non qualificati, disoccupati, ed un buon numero di casalinghe. 2.3. L'alternativa tra reddito e penosità del la voro Ulteriori informazioni, circa le caratteristiche di questi gruppi di giovani, possono aversi dalla seconda delle due domande cui si è prima fatto cenno, in cui reddito e contenuto del lavoro ven gono contrapposti in modo ancora più netto, chiedendo: «5> ti offrissero un posto di lavoro che rende due milioni al mese, — saresti disponibile a lavorare per più di 40

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