Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
re: che la distanza tra le adesioni raccolte dalla D.C. e quelle raccolte dal P.C.I. diminuisce sen sibilmente con l ’ età degli intervistati. Questa di stanza, infatti, è del 30-40% tra i 24-29 anni; si abbassa al 24% tra i 21-23 anni; tocca una punta minima del 3% tra i 18-20 anni ed è del 12% tra i 15-17 anni. Si noti che le adesioni al P.C.I. sono partico larmente basse tra gli studenti: le caratteristiche del voto a sinistra sono marcatamente operaie. 2.2. L'iscrizione ai partiti I dati sull ’ iscrizione a gruppi o partiti mostra no anzitutto che la grande maggioranza degli in tervistati, l ’ 82%, non è iscritta a nessuna orga nizzazione politica: i giovanissimi meno di tutti (92,8%) e le femmine (86,1%) meno dei ma schi. Ovviamente la percentuale tende a decre scere col decrescere dell ’ età e tra i 27-29 anni 1 intervistato su 4 risulta iscritto. II rapporto tra i dati relativi all ’ iscrizione con quelli prima ricordati sulla collocazione politica consente di mettere in luce un rapporto iscritti votanti che, a seconda dei diversi schieramenti, ha un peso differenziato. In particolare risulta che nel P.C.I. a 1 iscritto corrispondono 3 voti; nell ’ area di centro (D.C., P.L.I., C.L., A.C.L.I.) il rapporto è di 1 a 7,6; nel P.S.I. di 1 a 9,4 e nel P.R. e gruppi ecologici di 1 a 15. Questi dati, nel piccolo universo preso in esa me, confermano un fatto già noto, e del quale, in tempi recenti, si è parlato a lungo. Conferma no, cioè, che esistono due distinti modi di espri mere la propria convinzione politica: l ’ uno con cepito come adesione più consapevole ad una strategia complessiva, quindi teso a identificarsi nelle strutture organizzate, l ’ altro concepito co me adesione a singole problematiche o ad aspetti in genere trascurati dall ’ intervento delle forze politiche tradizionali (i diritti civili) e quindi non troppo incline all ’ identificazione in una precisa configurazione organizzativa. 2.3. L'atteggiamento rispetto all'attività politi ca I dati sull ’ iscrizione e quelli sull ’ orientamento hanno fatto intravedere la presenza di uno scarso e ristretto interesse per la politica, lasciando aperti interrogativi sia sulla qualità del disimpe gno che sulle caratteristiche della partecipazione e della militanza. II sondaggio su questo importante punto, at traverso la domanda «come definiresti il tuo at
tuale atteggiamento nei confronti dell ’ attività politica» introduce altri elementi di riflessione. L ’ area di chi non fa politica si estende su oltre il 70% della popolazione intervistata: il riferi mento è a tutti coloro che non partecipano mai a nessuna iniziativa politica (anche se è vero che «far politica» è anche altro, per esempio discute re di politica, abbiamo ritenuto necessario defi nire un limite il meno impreciso e vago possibi le). La cifra è ottenuta dalla somma di tre diversi atteggiamenti che sono: «non ho orientamento e non seguo gli avvenimenti politici», che riguarda il 19% degli intervistati; «ho un orientamento, ma la politica mi interessa poco: , che pesa per un 30%, ed infine «seguo gli avvenimenti politici, ma non partecipo mai a nessuna iniziativa: con un 22% di consensi. Uno sguardo d ’ insieme consente di cogliere, pur nelle evidenti differenze di ogni risposta, gli andamenti più significativi . Innanzitutto trova conferma l ’ ipotesi che tra le femmine siano più diffusi estraneità o distaccato interesse, con uno scarto di 13 punti in percentuale sulla corrispon dente percentuale maschile; in particolare tra le casalinghe l ’ area di chi non fa politica sale fino al 90%, toccando, tra le professioni, la punta più alta. E confermato anche che il dato riguardante i giovanissimi, che per un 87,5% dichiarano la propria estraneità da un orizzonte di pratica che comprende la politica; la situazione non sembra comunque subire, al progredire dell ’ età, grossi capovolgimenti, se l ’ attività politica continua a non entrare nella vita dei 27-29 anni ancora, e già più stabilmente, nella misura del 60%. Decisamente più sorprendente l ’ esito delle ri sposte dei giovani operai che dichiarano indiffe renza o estraneità in una misura complessiva del 78%; il dato risulta rafforzato da un altro 78% di analoghi giudizi provenienti da giovani di estrazione operaia, contribuendo così a qualifi care come fortemente connotata da caratteristi che operaie quest ’ area. Meno toccati da esplicito disinteresse risultano essere invece i giovani appartenenti o provenien ti dal ceto medio o medio alto; si può presumere che su di loro esercitino influenza nel determina re un grado maggiore di interesse e orientamen to politici sia il livello culturale proprio e della famiglia sia la conseguente maggiore familiarità con un ambito di problemi, informazioni e co noscenze di cui anche la politica entra a far par te. L ’ area di chi fa politica è costituita da un in sieme composito di figure ed atteggiamenti. In
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