Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
— all ’ idea di politica vengono associate situa zioni e rapporti diversi da quelli tradizionali, in particolare l ’ ambito dei problemi personali; — alla moltiplicazione dei temi si accompa gna poi quella dei modi del «fare politica»; si in travede, inoltre, una tendenza, fortissima tra i più giovani, a radicalizzare l ’ estraneità rispetto al «fare politica», con punte di critica molto du re. 3.1. I modi e i luoghi del fare politica «È possibile fare politica ovunque, sia dentro che fuori dai partiti, o dai sindacati» ottiene con sensi superiori al 70%; sono poi più del 60% i giovani che si dichiarano d ’ accordo o molto d ’ ac cordo nel dire che «oggi è possibile fare politica principalmente partendo da se stessi e dalle pro prie esperienze, senza delegare nessuno e ten tando di migliorare i propri rapporti con gli altri e la qualità della propria vita». Su nessun'altra risposta l ’ accordo è così alto e lo stesso impegno in sedi istituzionali (partiti, sindacati) non supera una quota di consensi del 35%. Si può osservare perciò come sia ampiamente diffusa un ’ idea di politica come fatto non spe cialistico, distante dal riconoscere importanza a sedi deputate e valore a predeterminate moda lità di svolgimento o al principio della delega. Gli obiettivi della politica non devono essere molto lontani dall ’ orizzonte dei bisogni quoti diani e non subire troppe mediazioni. Proseguendo nell ’ analisi e confrontando que ste percentuali con quelle ottenute in riferimen to all ’ impegno in un partito (35%), nel sindaca to (18%) o fuori da entrambi (18%) escono raf forzate due impressioni. Da una parte si confer ma l ’ opinione che nella idea di politica gli inter vistati facciano rientrare molte più questioni o rapporti, di quelli che per tradizione ad esse ve nivano riferiti, in particolare l ’ ambito dei pro blemi personali e interpersonali. Dall ’ altra sem bra invece di intravedere una sottovalutazione (ma si può anche trattare di una critica per ina deguatezza) dei canali istituzionali più consoli dati dell ’ agire politico. Ci si può allora chiedere: la scelta di una parte politica con cui schierarsi, quando avviene, da quali riconoscimenti di efficacia è mossa, se è così diffusa l ’ idea che il rapporto tra la politica istituzionale, dei partiti, e la risoluzione dei pro pri problemi, è così poco immediato? Un ’ ulteriore riflessione può allora aggiungersi a quelle sin qui svolte: l ’ assenso sulla moltiplica zione dei temi e delle sedi della politica può es
2.4. La mobilità politica
In una percentuale superiore al 31 % i giovani intervistati dichiarano di condividere da sempre, con i genitori, uno scarso interesse politico; per quasi il 26% al contrario la concordanza passa su idee politiche ben precisate. Se una marcata continuità, di indifferenza o interesse, riguarda dunque oltre la metà degli intervistati, non assistiamo per il resto all ’ accen dersi di grossi contrasti; il 28% è nel complesso politicamente distante dai genitori, anche se di costoro un 18% vota per lo stesso partito, per un 16% la diversità è ammessa e tollerata e solo per un 2,2% la diversità di opinioni ha provocato contrasti e rotture. La percentuale complessiva di mobilità politi ca riguarda dunque 1/5 circa degli intervistati, non sembra provocare grossi conflitti e interessa per la maggior parte giovani con elevato titolo di studio, e di famiglia colta e benestante; tra i ceti operai sembra essere più diffusa la continuità o il disinteresse. Per oltre un 10% di intervistati poi il proprio disinteresse politico si accompagna ad una inuti le sollecitazione — esercitata dai genitori — ver so un maggior impegno; sono i giovanissimi a confessarsi insensibili alle pressioni familiari, più di tutti studenti e operai; è solo 1 ’ 1,5% al con trario ad affrontare contrasti con i genitori per il proprio eccessivo attivismo. Vale la pena, quindi, di sottolineare ancora una volta il marcato distacco delle giovani gene razioni dall ’ impegno politico organizzato, tanto più rilevante in quanto presente soprattutto tra operai e studenti: categorie attive più di altre, negli anni più recenti, sulla scena politica. È ri marchevole, anche, che questo disinteresse si ve rifichi in una situazione in cui i genitori non muovono obiezioni all ’ attività politica, ed anzi spesso la sollecitano. Tutti i dati, in sostanza, sembrano indicare una forte caduta della passio ne politica, tanto più marcata quanto minore è l ’ età dell ’ intervistato. 3. Cos ’ è efficace per cambiare la società, cos ’ è fare politica In questa seconda parte l ’ analisi dei dati si concentra su due aspetti particolari del rapporto tra giovani e politica: il cambiamento sociale e i mezzi relativi alla sua attuazione; i modi e luo ghi del fare politica. Emergono i seguenti punti:
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