Problemi della transizione 1983
Realtà giovanile
sere il segno, oltre che di nuove consapevolezze, di una certa incapacità di mettere a fuoco il pos sibile rapporto con la politica istituzionale, quel la delle organizzazioni; e pare di intuire incer tezza per quanto riguarda i modi, i tempi e l ’ op portunità che un qualsivoglia problema persona le diventi (o sia già) problema politico. Talché tutto può essere politico e — noi suggeriamo — allo stesso titolo nulla. E l ’ interrogativo su cos ’ è la politica rimane aperto. Una riflessione merita anche la percentuale del 30% di assensi sull ’ affermazione «fare politi ca è un ’ attività noiosa e poco comprensibile che è meglio lasciare agli addetti ai lavori e agli spe cialisti» e quella del 18% su «fare politica è in ogni caso un affare sporco che non mi riguarda». Non del tutto sorprendente, ma certo non co munque scontato è il fatto che queste opinioni abbiano registrato un alto assenso soprattutto tra i giovanissimi, tra i quali senza dubbio la giova ne età può spiegare la scarsa familiarità con la politica; il dato suggerisce la necessità e l ’ urgen za di approfondite analisi circa la radicalità del giudizio e le sue possibili motivazioni; in ogni caso, viste queste premesse, l ’ esito dell ’ incontro tra giovanissime generazioni e attività politica sembra più incerto che per il passato. 4. Giudizi sui partiti e altre istituzioni o organizzazioni della società civile I punti di rilievo che emergono dall ’ analisi del complesso di opinioni espresse sui partiti politici italiani e su altre istituzioni o organizzazioni del la società civile sono i seguenti: — ai partiti è riconosciuta una insostituibile funzione democratica e un alto grado di rappre sentatività; sugli stessi partiti convergono giudizi critici severi, in percentuale alta, tanto da sugge rire cautela nel modo di considerare quel grado di rappresentatività sopra indicato; — le istituzioni che riscuotono simpatia e fi ducia sono: il Comune di Reggio E., la scuola, il P.C.I., il sindacato e la polizia. Verso il governo c ’ è più ostilità che verso autonomia operaia; sul movimento delle donne: molti giudizi positivi, ma con riserva; — mediamente 1 intervistato su 4 non sa cosa rispondere e si dichiara indifferente a partiti, istituzioni, movimenti.
gine di consensi, una funzione positiva e l ’ accor do sul loro grado di rappresentatività è alto. In particolare oltre il 72% degli intervistati sottoscrive l ’ affermazione: «i partiti... rappre sentano uno strumento indispensabile di parte cipazione politica e un elemento fondamentale di vita democratica»; per un 52%, pur essendovi partiti legati a gruppi di potere economico, alcu ni difendono ancora gli interessi dei cittadini e dei lavoratori; per oltre un 40% infine i partiti sono in grado di rappresentare strati sociali emarginati dalla politica partitica (giovani, don ne, anziani, disoccupati). Contemporaneamente la critica è assai dura: le risposte che esprimono giudizi severi sulla azione dei partiti, e in particolare sulla loro vita interna, ottengono percentuali di consenso che oscillano tra il 40 e il 68%. In particolare il 68% è convinto che «i partiti sono troppo numerosi e divisi al loro interno», e che «questo stato di cose li porta alla paralisi e al la ricerca di continui compromessi, rendendoli incapaci di governare seriamente»; per un altro 42% «i partiti, con la loro politica, si dimostrano sempre più lontani dai problemi veri dei cittadi ni; la loro vita interna non è più governata da re gole democratiche: essi sono quindi ormai inca paci di rappresentare le esigenze del paese»; infi ne per quasi un 40% «i partiti prima o poi fini scono per corrompersi e per difendere, più che gli interessi della collettività, il loro tornaconto». Sembra di poter concludere che, in generale, i partiti siano individuati come strumento efficace di continuità e garanzia del sistema democratico, ma con forti dubbi e riserve sulla loro reale capa cità di essere all ’ altezza del compito. Sono queste ultime forti riserve a suggerire cautela rispetto ai giudizi di fiducia poiché all ’ adesione formale sembra fare da contrappeso una sfiducia sostanziale. 4.2. Giudizio su organizzazioni e istituzioni Il già constatato prevalente orientamento a si nistra dei giovani intervistati si riflette nei giudi zi espressi su organizzazioni o istituzioni della società. Sono gli ampi margini di fiducia (dal 40 al 50%) raccolti dal Comune di Reggio E., dal sin dacato e dal P.C.I. a testimoniarlo. Se poi non sembra contrastare con questo orientamento il giudizio positivo che anche la scuola raccoglie, nella misura del 46% — quasi a testimoniare di come essa venga considerata più un patrimonio comune che luogo di discrimina 125
4.1. Giudizi sui partiti Ai partiti è riconosciuta, e con un ampio mar
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