Problemi della transizione 1983
Realtà giovanile
più tollerante. Non è casuale che la condanna più dura venga da intermedi e operai con alto livello di qualifi cazione. Come mai da loro e non da impiegati, operai o studenti? Senz ’ altro, e in primo luogo, perché è più for te in queste categorie il legame tra capacità pro fessionale e lavoro effettivamente svolto, e la conseguente maggiore affezione al lavoro stesso; probabilmente anche perché si tratta spesso di fi gure investite di una funzione di controllo ri spetto alla produttività altrui; figure professio nali d ’ altra parte anche più sensibili all ’ ideolo gia del merito e della fatica ricompensata, vista la loro posizione a metà tra la condizione operaia (da cui escono) e quella piccolo borghese (cui aspirano). Se tutto questo è vero, e non si tratta che di conclusioni acquisite da un lungo dibattito, tro vano conferma altre considerazioni già da tempo messe in campo (pur nell ’ esiguità del nostro campione e delle domande suggerite): tanto più il lavoro è investito di significati (responsabilità, prestigio, promozione sociale) tanto più forti so no le motivazioni a svolgerlo coscienziosamente; tuttavia la realizzazione personale nel lavoro può oggi aver luogo solo grazie a un ’ organizzazione gerarchica che consente a quei significati di rea lizzarsi per alcune figure professionali a scapito della loro cancellazione per altre, per cui quel 25% che assolve l ’ assenteismo può essere espres sione di un disagio nell ’ accettare o nell ’ inseguire questa logica. 6.3. La tolleranza civile e politica Indicazioni di segno non univoco vengono dal gruppo di domande che abbiamo voluto leggere chiamando ad orientarci la nozione di tolleran za. La valutazione riguarda questioni tra loro assai diverse — dalla discriminazione politica, al pic colo furto, all ’ omosessualità, alla pena di morte, alla diffidenza nei confronti dei meridionali — per le quali ci è sembrato di poter individuare come dato unificante quello della disponibilità a comprendere, se non ad accettare, i comporta menti diversi da quelli considerati nella norma, le trasgressioni, grandi o piccole, all ’ ordine costi tuito. Quando il giudizio investe diritti acquisiti della sfera politica («impedire la partecipazione ad assemblee e riunioni di persone di cui non si condividono le idee») la condanna è quasi unani
me (82% di «molto grave»); si intravedono co scienze su cui si è depositata una memoria storica fatta di antifascismo e di sempre viva attenzione al rispetto della libertà dei singoli e dei gruppi (conviene ricordare poi che si era a ridosso del ’ 77 e delle polemiche contro l ’ esclusione dei co munisti dalle assemblee). All ’ intolleranza politica si risponde con la condanna più ferma. Ma se il rispetto della libertà di opinione poli tica raccoglie questa adesione così compatta che dire di quel terzo di intervistati che giudica mol to grave avere rapporti omosessuali, o quel 45% per cui è inevitabile, tollerabile, non grave o giu sto «essere diffidenti nei confronti dei meridio nali», o ancora quel 40% che giudica «non gra ve» o «giusto» essere favorevoli alla pena di mor te? La tolleranza sembra riguardare l ’ ambito dei rapporti ufficiali, formali, politici, ma ad essa si affiancano discriminazione e atteggiamenti au toritari in percentuali tutt ’ altro che trascurabili. Il dato sulla pena di morte è particolarmente sorprendente, se si considera che 1 intervistato su 4 la considera «non grave» o «giusta», eviden ziando così la presenza di una sensibilità diffusa a livello sociale assai più punitiva delle posizioni ufficiali dei partiti, delle prese di posizione degli intellettuali e dei mass-media. Ma forse è vero che tra chi esprime le voci uffi ciali e l ’ opinione corrente lo scarto non è così grande e di recente (vedi le vicende del terrori smo) c ’ è stato un interrogarsi di massa sull ’ effi cacia di forme anche dure di punizione. Evidentemente molti elementi hanno concor so a far sedimentare opinioni allarmate e atteg giamenti repressivi. Da notare che le femmine esprimono com plessivamente un atteggiamento meno censorio dei maschi: sono meno intransigenti verso il comportamento omosessuale, giudicano più se veramente l ’ atteggiamento discriminatorio verso i meridionali e condannano più decisamente la pena di morte. Prima che tra le classi la differenza nei giudizi sembra passare in questo caso tra i sessi. 6.4. L'uso di droghe Un giudizio di sostanziale severa condanna ac comuna le diverse sostanze stupefacenti suggeri te all ’ esame: 91,5% di molto grave su «fare uso di droghe pesanti»; 74,8% su «ubriacarsi di fre quente»; 49,3% su «fumare uno spinello di tan to in tanto».
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