Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Sono gli intervistati più adulti (27-29 anni), le femmine, gli operai e i giovani di estrazione operaia ad esprimersi in questo caso nel modo più severo; più tolleranti i giovanissimi e gli stu denti. Ciò conferma due tendenze da molte parti suggerite ed analizzate: innanzitutto è larga mente diffusa una valutazione differente tra pe ricolosità delle droghe leggere e di quelle droghe pesanti; in secondo luogo si nota l ’ abbassarsi dell ’ età di coloro che più si dichiarano tolleranti, con un probabile conseguente abbassarsi dell ’ età di primo contatto con l ’ uso di dette sostanze stu pefacenti. 6.5. Luoghi (di conflitto) tra i sessi e aborto «Avere rapporti con una donna forzandone la volontà», scompare dall ’ orizzonte dei possibili modi di rapporto uomo-donna sepolto sotto un 96,4% di «molto grave»; maschi e femmine la pensano qui allo stesso modo e ci si sarebbe stu piti di un risultato meno che plebiscitario. Ma sembra che taluni modi di approccio tipo «importunare le ragazze per strada» non incon trino ancora una consistente opposizione tra i giovani maschi reggiani, in questo per lo più tol lerati, ma con percentuali nettamente più basse, da giovani donne ormai rassegnate più che lusin gate. I dati, per curiosità: è molto grave per il 57%, inevitabile o tollerabile per il 29,6%; non grave o giusto per 1 ’ 11,5 %. I cultori della pornografia sono guardati con occhio ancora più benevolo. Il loro comporta mento non è grave per il 39,4% e giusto per il 5,5%; sempre in percentuale più alta i maschi che le femmine, gli operai e gli intermedi più che altre categorie. L ’ aborto è considerato non grave o giusto dal 44,9% degli intervistati; inevitabile o tollerabile dal 19,4% ; molto grave dal 21,8%. I risultati rispecchiano grosso modo l ’ esito re ferendario; sono i giovanissimi e gli studenti a pronunciare con più frequenza giudizio negati vo; le casalinghe e le età superiori ai 24 anni ad essere più a favore. 7. Conclusioni Il valore esplicativo di queste conclusioni di pende in buona misura da un chiarimento sull ’ oggetto indagato. I giovani intervistati hanno risposto a doman

de riguardanti aspetti circoscritti del concetto di politica: i partiti, le istituzioni politiche, l ’ orien tamento politico e la militanza, i comportamenti sociali e il loro connotato di valore; e in più lo hanno fatto utilizzando risposte precodificate. Questa ricerca non può pertanto proporsi al cune finalità, evidentemente insondabili con questa sola metodologia di rilevamento. Nulla potrà essere detto, per esempio, sul mo do di concepire le relazioni umane e la trasfor mazione sociale che pure sta al fondo di ogni po litica; nulla ancora sul rapporto tra pratica politi ca e modificazione reale dei rapporti di potere; nemmeno il concetto di politica — cos ’ è, a cosa serve, cosa riguarda — trova un suo chiarimento. Contorni più precisi, al contrario, circoscrivo no quella parte della politica già prima indicata, che fa cioè riferimento ai partiti, alle istituzioni e alle organizzazioni politico-sociali con i relativi giudizi sul loro operato. Va detto anzitutto che uno sguardo complessi vo sui dati delinea lo sfondo su cui ogni altra os servazione può essere svolta: abbiamo a che fare con giovani prevalentemente orientati a sinistra, fortemente critici nei confronti del governo cen trale, che accordano ampio riconoscimento alle istituzioni di governo locale. Il nostro ragionamento riguarda quindi una compagine sociale ben determinata all ’ interno della quale non sembrano manifestarsi motivi di forti contrasti sociali, né di radicali antagonismi politici. Fatta questa precisazione, e quindi pur rico noscendo la necessità di importanti qualificazio ni, è forse indiscutibile, nei dati esposti, la pre senza di un tratto comune ed unificante: ed è l ’ estraneità degli intervistati al «far politica». Oltre l ’ 8O % dei giovani intervistati non aderi sce a nessuna organizzazione politica; circa 1/4 non si riconosce neppure in un qualsiasi orienta mento politico; è fortissima la tendenza alla di minuzione dell ’ interesse politico attivo; i più giovani, anche se sollecitati dai genitori, non si avvicinano alla politica. A queste osservazioni si potrà obiettare che in realtà i dati raccolti hanno anche messo in evi denza un alto grado di riconoscimento nella vali dità del sistema democratico dei partiti, conside rati «elemento fondamentale di vita democrati ca» dal 72% degli intervistati. Ma in realtà — come si è visto — sembra trat tarsi più di una adesione formale che fa da con trappunto ad una estraneità sostanziale. Del resto ci pare che mettere in evidenza più i livelli di riconoscimento rispetto a quelli di non riconoscimento, sopra ricordati, possa anche por

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