Problemi della transizione 1983

I giovani e la politica negli Stati Uniti: la svolta degli anni settanta

molta attenzione alla cultura dello «happy hip py», «che cambia la società fumando l ’ erba» . Sembrava che la protesta e la cultura giovanile sviluppatesi nella seconda metà degli anni ’ 60 stessero per essere registrate con effetti di pro fonda trasformazione dal sistema politico. A metà degli anni settanta, la situazione era completamente cambiata: il problema giovanile aveva perso rilievo nel dibattito pubblico ed inoltre aveva mutato natura: come avveniva sulle riviste, che traducevano la discussione in chiave colta, l ’ attenzione si spostava dai temi della pro testa e del rapporto con la politica a quelli della devianza e della disoccupazione giovanile 3 . Le organizzazioni politiche e le campagne elettorali non ritenevano più necessario attivare organizza zioni e messaggi particolarmente indirizzati a conquistare il «voto giovane». La morfologia e le ragioni principali di questa svolta sono l ’ oggetto di questo lavoro. La tesi del rilievo politico dei giovani faceva spesso riferimento alla maggiore coscienza, edu cazione e informazione delle nuove generazioni, che avrebbe dato loro un precoce interesse e quindi un impatto sulla vita politica collettiva. Spogliate queste affermazioni dell ’ ottimismo evoluzionista, il loro fondamento culturale più solido veniva trovato nell ’ uso forte dei concetti di «generazione politica», «generation gap», «giovani» applicati alla politica. Gli studi di so cializzazione politica degli anni ’ 50 avevano so stenuto che era prima di tutto la famiglia, a pre ferenza di altri agenti (la televisione, la scuola e il gruppo dei coetanei) (peer group) ad avviare, come avevano mostrato i noti lavori di Hyman nel 1959, i giovani al comportamento politico. Introdurre concetti generazionali in queste con dizioni non aveva senso: i giovani non si com portavano in modo distinto, ma seguivano il comportamento familiare, dividendosi quindi, come ha suggerito Yankelovich, tra colletti blu, gruppi di minoranza, militari, donne di casa, membri delle high schools, ragazzi e ragazze in collegio, distinzioni che finivano per avere un ri lievo molto maggiore del comune fattore di esse re tutti giovani. Negli anni tardi ’ 60-inizio ’ 70 la funzione di socializzazione politica viene invece trasferita soprattutto alla scuola e al «gruppo dei pari»: i comportamenti politici dei giovani ven

di Maurizio Vaudagna

Questo lavoro tratta della svolta nella parteci pazione politico-elettorale giovanile, avvenuta negli Stati Uniti all ’ inizio degli anni ’ 70, che ha inaugurato un trend assai significativo per com prendere anche la situazione odierna. Il decen nio si era aperto con una vivace discussione, non limitata agli specialisti, ma diffusa tra il pubbli co e gli operatori politici, sulla profondità e la durevolezza dell ’ impatto dei comportamenti giovanili sul complesso della vita americana e sul suo sistema politico in particolare. «Il gran nu mero di nuovi votanti e l ’ alto livello di autono mia tra di loro — diceva un commentatore poli tico vicino al candidato presidenziale George McGovern nel 1971 — rafforza la probabilità che siamo ad un punto di passaggio critico nella vita politica del paese. .. La parte centrale del vo to giovanile può andare a destra o a sinistra, ri voltarsi su se stessa, vagare senza meta o dividersi senza costrutto, può diventare invece un seguito personale compatto. In ogni modo questo voto sarà sentito, positivamente o negativamente» 1 2 . Se libri come «I disimpegnati» (Thè Uncomitted) di Keniston e «La gioventù assurda» di Goodman avevano descritto la passività politica dei giovani degli anni cinquanta, erano testi come «I giovani radicali» ancora di Keniston che ora segnavano il clima del momento. Nasceva una gamma di rivi ste di ricerca dedicate specificatamente ai proble mi giovanili: «Youth and Society», «Journal of Youth and Adolescence», «Adolescence». C ’ era

1 R. COOK, Whatever Happened to thè Youth Vote, «Congressional Quar- terly Weekly Report», voi. XXXVII, n. 28,July 15, 1978, p. 1792. 2 Youth Responds to Social Systems, «Center fòr Youth Development and Research», University of Minnesota,

Seminar n. 2, Aug. 1971, p. 31; P. GOODMAN, La gioventù assurda. Pro blemi dei giovani nel sistema organiz zato, Torino, Einaudi, 1964; E. E rik - SON, Thè Challenge of Youth, New York, Doubleday, 1965; K. K eni - STON, Giovani all'opposizione, Tori

no, Einaudi, 1972. 3 Su questo dibattito cfr. M.N. N eu - MEYER, Yuvenile Delinquency in Mo dem Society, New York, Van No- strand, 1961; A.K. COHEN, Ragazzi delinquenti, Milano, Feltrinelli, 1974;

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