Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

to democratico; i 18-21enni per esempio attri buiscono a Ford nel 1976 il 51% dei voti espres si. Con il sorprendente risultato del ’ 72, dove McGovern riporta la peggiore disfatta di un can didato democratico in tutta la storia delle elezio ni americane, la discussione sul voto giovanile cade verticalmente; è propio la durezza della sconfitta che rende da quel momento estrema- mente difficile ridiscutere il tema all ’ interno del partito e nell ’ opinione pubblica in generale. I critici della tesi del «generation gap», che hanno continuato a sostenere che i giovani sono nella grande maggioranza influenzati dalle loro fami glie e si dividono nel voto in modo simile agli al lineamenti nazionali, riportano una squillante vittoria. Già durante la campagna di Carter non esiste uno sforzo elettorale specificatamente vol to alla «generazione politica» giovanile e la per centuale dei delegati sotto i trent ’ anni cade, alla convenzione del 1976 dal 22% al 15%. Quali le ragioni di una così drastica riformula zione del rapporto tra i giovani e la politica a confronto con la discussione alla vigilia del 1972? Le ragioni della sconfitta di McGovern inaugurano una situazione che in qualche modo prosegue per tutto il decennio. La prima è che non solo la cultura radicale degli anni sessanta non era caratteristica del mondo giovanile nel suo complesso, ma che a quel punto non era più vera neppure l ’ affermazione, di una parte dei sostenitori del «generation gap» che essa com prendesse una cospicua minoranza individuabile soprattutto negli studenti di college. Quest ’ ulti- ma ipotesi riprendeva l ’ idea di una curva delle attitudini politiche giovanili caratterizzata da due punte: l ’ una, più accentuata e con maggior numero di aderenti, indica opinioni relativa mente omogenee con la maggioranza, con forte prevalenza delle influenze familiari. Una secon da punta, di altezza inferiore, indica una ampia minoranza di opinioni eterodosse, collocate all ’ estremo del panorama cultural-politico e ca ratterizzata da notevole intensità di convinzione e dedizione 9 . Questo schema, certo valido per gli anni della battaglia contro la guerra in Viet nam, era già in corso di frantumazione nel 1972. A chi scrive, testimone oculare della campagna democratica nell ’ estate del 1972, appare ingiu stificata l ’ obiezione lanciata dai militanti univer sitari della Nuova Sinistra che i giovani mcgover-

niani tendessero a moderare un movimento di protesta cui erano estranei, cooptandolo nel si stema bipartitico tradizionale. In effetti la Nuo va Sinistra era sorta sulla base di un rifiuto delle correnti politiche definite dai partiti tradiziona li. La sua protesta appariva tuttavia in fase di esaurimento e i mcgoverniani non distorcevano una mobilitazione in corso verso sbocchi estranei alle sue origini, ma semmai continuavano e rav vivavano in altra direzione una partecipazione che, nelle forme della lotta alla guerra in Viet nam, sembrava in estinzione. Questa afferma zione è suffragata dai rilevamenti d ’ opinione e dai dati attitudinali che sostengono che, con l ’ inizio degli anni ’ 70, la «cultura giovanile» de gli studenti universitari e dei giovani in generale si era modificata secondo linee nuove, che, in notevole misura avrebbero caratterizzato il de cennio, sintetizzabili in tre punti: le preoccupa zioni per gli stili di vita e l ’ autorealizzazione non si oppongono, più bensì si accompagnano al de siderio di sicurezza economica e di un lavoro soddisfacente. La divaricazione tra scelte degli studenti, resto del mondo giovanile e società adulta in generale, tende ad attenuarsi, anzi molti valori della cultura giovane dei tardi anni sessanta si generalizzano, seppure in forma mo derata e rivissuta. Infine, la nuova visione della vita non si accompagna più a forme di intensa partecipazione vuoi radicale che tradizionale che in queste forme cade verticalmente, mentre il di sgusto della politica diviene quasi una caratteri stica del nuovo equilibrio. Semmai alcune fasce giovanili si impegnano in forme nuove di azione (single issue groups) che influenzano non solo il mondo adulto, ma definiscono alcuni dei pro blemi attuali del sistema americano dei partiti. Anche con gli anni ’ 70 molte delle caratteristi che dei nuovi stili di vita del tardo decennio pre cedente continuano: aumenta il desiderio di au toespressione, di libertà dei rapporti personali e sessuali, aumenta l ’ insofferenza per la proibizio ne all ’ uso delle droghe leggere (il vincolo legale era accettato dal 55% dei giovani universitari nel 67-68, solo dal 38% nel 1973). La modifica più importante sembra essersi verificata nelle preoc cupazioni per la sicurezza economica, il posto di lavoro e le sue caratteristiche: tra gli studenti universitari dal ’ 70 al ’ 73 l ’ importanza della sfi da rappresentata da un posto di lavoro sale dal

9 E. GlNZBERG, Values and Ideali of American Youth, New York, Colum bia, 1961.

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