Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

ormai perso molto del suo slancio e nuovi equili bri stanno apparendo all ’ orizzonte. Una seconda caratteristica degli anni ’ 70 è la tendenziale chiusura del gap tra studenti univer sitari e coetanei non universitari. «La gioventù non universitaria — dice Yankelovich — si trova circa al punto in cui era l ’ altra nel 1969- Virtual mente ogni aspetto dei nuovi valori è penetrato in profondità tra la gioventù non universitaria. I valori sociali riguardanti il lavoro, il denaro, la famiglia si vengono lentamente trasformando, e lo stesso indefinibile conflitto tra autorealizza zione e sicurezza economica si va espandendo at traverso tutti i gruppi della popolazione giovani le 12 . Confrontando i dati attitudinali del ’ 69 e '73, si nota che gran parte della morale e della visione della vita di carattere tradizionale è in ac centuata ritirata tra i giovani non universitari. Solo più il 48% accetta l ’ affermazione che l ’ aborto è moralmente sbagliato (1969 = 64%), che lo sono le relazioni tra omosessuali consen zienti (1973 = 47%; 1969 = 72%), che lo sono relazioni sessuali prematrimoniali a carattere sal tuario (1973 = 34%; 1969 = 57%). Il patriotti smo e la religione sono intesi come valori molto importanti dal 40% circa degli interrogati, in confronto al 60% circa del ’ 69 solo più il 56% ri tiene che il lavoro duro garantisce una ricompen sa (1969 = 79%). Molte delle percentuali del 1973 sono vicine ai corrispondenti dati dei giova ni universitari del 1969- Resta una differenza che denuncia un senso di maggiore sicurezza econo mica e di maggiore fiducia e attenzione alle pos sibilità di autorealizzazione sul lavoro da parte degli universitari rispetto agli altri. Il 77% di questi ultimi ritiene che la capacità di assicurare un buon tenore di vita alla famiglia sia una im portante qualità dell ’ uomo, una affermazione condivisa soltanto dal 56% degli universitari. Egualmente differenze rimangono nel rapporto tra sicurezza economica, livello del salario e au torealizzazione sul lavoro. Una sostanziosa mi noranza di non universitari è pronta ad afferma re di non essere preoccupata dalla sicurezza eco nomica e di darla per scontata, ma di essere inte ressata invece a fare cose che diano un senso di autorealizzazione. E se questa cifra è inferiore al dato degli universitari (56%), tuttavia si tratta di una minoranza significativa di un espandersi dei valori non economici nella valutazione del lavoro 12 Y ankelovich , cit., p. 24.

anche tra giovani non universitari. Non vi è tan to una rinuncia a una buona paga base, quanto l ’ allargamento delle aspettative anche ad altri ti pi di gratificazioni egualmente importanti. Nel le preferenze dei giovani colletti blu, una buona paga e un contenuto interessante del lavoro rac colgono circa lo stesso livello di preferenze. I rile vamenti di opinione pubblica di questi anni mo strano ancora un forte distacco tra studentesse giovani da una parte, e massaie e lavoratrici dall ’ altra per i valori promossi dal movimento femminista. Tuttavia è ipotizzabile che la sfasa tura temporale del radicalismo studentesco e del movimento femminista permetta un parallelo chiudersi del fossato tra le donne nella seconda metà degli anni ’ 70, come era avvenuto tra i gio vani in generale tra i tardi anni ’ 60 e i primi ’ 70. Dati del ’ 73, sul rapporto tra universitarie e non con il femminismo ancora nella sua fase più nuo va e aggressiva, obbediscono alla stessa logica di frattura iniziale e successiva ricomposizione tipi ca di quelli su universitari e non nel 1969- Una visione della vita e un mondo di valori condivisi dagli studenti universitari si sono allargati sia in direzione dei giovani lavoratori, operai e impie gati, sia verso strati professionali e manageriali, finendo per coinvolgere in qualche misura (per quei modelli di socializzazione che la Mead chia mava prefigurativi, in base ai quali gli adulti im parano dai giovani) anche fasce di età superiori. Le imprese ad esempio si lamentano di non riu scire più a convincere i propri managers a spo starsi facilmente di sede in cambio di vantaggi economici e di avanzamenti in carriera proprio a causa di considerazioni relative alla qualità della vita del luogo di residenza 13 . Questo avvicina mento è dovuto a una molteplicità di ragioni, impossibili da esplorare tutte in questa sede. Sotto molti profili la insicurezza del posto di la voro colpisce in modo analogo il giovane operaio con un basso livello di «seniority», quindi espo sto al licenziamento soprattutto in settori indu striali tradizionali in profonda crisi, come il gio vane laureato alla ricerca di primo impiego. D ’ altra parte l ’ insicurezza del posto non coinci de necessariamente con insicurezza economica, in quanto per molti, di diverso status socio economico, esiste una fondamentale certezza che il sistema del welfare state avrà cura delle condizioni di vita dei senza lavoro: a questo ad

13 Y ankelovich , cit., pp. 24-30; J.D. WRIGHT, Thè Socio-Political At- titudes of White College-Educateci Youth, «Youth and Society», voi. 6, n. 3, March 1975, pp. 251-297.

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