Problemi della transizione 1983
Giovani in U.S.A.
esempio è attribuibile il fenomeno di giovani che si prendono periodi di «vacanza», iscrivendo si alle liste di assistenza per dar realizzazione ai propri interessi extralavorativi di cui tutte le rile vazioni sottolineano l ’ importanza; oppure quel lo del. rifiuto di lavoro sottopagato o poco inte ressante anche in mancanza di alternativa che blocca l ’ elasticità verso il basso dei salari in mo menti di crisi. Inoltre un potente fattore di tra sformazione del mondo morale giovanile in tutti gli strati è la crisi della famiglia tradizionale: 2 giovani su 5 venivano nella prima metà degli an ni ’ 70 da famiglie con un solo genitore (di solito la madre). Molti valori morali, sociali ed econo mici derivavano proprio dalla stabilità della fa miglia tradizionale e dei ruoli che vi si riconosce vano: ora non solo essa si è largamente frantu mata, ma anche nelle famiglie esistenti i rappor ti riguardo al lavoro, alla cura dei figli, alle deci sioni, ai rapporti con i terzi si vanno trasforman do, mettendo quindi in crisi un mondo morale che aveva la famiglia al suo centro. Un ’ ultima caratteristica del passaggio dagli anni ’ 60 al decennio successivo è il divorzio tra i nuovi valori morali e stili di vita da una parte e la partecipazione politica dall ’ altra, intesa que- st ’ ultima sia nelle forme del radicalismo degli anni ’ 60, sia nei canali offerti dal sistema politi co tradizionale. La New Left e le sue organizza zioni come il tentativo di McGovern di mobilita re politicamente i giovani dentro il partito sono falliti su questa novità. Ancora Yankelovich con trappone i tardi anni sessanta con i primi settan ta: nei primi «nuovi stili di vita e attività politi che radicali appaiono insieme: vecchi occhiali della nonna, cereali non raffinati, la vita nelle comuni, il fumo dell ’ erba e i capelli lunghi sem brano inseparabili dalla politica radicale, dalle occupazioni, dagli scioperi studenteschi, dalle marce di protesta e dall ’ appiccare fuoco alle car toline della leva». Successivamente invece «un divorzio quasi totale si frappone tra la politica radicale e i nuovi stili di vita» 14 . Se nel 1969 già il 44% dei giovani non universitari ritenevano che i partiti dovessero essere drasticamente rifor mati, questo dato è salito al 64% nel 1972. An che qui si verifica un allineamento tra universita ri e non: i dati per i primi sono rispettivamente 57% nel ’ 69, 61% nel ’ 72. Ciò potrebbe tutta via essere giustamente imputato alla forte con notazione antipartito (visto come sede di una professionalità politica clientelare destinata a di storeere l ’ espressione della volontà collettiva) che caratterizza la tradizione radicale e progressista americana. Anche in questa prospettiva resta tuttavia significativa la convergenza dei non uni versitari tradizionalmente considerati depositari di maggiore fiducia nel sistema politico con gli studenti di college 15 . In realtà la critica non inve ste soltanto le forme tradizionli e delegate della politica, ma l ’ agire politico nel suo complesso, anche nelle forme militanti ed eterodosse. Ciò può essere testimoniato da alcuni dati, certo par zialissimi in quanto riguardano giovani di 17 an ni, e investono comportamenti politici a cavallo tra prassi tradizionale e militanza di base. Secon do Ruth S. Jones, il numero dei giovani che ha preso iniziative di ogni tipo per influenzare il governo locale è sceso tra il ’ 69 e il ’ 75 dal 72,7 al 56,9% ; quanti hanno collaborato a una campa gna elettorale dal 18,9 al 9,4%, in pratica di mezzandosi; quanti hanno scritto a un uomo po litico dal 22,4 al 16,2 % 16 . Le forme partecipati ve della protesta di massa si sono drasticamente ridotte, soprattutto quelle in cui la connotazione generazionale giocava un ruolo centrale. Le ragioni di questo mutamento sono estre mamente complesse e riguardano processi comu ni a tutto il mondo occidentale, oggetto di una difficile e spesso insufficiente riflessione colletti va. Se ne possono qui semplicemente enumerare alcune, senza pretesa di esaustività o di indicare gerarchie di importanza. Alcune cause riguarda no l ’ indebolirsi delle precondizioni necessarie a che i giovani si riconoscano su base generaziona le e compiano esperienze politiche e personali di fondo nel contesto del gruppo dei coetanei. Si è già accennato alla caduta delle iscrizioni ai colle- ges e università. Ciò non è dovuto soltanto a preoccupazioni riguardanti l ’ utilizzazione degli studi compiuti e gli sbocchi sul mercato del lavo ro. Alla base sta anche un indebolimento demo grafico della sezione giovanile della popolazio ne, che subisce un accentuato fenomeno di in vecchiamento. Se la riconoscibilità generazionale dei tardi anni ’ 60 era stata favorita dall ’ incre mento numerico delle classi nate nell ’ immediato dopoguerra, ora il trend risulta esattamente op posto. Su questa caduta numerica esistono previ sioni abbastanza catastrofiche come quella che
14 Y ankelovich , cit., p. 3. 15 Y ankelovich , cit., p. 127. 16 R.S. JONES, Changes in thè Politicai Orientation of Amencan Youth, 1969-1975, «Youth and Society», voi. 10, n. 3, March, 1979, p. 341.
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