Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

ridionale, già rilevate per i giovani di altre epo che e di altre realtà territoriali. Anche nell ’ Italia meridionale sono ormai dif fusi valori e comportamenti tipici delle società industriali (cui in genere si riferiscono le ricerche citate). C ’ è analogia col mondo giovanile non meri dionale, perfino riguardo alla diffusione slogani- stica di valori «sinistresi», così come era già stato rilevato nella ricerca citata di Tullio Altan e Ca rocci sui giovani lombardi, con cui i giovani me ridionali hanno delle affinità, smentendo una certa convinzione sull ’ arretratezza meridionale (rispetto al resto del paese e al nord in particola re). Ma non è segno di riflusso il senso profondo del privato presente al Sud, non esistono fughe nel privato. La gioventù è sempre stata caratte rizzata da un forte senso del reale e della concre tezza, e il posto delle ideologie è stato sempre se condario. Ad ogni modo esistono anche delle specificità nella condizione giovanile meridionale che pos sono essere così sintetizzate: 1) A differenza da quanto era risultato in una famosa ricerca di Tullio Altan del 1 970 7 8 , i giova ni del Sud più politicizzati non appartengono esclusivamente alla borghesia medio-alta, così come era avvenuto per i giovani del ’ 68. Certi valori sono diffusi, spesso in forma di slogan, an che nei settori più vari della gioventù, con una perdita a livello di profondità e di qualità dell ’ impegno 9 . 2) In generale non c ’ è un nesso lineare e chia ro tra collocazione sociale e abitudini e compor tamenti culturali. Non c ’ è differenza sostanzia le, almeno rispetto ad alcuni valori di base (fa miglia, amore ecc.). 3) C ’ è una maggiore diffusione di abitudini «colte». Molti giovani (una minoranza consisten te e significativa) si dedicano alla lettura, fre quentano teatri, hanno l ’ abitudine di ascoltare dischi di musica classica. Si innalza il livello medio-culturale, per effetto anche dello svilup po di un ’ industria di prodotti «colti», che favori sce questo processo. Ma dietro c ’ è anche dell ’ al tro: la società meridionale vive un appiattimento assai consistente tra strati sociali una volta assai differenziati (alcuni settori operai con alcuni set tori impiegatizi). Un livellamento nei consumi e

giovani meridionali (e non) sono molto realisti, e in molti casi il loro atteggiamento verso il lavoro è strumentale e pratico, non mediato da atteg giamenti ideologici precostituiti. Al Sud la lau rea e la capacità di agganciarsi in qualche modo al micropotere sono i due canali fondamentali per uscire più presto dalla condizione di disoccu pato. Alla frantumazione del mondo giovanile, di cui si è parlato, si accompagna una frammenta zione del mercato del lavoro e del potere che lo gestisce. L ’ offerta di lavoro giovanile è a un tem po flessibile e rigida. Forte disponibilità ai lavori manuali e ai lavoretti precari (manuali e non), ri fiuto dell ’ emigrazione definitiva, ricerca di par ticolari occupazioni da parte di casalinghe e sco larizzati, poca disponibilità da parte degli stu denti: sono queste le tendenze contrastanti rile vabili a livello di analisi dell ’ offerta. Il governo di quest ’ ultima è gestito da una pluralità di for ze e micropoteri (notabilati politici e non) che ne frantumano l ’ unità e ne riducono notevolmente la compattezza. Se i giovani non sono un problema dal punto di vista culturale, essi sono caratterizzati da una miriade di problemi rispetto al lavoro. Non esi ste un solo problema del lavoro giovanile, ma tanti problemi particolari che non nascono sol tanto da esigenze soggettive bensì anche da cam biamenti della struttura produttiva, che ha de terminato nuove aspettative e la nascita di nuove figure professionali. Ma il problema di fondo, per la individuazione e la comprensione della nuova soggettività meridionale, è l ’ analisi dei meccanismi di collegamento tra potere locale e società, ancora in gran parte sconosciuti.

3. I giovani del sud: cosa pensano e cosa fanno

I giovani meridionali non sono sostanzialmen te molto diversi da quelli descritti nelle numero se ricerche svolte in passato sull ’ argomento. II familismo, l ’ enfasi sul privato, la fiducia nell ’ amore di coppia, la mancanza di una visio ne di classe, ma soprattutto scarsissimo impegno politico e associativo in genere: sono queste le caratteristiche fondamentali della gioventù me

7 Cfr. T. ALTAN e R. CAROCCI, Modi di produzione e lotta di classe in Italia, ISEDI, Milano 1979. 8 Cfr. ALTAN, l valori difficili cit. 9 Così come era stato rilevato nella ri cerca sui giovani lombardi svolta nel

1976 da Tullio Altan e Carocci (op.

cit. ).

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