Problemi della transizione 1983

Giovani e mobilità sociale

nel reddito e la crescita all ’ interno delle famiglie (di tutti gli strati sociali), del numero dei redditi e quindi del livello complessivo del reddito fa miliare. Tutto ciò comporta una diffusione di consumi di massa (canzoni, fumetti ecc.), ma fa vorisce anche la penetrazione tra un numero più consistente di giovani di prodotti una volta riser vati ai figli della borghesia colta. 4) Un ’ altra minoranza consistente di giovani si differenzia in maniera abbastanza rilevante dalla maggioranza. Si tratta di giovani dell ’ alter nativa, parzialmente residuo del ’ 68 e dei suoi epigoni. Costoro amano avere atteggiamenti cri tici rispetto ai valori più importanti della società in cui vivono: sono libertari (ad esempio nell ’ uso della droga leggera), contestano l ’ istituto fami liare, l ’ amore di coppia e in genere l ’ amore. Esprimono un ’ esigenza di cambiamento non sempre soddisfatta, ma certamente squilibrante nell ’ ambito del sistema di valori esistente. Una volta appurato che l ’ insieme del mondo giovanile dispone di una specifica cultura, ci si può chiedere se esistono al suo interno delle sub culture che tendono a differenziare, su particola ri aspetti, la realtà giovanile. Differenze esistono tra i giovani operai, i giovani impiegati ecc. Per i primi si è già accennato all ’ esistenza di una spe cifica subcultura, soprattutto in riferimento a quelli occupati in piccole aziende, di cui un esempio significativo è rappresentato dalla sub cultura proletaria napoletana, che si caratterizza non solo per la specificità delle condizioni di la voro: enfasi sui valori della passionalità dei senti menti, esaltazione passionale della famiglia, del la mamma, lettura di fotoromanzi con al centro questi valori ecc. Tra le donne esiste una subcultura della casa linga: questo ruolo non è sostanzialmente rifiu tato (soprattutto tra le meno giovani e le meno istruite), ma accettato. Del resto la ricerca gene ralizzata di un lavoro (a part-time o impiegati- zio) non esprime una crisi di questo ruolo ma l ’ esigenza di avere più redditi in famiglia. E di altre subculture ancora si potrebbe parla re, come ad esempio quella dei laureati, privile giati e portatori di una specificità culturale ri spetto al resto del mondo giovanile. In conclusione anche i giovani meridionali so no nello stesso tempo simili e dissimili tra di lo ro: da un lato condividono, nella maggior parte, 10 Sulla mobilità sociale cfr. la biblio grafia riportata in nota nel volume cita to: BOTTA, Non lontano dai padri cit.

dei valori di base (familismo, amore ecc.), dall ’ altra si differenziano in relazione alle speci ficità delle condizioni professionali o familiari. Essi sono simili ai giovani di altre epoche e di al tre zone del paese, ma nello stesso tempo in loro sono ravvisabili delle novità che esprimono resi stenza di un importante rimescolamento tra set tori diversi. Il Sud si avvicina al resto del paese e diventa sempre più una regione moderna, nono stante le peculiarità negative ancora consistenti e significative. Anche l ’ analisi dei comportamenti e dei valori diffusi ci fa concludere che un inter vento a favore dei giovani in relazione al proble ma del lavoro, ma soprattutto qualunque tenta tivo di aggregazione, deve tener presente questo dominio del privato, ma soprattutto le differen ziazioni esistenti non solo tra le varie zone (Na poli con la sua subcultura proletaria e i suoi gio vani scolarizzati, la Sardegna con i suoi giovani del dissenso, la Puglia con i suoi giovani agricol tori ecc.), ma anche nell ’ ambito dello stesso mondo giovanile in ogni zona del Sud. Esistono molte condizioni giovanili, non una soltanto; di questo va tenuto conto. Lo sviluppo della mobilità sociale 10 ha favorito la nascita di una specificità giovanile, perché ha prodotto delle differenziazioni rispetto alla con dizione socio-professionale dei padri. Ma il fenomeno della mobilità richiama im mediatamente alla questione della cooptazione nel mondo delle nuove leve e all ’ analisi di que sto meccanismo. Alti tassi di mobilità socio-professionale sareb bero, secondo molti, tipici di una «società aper ta» e democratica, perché indicherebbero un più alto livello di uguaglianza nelle condizioni di partenza (rispetto al lavoro). Le società più «aperte» sarebbero caratterizzate da più alti tassi di mobilità sociale ascendente; più alti livelli di mobilità inoltre garantirebbero una più consi stente stabilità politica e quindi un diffuso con senso sociale verso le istituzioni. A mio avviso l ’ esistenza del fenomeno in esa me è sempre una conseguenza di trasformazioni profonde della struttura produttiva: la maggiore 4. Giovani e mobilità sociale al sud

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