Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
no a White City o a Belle Vue, avevano una re putazione simile a quella di certi odierni tifosi di calcio. I combattimenti fra bande di teddy boys, l ’ oc casionale pugnalata mortale con un coltello a serramanico, furono associati, negli anni ’ 50, con lo speedway, proprio come le aggressioni de gli skinhead sono associate, alla fine degli anni ’ 60, con il calcio. Ma i teddy boys non hanno mai fatto dello stadio di speedway la loro piattaforma, il loro teatro visibile, come gli skins hanno fatto dietro le porte degli stadi del calcio. Naturalmente essi non sono stati aiutati dai mass-media che hanno sempre pressoché ignorato lo speedway. Ma oltre a ciò non va dimenticato che lo speedway, allora e adesso è soprattutto un passatempo principal mente «familiare», che attira molto un gran nu mero di donne di tutte le età e di bambini. Oggi, alcuni discendenti di quei primi evoca tori dell ’ inferno degli anni ’ 50, si possono vede re, a Hackney Stadium, all ’ estremo Est di Lon dra. Per esempio, babbi e mamme «rockers», con i loro bambini, a fianco di gruppi di «nuovi roc kers», punks e bambini vestiti di cuoio. Lo speedway può essere ripetitivo come spettacolo, ma ciò è più che compensato dall ’ atmosfera ami chevole e familiare che domina i meetings, fuori dallo splendore dei grandi interessi degli sports commerciali e lontano dalla fame di sensazioni delle telecamere. È uno sport, come ha osservato uno scrittore «dove non c ’ è cinismo, snobbismo ed è estraneo alla speculazione» 6 e, qualcuno po trebbe osservare, libero da aggressività. Lo stadio di speedway è un luogo in cui i giovani operai e i loro genitori possono almeno trovare un terreno comune e mostrare una coesistenza visibilmente pacifica. Il Gran Premio Le corse su strada sono l ’ unico sport motocicli stico che tiene il passo con lo speedway dal punto di vista della popolarità fra le masse popolari. Le corse per il Gran Premio (Campionato del mon do) a Silverstone, Brands Hatch, Oulton Park, richiamano folle di 150.000 persone. Molti fans posseggono moto e più della metà si recano al meeting viaggiando su di esse. Spesso si accam 6 M. R ogers , Htstory of Speedway, Ipswich, 1978, p. 8.
pano per la notte. La grande distesa di moto, sacchi a pelo, tende, roulottes, fa sì che l ’ atmo sfera che precede la grande corsa è molto più si mile a un festival rock all ’ aperto che non a quel la di un avvenimento sportivo. La corsa del gran premio è altamente commerciale. Su ogni polli ce della moto, della pista, dei piloti, sono appic cicate scritte pubblicitarie. I grandi meetings so no vetrine per i nuovi prodotti. Diversamente dallo speedway, l ’ innovazione tecnologica, per le corse su piste, è tutto e l ’ attenzione del pub blico è costantemente rivolta tanto alle macchine quanto ai corridori. Naturalmente, gran parte del fascino che il Gran Premio esercita sui giova ni appartiene al livello della fantasia. C ’ è una grande identificazione, e anche un ’ eccessiva identificazione spesso fatale, con gli exploits di Barry Sheene, Kenny Roberts, Randy Mamola e le loro volanti Yamaha, Suzuki e Honda. C ’ è anche una comunicazione ravvicinata fra i piloti e i fans. I vincitori della corsa compiono spesso giri di onore di fronte alle tribune. Ma questo è anche un pubblico molto informato dal punto di vista tecnico. L ’ attaccamento del tifoso è rivolto tanto alla macchina quanto al pilota. I grandi meetings producono così un «linguaggio della moto» molto sofisticato. I discorsi predominanti riguardano valvole a disco, segmenti e le qualità delle diverse macchine. Come nello speedway, nelle gare su circuito, la violenza è piuttosto l ’ eccezione che non la re gola, anche se recentemente sono sorti seri pro blemi quando venditori di bevande, di hot-dog e altri finti concessionari sono stati sospettati di depredare i fans più giovani. Nei raduni più pic coli, a livello di club, la maggioranza degli spet tatori è coinvolta in qualche modo con i piloti in gara. Qui le radici, cooperativa, paesana, e il ca rattere auto-organizzato sono evidenti. Il prestito dei pezzi di ricambio e le raccoman dazioni ai principianti, sono tutti elementi che appartengono all ’ economia informale che cir conda e puntella lo sport. Molti appassionati sono del mestiere, mecca nici, garagisti o presso i venditori di moto, e so no incoraggiati alle gare dai loro principali. I teams delle fabbriche competono regolar mente. Le aziende che distribuiscono motoci clette sponsorizzano i propri teams per gareggia re a livello di club. A tutti i partecipanti alla cor
164
Made with FlippingBook Ebook Creator