Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Confindustria (sulle leggi n. 675 e n. 183); la scarsa corrispondenza spesso riscon trabile, in ambito industriale, fra analisi e proposte intelligenti e deteriori realizza zioni concrete sembrano indicare l ’ esistenza di contrasti fra un ’ ala dinamica e lun gimirante e un ’ altra miope e conservatrice; tale contrasto si riflette anche sulle deci sioni che riguardano la ricerca e la I.T. A poco vale, in proposito, il tentativo di sca ricare alcune responsabilità sulla comunità scientifica italiana. Concludendo su questo punto, una delle carenze della legge n. 46 — come già della legge n. 675 — sta nel fatto che essa non prevede strumenti per incentivare la collaborazione fra il mondo della produzione e il mondo della ricerca (e in partico lare gli EPR e gli istituti universitari): in assenza di ciò, anche nel futuro avremo da un lato competenze non utilizzate, dall ’ altro autofinalizzazione sterile. Un punto importante riguarda il ruolo che può svolgere l ’ Ente Regione nel cam po dell ’ I.T. o, più in generale, della ricerca applicata e dell'organizzazione di servi zi di ricerca. Da un lato l ’ Ente Regione ha reali esigenze e compiti di R.A. (sanità, ambiente, agricoltura, informatica, risparmi energetici, addestramento professio nale). Dall ’ altro esso può svolgere un ruolo essenziale in appoggio della piccola in dustria e dell ’ artigianato: raccogliere la reale domanda di ricerca, di consulenza tec nica, di servizi qualificati, di addestramento, far emergere i bisogni di ricerca ine spressi, coordinando domanda ed offerta, favorendo «joint ventures». In misura mi nore compiti simili possono essere assunti anche dai Comuni e dalle Province. Sa rebbe negativo che a queste esigenze si desse risposta istituendo Centri ad hoc, qua si un piccolo CNR regionale: centri sottodimensionati, isolati da un contesto cultu rale più ampio e stimolante, privi dell ’ indispensabile supporto di competenze, sa rebbero in breve destinati a vita asfìttica. Così pure vanno evitate iniziative affretta te, come centri con funzioni di banca dati, o di trasferimento delle conoscenze, pe na il rischio di ingigantire una burocrazia scientifica poco utile. Più efficace, e da perseguire, è la strada delle Convenzioni o dei Consorzi a termine con i Centri di ri cerca pubblici esistenti, da potenziare quando rispondano positivamente alle esi genze individuate. Attraverso convenzioni dovrebbe anche essere favorito l ’ adde stramento di personale specializzato. In ogni caso va ribadito che il ruolo che devono esercitare le Regioni non deve configurarsi ridondante rispetto alle iniziative e agli incentivi centrali, ma comple mentare', quindi, salvo casi eccezionali, non ricerca originale, ma piuttosto servizi reali all ’ innovazione: informazione, assistenza tecnica, indagini di mercato, assi stenza commerciale e gestionale, collaborazione nella formulazione dei progetti per PIMI, programmi di formazione del personale; e inoltre, tali funzioni vanno eserci tate con interventi specialistici per settore a seconda delle caratterizzazioni produt tive. Ma oggi, anche a livello regionale, si ritrovano alcuni dei limiti esistenti a livello statale: flussi finanziari suddivisi in canali non comunicanti fra loro, carenza di un quadro tecnico-scientifico di comando, scarsa conoscenza della situazione sia sul fronte della domanda che di quello dell ’ offerta, distacco fra l ’ apparato tecnico del la Regione e i centri di ricerca disponibili; di conseguenza, mancando un quadro e un disegno generali, i modi di intervento sono spesso scoordinati e discontinui, l ’ incidenza reale e la ricaduta delle iniziative prese sono insoddisfacenti. Questi li miti sono solo attenuati nelle Regioni amministrate dalla sinistra. Eppure non do vrebbe essere impossibile realizzare una struttura centrale snella, appoggiata a com petenze esterne, in grado di conoscere, valutare, selezionare, alcune iniziative con crete ed efficaci 19 . 19 J.R. BESSANT, Influential factors in manufac turing innovation, «Research Policy» 11, 117, (1982).
14
Made with FlippingBook Ebook Creator