Problemi della transizione 1983

Machiavelli nei «Quaderni del carcere»

quello per il «Principe», dal momento che gli studi sul rapporto di Gramsci con Machiavelli non occupano una parte cospicua della biblio grafia gramsciana. Finalmente il più recente contributo, quello di Carmine Donzelli, curatore della edizione se parata del Q 13 Noterelle sulla politica del Ma chiavelli, ha sviluppato precise annotazioni nel senso di una contestualizzazione storica di que sto tema affrontato da Gramsci 3 , con non super ficiali richiami alla complessa vicenda del ma chiavellismo italiano ed europeo dei primi de cenni del novecento, e in particolare all'affer marsi di interpretazioni apertamente reazionarie del pensiero del segretario fiorentino: lavoro che consente di dare un punto di partenza e precisi riferimenti a quelle note che Gramsci raggrup perà in parte preponderante nel Q 13. Nel quale Gramsci assumerà per oggetto non tanto Ma chiavelli, quanto una riflessione organizzata, e già precedentemente posta in essere, sul più complesso rapporto «Machiavelli-Marx-politica trasformatrice», dal momento che, come sostiene Donzelli, il principale problema teorico che Gramsci ha davanti stendendo i Quaderni, di ri definire in termini nuovi il rapporto crisi economica-crisi politica, politica-economia, sa rebbe quello stesso che motiva la costanza e l ’ ac crescersi dell ’ interesse per Machiavelli 4 . Proprio la necessità di «ritrovare il bandolo della matas sa», di «ridiscutere alla luce del presente la que stione della politica dal punto di vista di chi vuol costruire lo Stato nuovo» fa sì che da un lato Ma chiavelli si riveli per Gramsci la «grande metafo ra» con cui pensare o ripensare i modi teorici e politici che «qui e ora» gli si presentano nella ri flessione del carcere; dall ’ altro che il senso di questa metafora sia da ritrovare tra l ’ altro nel messaggio politico di Machiavelli inteso come «realismo», nell ’ assunzione di una concezione della politica come «forza» oltre che come «con senso» 5 . Questo modo di lettura consente di risponde re, per la prima volta in modo esaustivo, alla do manda «perché Machiavelli?», di motivare in

di Rita Medici

La sottovalutazione che la critica machiavellia na in genere, anche recente 1 , ha compiuto nei confronti della interpretazione data da Gramsci nei Quaderni 1 dell ’ opera dell ’ autore del Princi pe, nasce forse dalla tendenza a considerare le note gramsciane su Machiavelli come troppo strettamente legate alla parabola teorica e politi ca dell ’ autore, ad esigenze interne della elabora zione gramsciana e di suoi ben determinati cen tri di interesse, per poter vivere di vita propria e non dover essere fatalmente prive di autonoma dignità storiografica. Mero momento «privato» della biografia intellettuale gramsciana le note sul Machiavelli sono apparse spesso anche agli interpreti di Gramsci, che a queste note hanno per lungo tempo prestato una attenzione minore di quel che si potrebbe supporre, e nei quali è comunque prevalsa la tendenza a leggere la ri flessione di Gramsci su Machiavelli come total mente interna alla sua problematica politica, senza guardare a suoi precisi connotati storiogra fici, a rapporti con altre letture di Machiavelli, a ben determinati interlocutori. Si potrebbe dire che nella critica gramsciana l ’ interesse per il «moderno Principe» abbia in parte oscurato

Gramsci (cfr. Introduzione a Quaderno 13. Noterelle sulla politica del Machia velli, Torino 1981, p. XVII). Di oppo sto parere è F. SANGUINEI!, Gramsci e Machiavelli, Roma-Bari 1982, capp. l°-2°. 3 Anche se manca tuttora, nonostante vari contributi (tra cui è da segnalare di M. C iliberto , Machiavellismo e filoso fìa crociana. Premesse, in Ricerche sul la cultura dell'Italia moderna, Bari 1973, pp- 275-318), quello studio or

1 Si veda ad es. l ’ analisi assai sommaria che del ritratto gramsciano di Machia velli fornisce uno dei più importanti contributi machiavelliani degli ultimi anni, quello del Macek (J. Macek, Ma chiavelli e il machiavellismo , Firenze 1980). 2 È indubbiamente negli anni del car cere che matura l ’ interesse vero di Gramsci per Machiavelli: C. Donzelli parla, per gli anni precedenti, persino di un «iniziale antimachiavellismo» di

ganico su ciò che il tema Machiavelli fu in Italia fra la guerra mondiale e il fa scismo, che Garin auspicava anni fa (cfr. E. G arin , Gramsci e la cultura italiana, in Studi gramsciani, Roma 1969 2 ,p.4l3). 4 Cfr. C. DONZELLI, Introduzione..., cit.,p. XVIII. 5 Ivi, p. XVI; p. XI; p. LVII.

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