Problemi della transizione 1983
Machiavelli
tutte ed ogni nota da lui scritta prima della ste sura del Q 13; come è notevole che questo qua derno sia confezionato proprio in quel modo, non come appunto l ’ insieme delle osservazioni sparse, ma come un intreccio di temi in cui parte cospicua delle precedenti annotazioni su Ma chiavelli 34 si ripresentano alternandosi con tema tiche di fondamentale importanza nella riflessio ne dei Quaderni, quali la questione dei «rappor ti di forza», la nozione di «grande potenza», il nesso struttura-sovrastruttura, la critica dell ’ eco nomismo. Sono alcuni tra i principali filoni te matici e polemici della riflessione gramsciana del carcere, a confermare ulteriormente come la di scussione di Gramsci su Machiavelli vada a costi tuire un nucleo composito di questioni che po trebbe essere così schematizzato: a) una storia della cultura italiana, di cui Ma chiavelli è un capitolo esemplare (e non solo, è ovvio, perché Gramsci lo annota come tale nello schema di lavoro in apertura al Q 8 35 ) e che è in sieme storia degli intellettuali italiani e della lo ro funzione, e storia dei successivi fallimenti dei tentativi di creare in Italia una volontà collettiva di tipo nazionale-popolare. Vale a dire che fare la storia della cultura e degli intellettuali e del loro rapporto (o mancato rapporto) col popolo- nazione è per Gramsci uno dei modi privilegiati di ricostruire quella storia italiana complessiva che non solo è uno dei temi di fondo, ma per così dire è la filigrana sottile e tenace presente in tutte le pagine dei Quaderni del carcere', b) una filosofia o scienza della politica di cui Machiavelli è il fondatore, il teorico, l ’ autore da contrapporre ai Mosca e ai Pareto, in continuità con la scienza storica e politica di Marx: l ’ impo stazione data da Machiavelli alla questione della politica (e cioè l ’ affermazione implicita nei suoi scritti che «la politica è una attività autonoma che ha suoi principii e leggi diversi da quelli del la morale e della religione») pur essendo ancora oggi discussa e contraddetta mantiene una «grande portata filosofica» perché implicitamen
te «innova tutta la concezione del mondo»; c) una lettura del Principe come espressione da un lato del «precoce giacobinismo» del Ma chiavelli, e della sua capacità di porre in modo storicamente esatto, unico del suo tempo, la «questione italiana»: Machiavelli non si limita al rimpianto per la forma precedente dell ’ indipen denza italiana, quella dell ’ equilibrio fra gli Sta ti, di cui era stato artefice il Magnifico, ma espri me altresì la volontà di riacquistarla «in una for ma storicamente superiore, come principato as soluto». Dall ’ altro come punto di partenza, at traverso la lettura in chiave di «mito» (ma il debi to verso Sorel, come Gramsci stesso chiarisce nel par. 1 del Q 13, è a questo proposito assai limita to 36 ) del Principe machiavelliano, per la costru zione di una grande e nuova metafora della pras si futura, la stesura di quel «moderno Principe» avente a protagonista non più l ’ antropomorfica figurazione machiavelliana ma il partito politico rivoluzionario, suscitatore nel momento in cui si propone la fondazione più o meno prossima di un nuovo tipo di Stato, di una teoria e di una prassi politica radicalmente nuove. Un tema, questo del «moderno Principe» che appartiene pienamente alla riflessione gramsciana comples siva, sul quale non intendo però soffermarmi se non per osservare come esso sia stato fortemente amplificato soprattutto in un certo periodo, co me è ovvio trattandosi di uno dei temi dalla va lenza più direttamente politica, ma che sarebbe inopportuno dilatare eccessivamente, a proposi to del ritratto gramsciano di Machiavelli. Le note da Gramsci stese nei Quaderni succes sivi al Q 13 a proposito di Machiavelli, completa no il quadro fin qui tracciato, senza modificarlo nella sostanza. Notevoli sono in particolare due gruppi di osservazioni: quelle sul carattere «uto pistico» del Principe, e quelle a proposito della nozione di «previsione». 1) In un passo del Q 25, riferendosi alle grandi utopie politiche dell ’ età moderna, Gramsci definiva «utopia» qualcosa che «nasce sul terreno stesso dell ’ umanesimo»
su Gramsci e Machiavelli, in Ricerche storiche ed economiche in memoria di C. Barbagallo, Napoli 1970, pp. 437-8.
solo testo di prima stesura è il par. 25. 34 Restano escluse in prevalenza le no te a carattere storico e ciò corrisponde evidentemente a un intento preciso. 35 Dove il Machiavelli è il solo autore citato, a parte il Croce, a costituire di per sé un argomento di studio: cfr. Quaderni. .., pp. 935-6. 36 II carattere soreliano e insieme di su peramento della concezione del Sorel dell ’ ideologia-mito, che ha la lettura gramsciana del «principe» come «mito» è ben individuata da C. VASOLI, Note
sorgimento, Milano 1953, p. 24. 32 «Su Machiavelli opera l ’ esempio della Francia e della Spagna che hanno raggiunto una forte unità statale. Fa un “ paragone ellittico ” come direbbe il Croce e desume le regole per un forte stato in generale e italiano in particola re» Quaderni.... p. 9 (ripreso nel par. 13 del Q 13). È da notare che in questa nota 10 del Q 1 sono già contenute in forma sintetica le più importanti tesi di Gramsci su Machiavelli. 33 Concentrate soprattutto nei Qua derni 1, 4, 8. Da notare che nel Q 13 il
179
Made with FlippingBook Ebook Creator