Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
tuire lo studio e l ’ elaborazione 20 . Fino a questo punto ci si è occupati principalmente dei criteri di gestione e di ra zionalizzazione della situazione esistente. Ma gli aggiustamenti ad-hoc rivelano sempre di più la loro debolezza. Ben più complesso si fa il discorso se vogliamo af frontare un progetto di trasformazioni profonde, nel quadro di quella che è stata chiamata giustamente la politica dell ’ austerità. Ma si tratta appunto di un altro di scorso, seppure non più a lungo rinviabile. 10. Necessaria una prospettiva a lungo termine Se siamo convinti dell ’ impossibilità di proseguire sulla strada della crescita espo nenziale incontrollata, dobbiamo tentare proposte analitiche per il «dopo l ’ età del lo spreco», da un ’ epoca di risorse illimitate a una di risorse finite, e in questo nuovo quadro anche la ricerca deve giocare un ruolo rilevante. Il filo conduttore è quello dell ’ austerità, di un modello di sviluppo sociale nel quale abbiano un ruolo centrale valori umani più sostanziali. E noto che l ’ indica zione dell ’ austerità è stata poco capita sia al di fuori del Partito Comunista sia all ’ interno di esso, anzi, ha fornito motivi di polemiche superficiali, strumentali, ma efficaci. Forse perché la proposta partiva da una critica schematica dei guasti, materiali e morali, di una società imperniata sul massimo profitto e sul massimo consumo, e subito si fermava. II progetto va ripreso, riempendolo di contenuti: non ricette pre confezionate, ma analisi di settori specifici, con indicazioni di tendenza e con pro poste di dibattito e di lavoro. È necessario chiarire che un ’ evoluzione alternativa della società richiede muta menti profondi nel modo di produrre e consumare. Un ruolo importante avrà lo sviluppo delle tecnologie appropriate: impiego contenuto dell ’ energia, minore in quinamento, produzione di beni a lunga durata, riduzione degli sprechi, sostitu zione di materie prime esauribili, maggiore informatica distribuita, migliori servizi pubblici, centri più ricchi di vita associata, equilibrio territoriale e gestione dei grandi agglomerati urbani, e così via. Un simile progetto di transizione è originale e richiede anche la partecipazione di quegli specialisti che sono convinti della necessità di inquadrare lo sviluppo della scienza e quello della tecnologia in un programma di evoluzione verso una società socialista. Si tratta di costruire un progetto complesso, perché sono strette le relazio ni fra ricerca orientata, forze produttive, mercati, condizionamenti internazionali, strutture di Stato. Difficile è vedere le compatibilità economiche delle proposte al ternative, soprattutto per i vincoli imposti da un mercato aperto e competitivo. De ve diffondersi la convinzione che se non sapremo costruire una proposta di austerità popolare per trasformare l ’ Italia, i grandi squilibri mondiali e quelli all ’ interno del la società nazionale che si aggraveranno nei prossimi decenni con progressivo impo verimento delle risorse (e l ’ Italia di risorse non ne ha) saranno affrontati dalla stra tegia delle multinazionali. Sarà allora imposta l ’ austerità capitalistica, che chiede sacrifici ai molti che hanno poco e non ai pochi che navigano nello spreco. Non di mentichiamo che le multinazionali del petrolio non hanno mai guadagnato tanto come da quando il petrolio scarseggia. Il Partito Comunista Italiano è passato da una mentalità di opposizione, con grandi obiettivi generali apparentemente chiari e mobilitanti, al tentativo di for marsi una cultura di governo: esame analitico dei problemi e proposte di soluzione
20 Citiamo da «L ’ età dell ’ incertezza» di John Kenneth Galbraith: «Tra le conferenze serie, po chissime sono tenute per lo scambio di informa zioni e ancora meno per prendere decisioni. Per la maggior parte servono a proclamare uno scopo comune, a rivelare ai partecipanti che essi non so no soli e quindi a rafforzarne la fiducia. Oppure
servono a simulare l ’ azione laddove l ’ azione è impossibile. Con il fatto di aver luogo, le confe renze convincono i partecipanti, e spesso anche altri, che qualcosa sta succedendo, quando nulla sta succedendo o può succedere».
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