Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
re una corrispondenza fra razionalità soggettiva e oggettiva in un dato problema di decisione. E se ciò fosse anche possibile, lo sarebbe a prezzo di cambiare completamente i connotati del princi pio di razionalità — che vuole che gli esseri uma ni agiscano sempre in maniera adeguata ai loro scopi e alla loro valutazione della situazione. 4. Questo destino non sembra affliggere il so lo principio di razionalità popperiano, ma qual siasi principio di razionalità situazionale, come mostra il caso di un altro famoso principio — quello di razionalità limitata di H. Simon. L ’ individuo razionale di Simon è un indivi duo che, nella situazione in cui si trova, si sforza di adottare una linea di azione «abbastanza buo na» da soddisfare il suo livello di aspirazione 17 (scelto tenendo conto di tutte le limitazioni di si tuazione, conoscenza, capacità, ecc., e di tutti gli altri fattori che contribuiscono a caratterizza re la prospettiva soggettiva dell ’ agente). Ne con segue che «virtualmente ogni tipo di azione o comportamento è razionale a patto che l ’ agente pensi che è abbastanza buono. Questa è una diretta conseguenza dell ’ ...esplicazione della razionalità in termini di sod disfazione o livelli di aspirazione individuali... Identi ficare l ’ azione razionale con l ’ azione soddisfacente equivale a consentire a ogni individuo di essere il giu dice finale della propria razionalità» 18 . Né il principio di Simon si mostra meno recal citrante di quello popperiano di fronte ai tenta tivi di imporgli qualche determinazione norma tiva. Il problema, ad esempio, non potrebbe es sere risolto con l ’ introduzione di un criterio di preferenza razionale fra livelli di aspirazione scelti individualmente, perché ciò porterebbe ad
avere «anziché una razionalità definita puramen te in termini di soddisfazione o di livelli di aspi razione... una razionalità definita circolarmente in termini di soddisfazione o di livelli di aspira zione razionali» 19 — il che renderebbe il model lo di razionalità di Simon vacuamente tautologi co senza peraltro conferirgli la minima determi nazione normativa. Né c ’ è da aspettarsi che la si tuazione migliori introducendo qualche regola di massimizzazione 20 , perché questa non po trebbe comunque essere normativamente intesa. Un conto è, infatti, dire che l ’ introduzione di un criterio di massimizzazione (per esempio di mas simizzazione dell ’ utilità prevista) potrebbe in durre l ’ agente «ad alzare il suo futuro livello di aspirazione» 21 e un conto affermare che la scelta della linea di azione soddisfacente dovrebbe coincidere con quella che massimizza l ’ utilità prevista: ciò che un individuo considera soddi sfacente dipende da ciò che è in grado di ottene re — e, dopotutto, egli può ritenere soddisfatto il suo livello di aspirazione anche dalla scelta di una linea di azione che non massimizza l ’ utilità prevista 22 . 4. Riconsideriamo la posizione del nostro sto rico B. Come abbiamo visto, egli non ha molto da opporre alle critiche del suo avversario e, a meno di non arrendersi quasi completamente al le sue posizioni, non può nemmeno dimostrare che il suo modo di spiegare le azioni irrazionali non abbia realmente le conseguenze che A gli imputa. B, tuttavia, ha ancora una carta da gio care: può ribattere che, dopotutto, essere razio nali non è un requisito che gli esseri umani sod disfino completamente come (è pensabile) fa rebbero se potessero utilizzare sempre nel mi glior modo possibile tutta l ’ informazione dispo
17 H.A. S imon , Models of Man, Wi- ley, New York 1957, pp. 204-205. 18 A.C. MlCHALOS, «Rationality Bet- ween thè Maximizers and thè Satisfi- cers», in K.F. SCHAFFNER, R.S. COHEN (a cura di), PSA 1972. Proceedings of thè 1972 Biennial Meeting of thè Phi- losophy ofScience Association, Reidei, Dordrecht 1974, pp. 434-435. 19 A.C. MlCHALOS, «Rationality Bet- ween thè Maximizers and thè Satisfi- cers», cit., p. 434. 20 La proposta è avanzata da Leach per coprire i rischi di indeterminatezza del la teoria della razionalità di Simon («senza qualche... regola di massimiz zazione, la teoria della soddisfazione di Simon cadrebbe vittima della stessa obiezione di indeterminatezza del principio di razionalità popperiano»; J.J. L each , «Thè Dual Function of Ra tionality», cit., p. 416).
21 J.J. L each , «Thè Dual Function of Rationality», cit., p. 416. 22 Indagini sperimentali recenti sul comportamento nelle cosiddette situa zioni di scelta non simultanea (in cui un individuo deve decidere fra o sce gliere una delle linee d ’ azione alterna tive immediatamente disponibili o cer care ulteriori alternative), hanno mo strato che la scelta fra una strategia di soddisfazione e una di massimizzazio ne dipende comunque dall ’ informa zione che un individuo ha nella, e sul la, situazione in cui si trova. Si veda, in proposito, F. ÓLANDER, «Search Beha- vior in Non-Simultaneous Choice Si- tuations: Satisficing or Maximizing?», in D. WENDT, C. VLECK (a cura di), Utility, Probability, and Human deci- sion Making, Reidei, Dordrecht 1975, pp. 297-320.
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