Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
stabilirebbe la libertà e l ’ equità, che possono consentire a tutti i membri della comunità di «massimizzare» la distribuzione dei «valori socia li» e la produzione di questi ultimi. Si tratta del principio della «priority of liberty» e del «maximin principle» o «difference princi pe»: «maximinzing welfare at thè minimum le- vel». Il procedimento non è diverso da quello segui to dagli economisti classici. Con Vhomo oecono- micus, l ’ economia classica ci ha dato un «lexico- graphical ordering», per esprimersi con Rawls, cioè una lista di preferenze degli individui, e un criterio per assegnare a queste preferenze un va lore probabilistico. In termini più precisi, si può dire che se la scelta tra distribuzioni di probabi lità soddisfa certe condizioni naturali della razio nalità, allora si può mostrare che esiste una fun zione di utilità (unica fino a una trasformazione lineare positiva) sui risultati tale che la distribu zione delle probabilità dei risultati è ordinata se condo «mathematica expectactions» dell ’ utilità del risultato 7 . Il passo avanti compiuto da Rawls sta nel ten tativo di inserire nel «lexicographical ordering» la priorità della libertà e i principi della differenza, come abbiamo già visto. In questa sede non intendo prendere in esame le difficoltà che Rawls incontra, ma solo le inter pretazioni italiane dell ’ opera sua e mostrarne le distorsioni e gli errori. 3. Ho già detto che Bodei non intende bene il principio della differenza, e con ciò il significato metodologico dell ’ opera di Rawlz, la sua parti colare collocazione tra l ’ economia matematica e la teoria statistica, la politica pubblica e la filoso fia politica. Se dovessimo prendere Rawls seriamente, e in particolare il suo principio della differenza, (ma- ximizing welfare ay thè minimum level), non sa rebbe difficile trovare esempi. Prendiamo l ’ attuale sistema di indicizzazione dei prezzi e dei salari, valido per tutte le catego rie e che indicizza aumenti uguali per tutti. Dal punto di vista della teoria di Rawls, definisce il principio dell ’ egalitarismo in questi termini: «All social values-liberty and opportunity, income and wcalth, and thè bases of self-respect-are to be di-
stributed equally unless unequal distribution of any, or all, of these values is to everyone ’ s advantage» 8 .
Nel mio esempio applicare questo principio significa che il sistema di indicizzazione favorisce l ’ ineguaglianza e limita la libertà perché viola il principio della differenza (maximizing Welfare at thè minimum level) e farrorza un ordinamen to ingiusto. Infatti dall ’ indicizzazione traggono maggior vantaggio le classi di reddito più forti, per una varietà di ragioni. L ’ aumento «uguale» (rispetto ai prezzi) sfavorisce i gruppi con un po tere contrattuale più debole che restano al fon do. Naturalmente, si possono fare molti altri esempi fuori dall ’ ambito del movimento ope raio. Ma è bene cominciare a porre ordine in casa propria per prima cosa. Il mio esempio mostra che se Rawls è preso se riamente, non come un complesso di slogans moralistici, può offrire un ’ arma potente contro le ingiustizie della politica pubblica, anche se non abbiamo avuto bisogno d ’ attendere un Rawls per renderci conto di questi meccanismi perversi 9 . Un altro aspetto interessante della discussione che Rawls ha sollevato è la questione dell ’ inseri mento nel «lexico-graphical ordering» delle di mensioni della libertà, della dignità, della perso nalità morale. Dal punto di vista della politica pubblica e della metodologia della politica pub blica, questa operazione apre la strada alle tecni che di decisione che nell ’ analisi delle «welfare functions» non si limitano alla ricchezza, all ’ in teresse, all ’ assistenza, ma che sappiano tener conto della libertà, della morale, della dignità nel contesto della politica pubblica. Non si tratta di fare appello a dimensioni meta-storiche o pre scrittive, da parte dello studioso, ma di procede re nello stesso senso in cui si calcolano le funzio ni di utilità, riconoscendo l ’ importanza dei si gnificati che gli individui attribuiscono alla pro pria vita e ar mondo e favorendone una libera e equa formazione e articolazione. Non solo gli in teressi materiali, per dirla col Weber, ma anche gli interessi ideali possono essere oggetto di una politica pubblica che predisponga misura per salvaguardarli. E un passo importante per libera re la nozione di «interesse pubblico», e la meto dologia delle decisioni nella politica pubblica,
7 K. ordinalist- utilitarian notes on Rawls ' theory ofju- stice, «Thè Journal of Philosophy», LXX, 9, 1973, 256. 8 J. R awls , A theory of justice, cit., 62. A rrow , Some
9 Si veda, ad es., J. Robinson, F. Wil- kinson, What has become of emply- ment policy? «Cambridge Journal of Economics», I, I, 1977, 5-14.
198
Made with FlippingBook Ebook Creator