Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Il primo è quello di ritenere implicitamente che la professionalità sia strettamen te legata al «fare», all ’ operare sull ’ oggetto del processo lavorativo, che sia insomma una caratteristica attribuibile al solo lavoro diretto. Ed allora quando il lavoro diret to tende a diminuire e scomparire, come del resto succede in ogni fase di automa zione (ma era avvenuto in parte anche nelle trasformazioni precedenti), la profes sionalità non può che essere progressivamente e irreversibilmente distrutta. Ma domandiamoci se a venire distrutta sempre e comunque sia «la» professiona lità oppure «una» specifica professionalità. Già il termine stesso, che qui continuia mo ad adoperare secondo l ’ uso comune, è un ’ altra di quelle parole la cui definizio ne è difficile ed imprecisa e che anche storicamente non ha significato sempre la stessa cosa. Professionalità e «saper fare» o sapere perché si fa o addirittura conoscere la posizione e la funzione del proprio lavoro nel processo complessivo? E riferita all ’ operazione o al prodotto nel suo insieme (in altre parole, esiste una professiona lità senza una risposta all ’ altra grossa domanda del che cosa e perché produrre?). Esistono dei criteri di definizione, e quali ne sono le differenze, fra professionalità nel lavoro manuale e professionalità nel lavoro intellettuale? Sono tutte domande la cui risposta è tutt ’ altro che immediata e la difficoltà è an cora maggiore se esse vengono poste in relazione alla sostituzione del lavoro umano con le macchine. Si dice per esempio talvolta che mentre la meccanizzazione (o an che, secondo alcuni, la prima automazione) sostituiva la macchina all ’ uomo nelle mansioni meno qualificate, nel suo lavoro fisico, la fase attuale dell ’ automazione sostituirebbe le macchine al lavoro intellettuale, all ’ intelligenza dell ’ uomo. Ma su questo piano si possono fare molte confusioni perché il lavoro umano è sempre molto complesso e richiede una grossa capacità di elaborazione di informazioni an che nelle mansioni che sembrano più banali e puramente fisiche. Per esempio un lavoro apparentemente di manovalanza semplice come può essere quello di afferra re uno dei pezzi disposti alla rinfusa in un contenitore e deporlo da un ’ altra parte richiede, se deve essere eseguito automaticamente, un livello di «intelligenza artifi ciale» assai superiore a quello necessario per eseguire la lavorazione di complessi profili tridimensionali con la precisione di pochi micron. Difficoltà di definizione che non possono essere risolte sul piano di un ’ immagine storica della professiona lità e che vorrebbero un approfondimento, qui irrealizzabile. Nella estrema diversificazione delle condizioni e modalità di applicazione, emer gono tuttavia, fra tutti i sistemi che usano tecnologie avanzate, una serie di elemen ti comuni. Il primo e ovvio è l ’ importanza preminente assunta dal sistema di elabo razione delle informazioni di processo. Le tecnologie specifiche di operazione pos sono risultare più o meno modificate, in alcuni casi restare fondamentalmente ana loghe a quelle delle fasi precedenti, in altri lasciare ancora spazio ad una sensibile percentuale di lavoro manuale, in altri ancora, avere esse stesse per oggetto l ’ infor mazione e risultare quindi connesse in modo poco distinguibile da quelle di con trollo. Ma quello che determina le caratteristiche di automazione e flessibilità che distinguono l ’ attuale fase dei processi produttivi da quelle precedenti non sono le tecnologie operative ma quelle di controllo del processo, i sistemi elettronici ed in formatici in cui si implementano. Ne consegue innanzi tutto la definitiva caduta di ogni illusione di fondare una professionalità sul saper fare manuale applicato direttamente all ’ oggetto del lavoro. Pur lasciando da parte i casi in cui, come dicevamo, l ’ oggetto stesso del lavoro è in formazione, anche nella produzione industriale il lavoro diretto tende ad essere sempre più marginalizzato ed eliminato, ed anche dove residue difficoltà tecnolo giche ne lasciano permanere una certa quantità, come nei montaggi, è ormai alle porte una nuova fase tecnologica: quella del passaggio dai sistemi programmabili in modo deterministico ai sistemi dotati di «intelligenza artificiale» che aggrediranno anche questo residuo. Naturalmente è impossibile qualsiasi previsione sui tempi di questo processo e la stessa generalizzazione dei sistemi di automazione già adesso disponibili non è cosa rapida né indolore; ma quello che conta è il senso complessi vo dello sviluppo, che non lascia margine non solo alle vecchie professionalità, ma

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