Problemi della transizione 1983
Proposte per una strategia di politica industriale (*)
di Piero Brezzi
1. Scelte per lo sviluppo E nostra ferma convinzione che dall ’ attuale grave crisi economica, e dalle logiche conseguenze sociali, l ’ Italia possa uscire solo con una politica di sviluppo di ampio respiro e con scelte strategiche a medio-lungo periodo. Per impostare correttamente il problema è opportuno partire dalla situazione mondiale, e cioè dalla nuova ridistribuzione delle produzioni, dalle condizioni di sviluppo del terzo mondo e dalle opportunità per l ’ Italia di giocare un ruolo più avanzato nella divisione internazionale del lavoro e negli scambi commerciali a li vello mondiale. Giustamente bisogna prendere atto che 1 «nella situazione odierna il modello di sviluppo che ha prevalso nel dopoguerra è in via di esaurimento: i mercati dei principali beni di consumo (automobile ed elettrodomestici) sono pres soché saturi e la microelettronica lascia presagire importanti sviluppi, sia dal lato dei processi produttivi che dei prodotti». Nelle nazioni maggiormente industrializzate la domanda dei paesi in via di svi luppo non permette di raggiungere significativi guadagni in termini di occupazio ne e di reddito, ma anzi si stanno verificando due processi ugualmente pericolosi. Da un lato «i paesi di nuova industrializzazione premono sui mercati dei manufatti ad alta intensità di lavoro dei paesi industrializzati, deprimendo ancor più l ’ occu pazione e l ’ investimento», e d ’ altra parte «i paesi in via di sviluppo indebitati non sono in grado di ripagare l ’ interesse sui debiti e non ottengono più risorse addizio nali col credito: di conseguenza diminuisce la loro domanda di manufatti e c ’ è il grave rischio di una forte crisi finanziaria». A questo proposito bisogna osservare che senza dubbio l ’ azzeramento dei debiti internazionali è una delle condizioni per lo sviluppo del terzo mondo e del rilancio dei maggiori apparati industriali. Nell ’ esportazione mondiale di prodotti ormai da molti anni gli USA hanno perduto il primo posto a favore della R.F.T. e sono incal zati dal Giappone, mentre gli altri paesi europei, come l ’ Italia, per rilanciare le loro esportazioni, non possono più giocare sulla svalutazione, a causa dei vincoli dello SME e dei rischi di aumentare l ’ inflazione. All ’ interno di questo quadro, succintamente delineato, si colloca la necessità per l ’ Italia di effettuare scelte prioritarie di specializzazione industriale in settori strate gici che migliorino la nostra competitività e ribaltino l ’ attuale situazione ex- * Sulla base della relazione al Convegno del PCI su Le nuove frontiere dello sviluppo. 1 vedi: R. PARBONI, Il peggio della crisi deve an cora ventre in «Mondo economico» n. 41 - 27 Ot tobre 1982.
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