Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

port/import. La seguente tabella, ricavata da nostre elaborazioni su dati ISTAT, ANIE e RESEAU, non è certo confortante: purtroppo a fine 1981 il saldo comples sivo dell ’ intero settore elettronico superava i 1400 miliardi di lire. L ’ ultimo «osser vatorio elettronico» di RESEAU (22 Ottobre 1982) ci conforta solo in minima parte, nel senso che il saldo complessivo del 1° trimestre 1982, circa -350 miliardi, è leg germente migliore del rispettivo dato del 1981.

BILANCIO DEL SETTORE ELETTRONICO (in miliardi di lire) Telecomu nicazioni Informatica Componen tistica Elettronica civile

Totale elettronica

1981

1981

1981

1980

1980

1981

1981

1980

1980

1980

4227,9

4905,2

1577,7

1952

1687

1267,2

653

730

613,2

653

Produzione

5584,4

1362,5 1314,8

1091,2

6258,1

1822,3 1651,6

997,5

2123,5

Consumo apparente

1479,1

129,7 - 361,8 - 523,7 - 438,2 - 344,5 - 632,5 - 701,6 - 1333,9 - 1440,1

98,6

Saldo export/import

Il confronto con i paesi industrializzati è decisamente negativo: basta pensare ad esempio che nel 1981 l ’ insieme delle industrie francesi della cosiddetta «filière elec- tronique» ha prodotto un volume di vendite di 139 miliardi di franchi (123 miliardi nel 1980) con un avanzo commerciale di 7,4 miliardi. La stessa Confindustria 2 ammette: «che la nostra struttura di esportazione somi gli sempre più a quella dei Paesi in via di sviluppo (Pvs) che non a quelli dei grandi paesi industrializzati risulta confermato dal grado di omogeneità dell ’ export di al cuni paesi industrializzati ed in via di sviluppo» e continua: «Nel confronto tra l ’ Italia e Pvs — presi singolarmente e nel complesso — gli indici assumono valori più bassi di quelli ottenuti dall ’ analogo confronto con i paesi industrializzati: il grado di similitudine risulta assai marcato con paesi come il Messico, Taiwan, Sin gapore, Malesia e Brasile». 2. Politica pubblica Occorre dunque una politica industriale selettiva che sia orientata dall ’ esecutivo e dagli organismi di programmazione con coraggiose scelte di specializzazione. A questo proposito, se è giusto rivalutare i «fattori» come elemento importante per il rilancio e la qualificazione del nostro apparato industriale, le grandi scelte nazionali a medio-lungo termine devono sicuramente considerare quelli che sono concorde mente indicati come i settori strategici, e fra questi — insieme all ’ energia, alle bio tecnologie ed alla scienza dei materiali : — un posto importantissimo deve essere as segnato all ’ informatica, alla microelettronica e a tutte quelle tecnologie (telecomu nicazioni, robotica, automazione industriale) che comunemente vengono indicate come elettronica. Inoltre bisogna tener presente che una politica pubblica nei setto ri a tecnologia avanzata si impone anche per gestire positivamente inevitabili pro cessi di trasformazione sociale, che altrimenti potrebbero avere solo effetti negativi. Ha perfettamente ragione Momigliano 3 quando afferma: «Appare superata una fase storica di illimitata fiducia nella positività di un processo spontaneo di semplice 2 vedi: Libro bianco sull'innovazione tecnologi ca a cura della Confindustria, Direzione rapporti economici, Maggio 1981.

3 vedi: F. MOMIGLIANO, Problemi di economia e politica dell'innovazione negli anni settanta in Italia e nei paesi avanzati, Bologna 1980.

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