Problemi della transizione 1983

Politica industriale

massimizzazione quantitativa delle innovazioni tecnologiche. Siamo entrati in un periodo storico in cui risulteranno sempre più necessarie politiche pubbliche che non si limitino ad assicurare, indirettamente, un clima economico più favorevole al processo innovativo. .. Queste politiche dovrebbero anche mirare da una parte a mi nimizzare i costi sociali prodotti dall ’ introduzione di nuove tecnologie, d ’ altra par te, infine, a provocare sviluppi nuovi di servizi superiori (per il sistema produttivo e per i consumi sociali) resi potenzialmente realizzabili dalle nuove tecnologie, ma non sviluppate dai meccanismi di mercato». A nostro avviso le modalità di intervento per queste politiche pubbliche non do vrebbero riguardare solo finanziamenti e forme di sostegno diretto o indiretto alle imprese, ma dovrebbero essere mirate anche alla creazione di un adatto «ambiente tecnologico» e alla diffusione dell ’ innovazione e della tecnologia. Per questi motivi c ’ è la necessità di un quadro di riferimento non contingente; in Italia bisogna abituarsi a fare strategia a medio e lungo termine, non limitandosi a progetti tecnici e ad indicazioni per investimenti, ma pensando a scelte di ampio respiro, che condizioneranno il nostro apparato produttivo ed i servizi, e che avran no importantissime implicazioni sociali. Su alcuni dei principali progetti connessi alle nuove tecnologie — fibre ottiche, satelliti, reti di informatica, etc. — da tempo sono impegnati i governi dei maggio ri paesi europei. La Gran Bretagna progetta massicci investimenti nella «informa- tion technology» (reti via cavo e satelliti di telecomunicazioni), ed il NEDO ha indi viduato alcune aree su cui concentrare gli sforzi pubblici e privati. Nella R.F.T. il Bundespost sta lavorando al progetto BIGFON sulle fibre ottiche con interventi aperti anche all ’ industria privata. Il governo francese ha incaricato una apposita commissione per uno studio sulle reti di telecomunicazioni multifunzione. E appena il caso di osservare che per l ’ individuazione di strategie a lungo termine è fin troppo evidente il legame fra stabilità politica dell ’ esecutivo e programmi di politica industriale, e su questo punto la situazione italiana non è certo delle più fa vorevoli. 3. Opportunità offerte dalla tecnologia e dal mercato Proprio per la loro caratteristica di essere infratecnologie, l ’ informatica e la mi croelettronica col loro armonico sviluppo possono intervenire positivamente su altri settori, ma soprattutto possono creare nuovi prodotti e servizi. Circa la pervasività di questa tecnologia e delle sue conseguenze macroeconomi che, giustamente si osserva 4 «che, più che di un settore industriale, ci troviamo in presenza di un fattore produttivo che pervade tutti i settori, industriali e dei servizi. Ma allora il tentativo di separare la variabile «microelettronica» da tutte le altre che influiscono nello sviluppo economico è destinato a fallire e la dimensione di studio non può che essere quella di verificare nei casi concreti la rispondenza dei dati alle ipotesi della teoria economica». Oggi si discute molto sui vantaggi che l ’ innovazione tecnologica può portare nel la struttura economica e nella società. Sicuramente gli effetti positivi che derivano dalle crescenti applicazioni dell ’ informatica e della microelettronica sono assai no te, bisogna però essere coscienti che attualmente non esiste più un rapporto mecca nico fra innovazione tecnologica e aumento del prodotto nazionale lordo e dell ’ oc cupazione. Affinché ciò avvenga è necessario che si abbia aumento della produtti 4 vedi: E. MALERBA, F. MORGANTI, Conseguen ze macro economie he della microelettronica in «Critica marxista» n. 5, 1982.

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