Problemi della transizione 1983
Politica industriale
cui hanno aderito dodici 5 tra le maggiori società elettroniche europee tradizional mente concorrenti, ma che hanno avvertito la necessità di coalizzarsi per realizzare un inedito programma di Ricerca e Sviluppo (R.S.) destinato a dare all ’ Europa un ’ industria elettronica in grado di reggere la competitività con i grandi colossi USA e giapponesi. Per l ’ intero progetto i tecnologi di Bruxelles pensano di impe gnare circa un miliardo e 200 milioni di sterline — circa il 2% del budget della Co munità — nell ’ arco degli anni ’ 80, e naturalmente anche in questa sede si richie derà alle nazioni partecipanti di impegnare al massimo i loro programmi nazionali. A nostro avviso è proprio all ’ interno di questa visione che si devono ricercare e pri vilegiare, a parità di condizioni, alleanze industriali con i maggiori gruppi europei, sia per grossi progetti comuni, sia per accordi limitati. 4. Strumenti e procedure di programmazione Prima di affrontare il tema politico-economico degli strumenti e delle procedure valide per una programmazione orientata dall ’ esecutivo, merita porsi due doman de: quali aziende e quali segmenti produttivi sono i nostri reali punti di forza? qua li aziende, per il loro peso nazionale e per l ’ importanza strategica, devono essere comunque sostenute? Appartengono certamente al primo gruppo Olivetti, SGS- Ates, aree sofisticate di telecomunicazioni, robotica ed automazione industriale, mentre la Italtel deve essere collocata nel secondo gruppo e la Zanussi rappresenta un punto di forza solo nel campo dei cosiddetti «elettrodomestici bianchi». Esistono inoltre punti di forza di tipo nuovo, non necessariamente caratterizzati da una azienda leader: pensiamo soprattutto allo sviluppo e all ’ industrializzazione del software, ma anche ad alcuni segmenti di mercato con notevoli possibilità di ex port per pool nazionali formati da industria e servizi (si veda il caso di alcuni gestori pubblici di telecomunicazioni che offrono sistemi e servizi con progetti concordati con le proprie industrie nazionali), ed ai business internazionali che derivano dai servizi più avanzati, in cui si raggiunge l ’ incontro fra soggetti industriali elettronici e grossi operatori di altri settori o del terziario (basta pensare all ’ incontro che sta av venendo a livello internazionale tra informatica e turismo). E bene precisare subito che a proposito di scelte strategiche e di conseguenti strumenti per attuarle, ogni distinzione, o addirittura contrapposizione, fra aziende nazionali private e pubbli che, o a PP.SS. , è priva di significato e quindi va decisamente superata. In tema di strumenti idonei ad effettuare una selettiva politica industriale, non pensiamo certo che tutto si risolva con una struttura in più, anche perché in primo luogo bisognerebbe in Italia far funzionare per davvero gli organismi già esistenti. Nonostante queste osservazioni, per un settore tanto strategico come quello di cui stiamo parlando, ed anche per avere un punto di riferimento per la politica ver so l ’ estero (CEE, contrattazioni con multinazionali, accordi transnazionali, possibi lità di «trading companies»), è opportuno pensare ad un «Comitato permanente», collocato presso il futuro Ministero della Produzione Industriale (area oggi ricoperta dal Ministero Industria e da quello delle PP.SS.), che si serva di apposite strutture tecniche stabili. Questa richiesta — Comitati permanenti per ciascun programma di intervento — si inquadra nelle proposte di modifica a suo tempo avanzate dal PCI 6 , e non sarebbe niente di sostanzialmente diverso da quelle Direzioni Generali del settore, che esistono presso molte Pubbliche Amministrazioni. Questo organi smo, comunque chiamato, dovrebbe avere il compito di costruire ed aggiornare una visione strategica nazionale dell ’ intero settore, entro cui collocare successiva 5 Le dodici compagnie europee sono: GEC, ICL PP.SS. ed energia, Proposte di modifica della e Plessy (Gran Bretagna); Siemens A.G., AEG e 67J e della legge istitutiva della GEPI, 1982.
Nixdorf (R.F.T.); Thomson-CSF, Honeywell Bull e CIT-Alcatel (Francia); Olivetti e STET (Italia); Philips (Olanda). 6 vedi documento del PCI, Sezione Industria,
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