Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

misti e componentisti, fino ad arrivare ad una rete stellare di progettazione per pro getti comuni. Certamente non è compito di un partito politico ideare alleanze aziendali, sia pure fra ditte nazionali, ma per tutte le opportunità prima indicate alcuni grandi gruppi — vedi Olivetti, FIAT e Zanussi — potrebbero essere concre tamente interessati, se non altro perché sono grossi acquirenti di componenti. Non siamo i soli ad individuare nella robotica e nella automazione industriale (sistemi CAD, CAM, etc.) una possibile carta da giocare per il nostro tessuto indu striale. In questa direzione va visto con interesse l ’ annunciato «Progetto finalizzato robotica» del CNR, anche se insistiamo sulla necessaria opera di coordinamento fra le diverse istanze che formulano progetti. Sicuramente in questo caso l ’ Italia è ricca di tutta la tradizione meccanica e può vantare una buona inventiva dei costruttori dedicata alle applicazioni. L ’ ultimo osservatorio di RESEAU 8 ci informa che oggi l ’ Italia ha più produttori di robot degli USA, ma molte delle nostre aziende sono piccole, e senza dubbio non hanno le possibilità di fare tutti gli investimenti che sa ranno necessari nel futuro prossimo. La riprova di queste perplessità la ritroviamo nelle previsioni di mercato a breve termine, in cui il nostro paese, ammesso che non ci siano energiche manovre di politica industriale, sembra destinato nel futuro a perdere quote sensibili. Inoltre bisogna rilevare che in Italia c ’ è oggi scarsa integra zione fra domanda ed offerta, nel senso che su molte linee nazionali di montaggio sono scarsamente presenti sistemi fabbricati in Italia. A nostro parere, come già esposto in un precedente convegno 9 , in questo comparto occorre puntare su pochi punti di riferimento nazionale, scelti non solo fra i grossi gruppi (Olivetti, CO- MAU, Ansaldo, Elsag), ma anche fra le medie e piccole imprese, fra le quali sareb be auspicabile la nascita di rapporti consortili e comunque di collaborazione stretta. Dobbiamo prendere atto che nelle PP.SS. qualcosa si muove nella direzione giusta, vedi l ’ accordo raggiunto fra Finmeccanica e STET. Bisogna infine fare un ’ ultima considerazione sulla robotica: un comparto di que sto tipo per svilupparsi pienamente e per sfruttare le ampie conoscenze diffuse di tradizione meccanica, non ha solo bisogno di investimenti qualificati inseriti in ap positi programmi, ma anche di trasferimento di informazioni nel mondo dell ’ uten za, e della nascita di apposite software houses per la robotica, cioè di tipici elementi di un «ambiente tecnologico» che può svilupparsi solo nell ’ ambito di una politica nazionale. 6. Aree strategiche nei nuovi comparti Abbiamo già visto come a livello internazionale la nascita dei nuovi comparti della telematica e della «office automation» susciti nuovi poli di interesse per le im prese e nuovi spazi di mercato ancora non decisamente delineati. Mentre forse 1 '«office automation» anche nei paesi più avanzati stenta a decollare, almeno in re lazione a certe previsioni ottimistiche, pur rimanendo un elemento insostituibile perTaumento di produttività nel lavoro di ufficio, bisogna prendere atto che alcuni servizi e prodotti di telematica sono già in vendita da tempo anche in Italia. Giusta mente da parte di alcuni esperti si osserva che nel nostro paese c ’ è una forte doman da di informatica, ed una conseguente e rapida crescita della terminalizzazione, a cui non corrisponde un adeguato livello organizzativo della rete nazionale. In realtà molti stati puntano molto sullo sviluppo delle telecomunicazioni, non solo per le potenzialità insite nel settore, ma anche per il notevole apporto che esse possono dare ad una armonica diffusione dell ’ informatica e di tutti i servizi che essa è in gra

8 RESEAU: L'offerta mondiale di robotica ed au tomazione flessibile e i nuovi segmenti di uten za. Milano 22.10/82. 9 vedi: PCI, Sezione Industria, PP.SS. ed ener gia, Convegno su Robotica e automazione indu striale: una risorsa del paese - Le proposte del PCI

per la ristrutturazione e il rilancio del settore. Re lazione introduttiva dell ’ Ing. A. DINA, Roma 29.6/82.

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