Problemi della transizione 1983

Politica industriale

do di fornire. Sicuramente le reti di comunicazioni dati, nella attuale prospettiva di una crescente integrazione di tecniche e di servizi, rappresentano la «cerniera» fra il tradizionale settore delle telecomunicazioni e l ’ informatica, e pongono con forza la necessità di definire limiti ben precisi fra pubblico e privato. Il «Piano di sviluppo e potenziamento dei servizi di telecomunicazione», appro vato dal CIPE nel marzo del 1982, si occupa dei nuovi servizi di telematica, ma pre vede investimenti abbastanza modesti, e purtroppo ancora una volta non definisce chiaramente le competenze degli attuali gestori. In effetti lo sviluppo delle enormi potenzialità contenute nell ’ incontro fra telecomunicazioni ed informatica è essen zialmente, se non proprio esclusivamente, legato al problema della gestione pub blica dei servizi e conseguentemente alla chiarificazione in tema di «deregulation». Alcuni giudizi 10 contenuti nel documento conclusivo della Vili Commissione del Senato — «realizzazione di un soggetto unico di gestione dei servizi», organizzazio ne STET come «pesante remora» allo sviluppo del settore, necessità «di un conto consolidato dei servizi» — devono essere tradotti in precise azioni di ristrutturazio ne. Ma nel momento delle realizzazioni subentra il ruolo determinante del governo e delle forze che guidano il settore, e quindi sorge spontanea la domanda: qual è la linea politica del governo in un settore così strategico e nel quale la DC occupa da sempre tutti i posti di comando, a partire dal Ministero PP.TT.? Sicuramente l ’ ar roccamento del Ministero PP.TT. non concorda con gli interessi dei gestori a PP.SS., ed è addirittura agli antipodi rispetto alla proposta di una completa «dere gulation» portata avanti da alcuni esperti all ’ interno della DC. Da questa situazio ne nasce il rischio che tutto il settore resti bloccato, non sviluppi tutte le possibilità della telematica e divenga strutturalmente passivo. Merita fare una rapida sintesi delle proposte del PCI, soprattutto per quei punti che riguardano da vicino lo sviluppo della telematica. Le funzioni di programma zione, coordinamento e controllo di tutto il settore sono tipiche del Ministero PP.TT. e devono effettivamente realizzarsi tramite l ’ auspicato organismo tecnico che raccolga tutte le forze culturalmente valide. L ’ attuale formula STET, come ha ammesso anche la già citata Vili Commissione del Senato, è ormai insostenibile e quindi si impone una netta divisione di strutture e di uomini fra gestori e manifat turiere, per creare strumenti idonei all ’ intervento dello Stato in nuovi settori (vedi industria dell ’ informatica) ed in manovre di politica industriale (vedi trattative con governi e accordi transnazionali). Lo sviluppo della telematica pone con urgenza la necessità di arrivare ad un gestore unico nazionale, pubblico ma aperto al capitale privato, che si attrezzi in strutture e uomini per venire incontro alle nuove esigenze del mercato. L ’ avvio della ristrutturazione SIP su tre chiari livelli a base regionale, indicata da tempo come la più aderente alla realtà del paese e la più idonea alle op portunità offerte dalla tecnologia e dal mercato, va in questa direzione: in seguito molto dipenderà dagli uomini e dalla capacità di inserimento nei nuovi mercati. Contestualmente alla formazione del gestore unico nazionale, si dovrebbe giungere ad un polo pubblico per tutto quel che concerne i servizi (telefonici, telegrafici, da ti, etc.) internazionali attraverso ogni mezzo trasmissivo (cavo, via radio, via satelli te). In tema di «deregulation» bisogna essere molto chiari: la rete di base ed i colle gamenti devono rimanere assolutamente sotto il controllo del gestore unico, per al cuni servizi e per il software un certo tipo di mercato libero c ’ è già (vedi il time- sharing), ma devono essere definite alcune precise regole di compatibilità (altri menti, per le reti, l ’ Italia rischia di essere il paese più «anarchico»), ed infine per il vasto mercato dei terminali bisogna usare al più presto una intelligente e rigorosa omologazione come strumento attivo di politica industriale. 10 vedi: Indagine conoscitiva sul settore delle te lecomunicazioni. Documento conclusivo predi sposto dal Sen. AVELLONE, 9-9.1982.

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