Problemi della transizione 1983
Cultura scientifica
settori tradizionali di intervento nella amministrazione, nei servizi nell ’ assistenza. Si può affermare che siamo in una fase di trasformazione profonda, che vede il pas saggio da uno stato che amministra ad uno stato che governa e programma. Questa tendenza non è fugace, ma assume caratteristiche strutturali; la competizione tra le nazioni industriali non si gioca più solo nelle capacità del sistema delle imprese: ciò che diventa decisivo nel confronto internazionale è la capacità e la efficienza degli stati (si pensi a Giappone e Francia). Gli stati oggi, e in prospettiva, debbono assolvere a compiti estremamente com plessi che esigono livelli altissimi di scientificità e di capacità progettuali ed operati ve; si configura quindi una domanda di scienza e di tecnologia crescente e diversa rispetto al passato. Una prima diversità è dovuta al fatto che si precisa con maggiore nettezza l ’ esigenza di un operare che sappia mantenere l ’ unità del processo conoscenza-scelta-progetto-esecuzione-verifica. Da ciò emerge una domanda cultu rale integrata (non più solo settoriale) che si configura come un binomio indissolu bile di conoscenza e operatività. Una seconda diversità sta nel fatto che, di fronte alla complessità dei problemi da affrontare, talvolta le conoscenze attualmente consolidate non sono sufficienti; lo stato quindi non si configura più solo come consumatore di tecnologia, ma anche come soggetto di stimolo e di sviluppo di ricerca di avanguardia. Da ciò emerge una domanda scientifica più complessa che ha modi di esprimersi talvolta anche contraddittori. Si configurano e si sovrappongono due tipi di do manda: una di consumo tecnologico, con risposte positive a breve termine, mirate alla soluzione di problemi contingenti, ed una di sviluppo, a tempi medio-lunghi, mirata alla impostazione e alla soluzione dei problemi della programmazione. Queste forme, tuttavia, non sono slegate tra loro, al contrario sono profondamente intrecciate; per comodità e chiarezza vengono schematicamente distinte anche perché spesso nascono confusioni per la incapacità di coglierne differenze e specifi cità. Sul piano dell ’ offerta è da osservare che l ’ innovazione e la conoscenza scientifica hanno assunto aspetti molto complicati. La scoperta, o il tradizionale brevetto, hanno oggi un ’ importanza relativa: ciò che conta è il «know-how» complessivo e operativo. Scoperte e innovazioni sono sempre più il prodotto di gruppi di ricerca tori e di strutture, e sempre di meno il risultato del lavoro di singoli operatori ge niali. Il modo di produrre scienza è ormai legato alle strutture e ai grandi laboratori e richiede investimenti notevoli; è da aggiungere che da una innovazione spesso sor ge a catena altro «know-how», con un vertiginoso processo di obsolescenza dei pro dotti innovativi. Ciò da un lato aumenta i costi e i rischi della ricerca, dall ’ altro ren de molto difficile l ’ utilizzo del prodotto scientifico. Per questa ragione l ’ offerta si configura come un binomio di conoscenza e di operatività. Un esempio significativo: avere i piani ed i progetti per la costruzione di una centrale nucleare è cosa del tutto inutile se assieme ad essi non si dispone an che della capacità culturale e tecnologica necessaria alla sua costruzione e soprattut to alla sua gestione e controllo. Da questo punto di vista si può trovare un dato strutturale di incontro tra do manda ed offerta, rappresentato dal duplice «know-how» appena descritto. Questa è comunque una condizione necessaria ma non sufficiente: altre due condizioni so no indispensabili, il rispetto reciproco dei tempi (cioè il saper tener conto dei tempi propri della amministrazione e di quelli della ricerca) e la possibilità reale del tra sferimento conoscitivo da una struttura all ’ altra. 3. Alcuni aspetti della situazione italiana In questi ultimi anni nel nostro paese vi sono state numerose occasioni di incon tro tra amministrazione dello Stato e cultura scientifica. Basti ricordare, tra gli altri,
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