Problemi della transizione 1983

Prospettive della siderurgia

Gli altri grandi sviluppi tecnologici sono stati l ’ introduzione del processo con for no elettrico che, inventato nel secolo scorso, ha avuto grande sviluppo in questo se colo; esso parte generalmente dal rottame senza utilizzare ghisa fusa. Infine nell ’ ul timo dopoguerra si è avuta l ’ introduzione dei processi di soffiaggio ad ossigeno, che devono partire dalla ghisa fusa ma che possono utilizzare anche larghissime quan tità di rottame (fino al 50/60% della carica). Questi ultimi processi sono tutti basa ti sull ’ insufflaggio dell ’ ossigeno nella ghisa fusa ma con modalità diverse: dall ’ alto (LD), dal fondo (OBM) ecc.; i processi ad ossigeno negli ultimi 20 anni hanno preso il posto del processo Martin-Siemens quale più importante processo di produzione di acciaio nel mondo, in quanto capaci di garantire una qualità almeno eguale con una produttività molto più elevata. I processi ad ossigeno e quelli a forno elettrico sono praticamente gli unici ad es sere installati attualmente nelle nuove acciaierie, mentre gli altri processi sopravvi vono solo finché i vecchi impianti che li utilizzano finiscono fuori uso. I processi moderni per produrre acciaio si possono ridurre sostanzialmente a due, più un terzo che forse si svilupperà in futuro: 1) A ciclo integrale, che partono dalle materie prime (carbone e minerale di fer ro essenzialmente) per ottenere ghisa fusa negli altiforni, quindi acciaio grezzo nei forni ad ossigeno che utilizzano ghisa fusa mescolata a rottame (40% ca. in media). 2) A forno elettrico, che partono essenzialmente dal rottame solido per rifonder lo ed ottenere acciaio anche mediante opportune aggiunte di elementi leganti: questi processi sono i più usati per pttenere acciai speciali, in quanto consentono un più rigoroso controllo del contenuto in lega dell ’ acciaio. 3) Riduzione diretta. Negli ultimi decenni è stato introdotto questo altro proces so che potrebbe avere in futuro un ruolo importante. Esso rappresenta singolar mente, nella prima fase, un ritorno ai metodi della prima età del ferro; si parte dal minerale per ottenere non ghisa fusa ma, mediante speciali forni a carbone o meta no o gas, un materiale spugnoso detto «spugna di ferro», che poi viene trasformato in acciaio in un forno elettrico; il processo globale quindi diventa: riduzione diretta - forno elettrico - colata - laminazione. La riduzione diretta ha il grosso vantaggio di evitare quelli che sono gli oramai colossali investimenti necessari per produrre ghisa con cokerie e giganteschi e costosissimi altiforni. I criteri di creazione degli impianti siderurgici sono spesso cambiati nel corso del la lunga storia dell ’ età del ferro, iniziata intorno al 1200 a.C., e anche nell ’ ultimo secolo, che è quello che ci interessa e a cui ci riferiremo. Un primo criterio è stato quello di costruire grandi impianti con altiforni e ac ciaierie vicino alle miniere di minerale di ferro, poiché per ogni tonnellata di acciaio è necessario ancora oggi utilizzare almeno 3 tonnellate di materie prime (ma in pas sato assai di più), che vanno trasportate agli impianti siderurgici. Vista l ’ importan za dell ’ acciaio per l ’ industria militare, un altro criterio è stato spesso quello di crea re gli impianti in zone ben difese e non esposte ad incursioni dei paesi nemici, an che quando ciò poteva essere in parte antieconomico. Nell ’ ultimo dopoguerra il cri terio che sembrò prendere il sopravvento, anche per un certo decadimento (per for tuna) delle lotte nazionali fra i vari paesi industrializzati d ’ occidente, fu quello di costruire grandi impianti siderurgici a ciclo integrale localizzati sul mare, con pro duzione annua eguale o maggiore a 2 milioni di tonnellate: questo sia per l ’ esauri mento di molte miniere di minerale tradizionale del centro Europa e della Gran Bretagna, sia per la scoperta di nuovi grandiosi giacimenti di minerali a basso costo di estrazione oltremare, in Australia, Sud America, Africa, India, sia infine per il grande calo del costo di trasporto marittimo in concomitanza con l ’ introduzione delle grandi navi per minerale. Questo fenomeno diede origine in particolare ai colossali impianti siderurgici giapponesi costruiti come isole sul mare, ai grandi impianti italiani a ciclo integrale di Genova, Piombino, Bagnoli e soprattutto Taranto, ai grandi impianti del centro e nord Europa di Jimujden (Olanda), Brema (Germania), Newport (G.B.), Dun- kerque (Francia) e infine Fos (Francia); ovviamente continuarono a sorgere anche

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