Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

impianti a ciclo integrale vicino alle zone minerarie, soprattutto in URSS; ma il ci clo integrale siderurgico localizzato sul mare sembrava F ultima grande trovata vali da soprattutto per i paesi poveri di materie prime quali il Giappone e l ’ Italia in par ticolare. Questo modello si impose rapidamente, grazie ai prodigiosi successi della siderurgia giapponese ed anche italiana nel ventennio 1950-1970 e godette di note vole fortuna fino all ’ inizio della crisi dell ’ acciaio nel 1974. Nel corso degli anni ’ 60 cominciò ad affermarsi un ’ altra notevole innovazione tecnologica, la cui invenzione, per altri metalli, risaliva a secoli prima, ma la cui prima applicazione per l ’ acciaio avvenne solo nel decennio precedente: la colata continua. Essa permise di risparmiare varie fasi del ciclo produttivo di prodotti side rurgici permettendo di passare direttamente dall ’ acciaio fuso alle bramme o alle billette ed evitando il passaggio a lingotto, la sua solidificazione, il suo successivo riscaldamento e infine il passaggio al laminatoio sbozzatore. La colata continua consente sia di snellire e rendere più rapido il processo, sia di ottenere risultati mi gliori nella resa fra prodotti finiti e acciaio colato grezzo, passando dall '80/85% al 90/95%, sia infine di realizzare notevoli risparmi energetici, evitando il raffredda mento ed il successivo riscaldamento dei lingotti. Questa innovazione tecnologica consentì una rapida ripresa e un rilancio dei «mini-mills», cioè dei piccoli (relativa mente trattandosi di impianti in genere capaci di produrre decine o più frequente mente centinaia di migliaia di tonn. / anno) impianti siderurgici basati sul ciclo: for no elettrico a rottame, colata continua, laminazione delle billette o blumi così otte nuti. Questo tipo di impianto è molto flessibile, può impiegare poche decine di lavo ratori ed è regolato facilmente sulla base della domanda del mercato o delle esigen ze del paese. Esso poi si è affermato rapidamente soprattutto grazie all ’ esempio dei piccoli e medi industriali siderurgici italiani localizzati prevalentemente nella zona di Brescia, tanto che il fenomeno dei cosiddetti «Bresciani» è stato ammirato sotto questo nome in tutto il mondo. I «Bresciani» dimostrarono che i mini-mills possono essere estremamente efficien ti, competitivi, flessibili soprattutto per prodotti di basso contenuto qualitativo quali tondo per cemento armato, barre, travi, angolari per costruzioni in genere. Il mini-mill, in base alla esperienza dei «Bresciani», che li portò a conquistare in pochi anni molti mercati mondiali per i prodotti citati, si è diffuso in tutto il mondo, in cluso il Giappone. Oggi perfino l ’ URSS, abituata ad impostare giganteschi impian ti siderurgici vicino alle sorgenti minerarie, ha capito e rivalutato questo tipo di im pianto che richiede investimenti limitati e può essere localizzato vicino alle zone di utilizzo dei prodotti finiti; zone che spesso sono anche quelle di formazione del rot tame di ferro, che a sua volta è la materia prima di base per i mini-mills stessi. Una ulteriore diffusione per questo tipo di impianto potrà avvenire dall'affermarsi della «riduzione diretta», che senza utilizzare rottame può partire dal minerale di ferro per produrre la spugna di ferro dalla quale a sua volta si può arrivare a produrre ac ciaio come descritto in precedenza. In conclusione, oggi un modello ideale di struttura siderurgica per un paese in dustriale tipo l ’ Italia può essere così sintetizzato: — Ciclo integrale siderurgico con acciaieria ad ossigeno di dimensioni medie (2/3 milioni di tonn./anno di capacità) o grandi (5/10 milioni di tonn./anno) con localizzazioni: costiera per paesi come l ’ Italia o il Giappone o l ’ Olanda senza risorse minerarie; nelle zone delle risorse minerarie, per i paesi che le hanno, ma sempre tenendo conto della possibilità di facili trasporti verso le zone di utilizzo dei prodotti finiti: meglio quindi se vicino a canali navigabili, ferrovie, mari. Questo tipo di impianto è soprattutto essenziale per prodotti laminati piatti di massa, quali lamiere da treno quarto (tipo le lamiere per navi e per grandi tubi), la miere e rotoli laminati a caldo, lamiere e rotoli laminati a freddo (tipo quelli per auto), lamiere zincate, stagnate ecc. — Mini-mills, basati sul ciclo: rottame - forno elettrico - colata continua - lami

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