Problemi della transizione 1983

Prospettive della siderurgia

siderurgie più avanzate già da vari anni per fare fronte alla crisi e al dilagare di nuo vi produttori fra paesi emergenti. Occorre fare alcuni commenti. Il primo indirizzo ha molteplici aspetti positivi; da una parte, creando acciai di qualità più elevata, si può ridurre fortemente il peso dei prodotti fatti in acciaio; ciò a sua volta può portare a nuovi sostanziali risparmi energetici (ad es. nel settore au tomobilistico). Inoltre lo sviluppo di prodotti di caratteristiche più elevate può con sentire la realizzazione di progetti fin ad ora di difficile attuazione, legati allo sfrut tamento delle risorse energetiche nelle zone artiche e sub-artiche mediante colossali gasdotti, oleodotti, carbodotti ecc., e delle risorse sottomarine. Nel campo del ri sparmio energetico, dal 1973 al 1980 ad es. in Giappone il consumo energetico per tonnellata di acciaio prodotta è calato del 10%; ma ulteriori grandi sviluppi sono possibili. Un obiettivo che la siderurgia si sta dando e che sicuramente darà grossi risparmi, è quello del «one heat process» (processo ad un riscaldamento), un proces so cioè in cui dovrebbero sparire tutte le perdite energetiche che si hanno oggi nel raffreddamento e riscaldamento dei vari semiprodotti siderurgici. Su questa strada ci si sta avviando verso la laminazione diretta a caldo delle bramme e dei semipro dotti ottenuti in acciaieria con la colata continua, saltando tutte le attuali fasi inter medie. In questo modo la Nippon Steel giapponese è riuscita nel corso del 1982 a ridurre il consumo energetico dall ’ acciaieria alla produzione del lamierino a caldo dalle 480.000 Kilocalorie per tonnellata di laminato a caldo del processo tradiziona le (lingotto - raffreddamento - riscaldamento - treno sbozzatore - riscaldamento - laminazione a caldo) a sole 165.000 Kilocalorie. La tendenza da portare avanti quindi è quella di usare il più possibile i processi continui: ci sono larghe possibilità in questo campo, sia nel collegare direttamente le acciaierie con colata continua ai treni di laminazione, sia nel rendere continui tutti i processi connessi alla laminazione a freddo. Infine, per aumentare i rendi menti prodotto finito/acciaio grezzo, occorre portare avanti un processo di genera lizzazione della colata continua in acciaieria; di per sé ciò significa un maggior ren dimento del 10 /15%, quindi le acciaierie senza colata continua non sono in grado di competere con quelle dotate di colata continua, avendo un aggravio enorme nel la resa fra prodotto finito e acciaio grezzo. Tutte le tendenze portano comunque ad utilizzare sempre meno personale negli stabilimenti siderurgici che stanno diven tando altamente meccanizzati e controllati da calcolatori. A mio avviso questa ten denza va largamente favorita in quanto mira a spostare la partecipazione umana al lavoro anche nell ’ industria siderurgica da un lavoro dequalificato, rischioso e poco salutare (basta pensare alla silicosi assai comune fra gli operai siderurgici) verso atti vità sicuramente assai più qualificate nel produrre e gestire le macchine e i calcola tori di processo che poi gestiranno le produzioni. Produzioni che oltretutto risulte ranno molto meno costose, con minori consumi energetici e di materie prime, con sprechi più contenuti o nulli; quindi in definitiva capaci di estendere a più persone la possibilità di utilizzare tali prodotti. Consumi di acciaio Il consumo mondiale di acciaio ha avuto un forte incremento medio: oltre 20 mi lioni di tonnellate per anno dal 1950 (produzione mondiale: 189 milioni di tonnel late) al 1974. Raggiunto un massimo di 708 milioni di tonnellate nel 1974, si aveva un forte calo nel 1975 (645 milioni) per risalire poi lentamente negli anni successivi fino a toccare quello che rimane ancora oggi il massimo storico di ca. 740 milioni nel 1979. Si aveva poi un nuovo sensibile calo fino a toccare la punta inferiore di circa 660 milioni di tonnellate (stima) nel 1982, che rappresenta uno degli anni più bui in assoluto per la siderurgia. A partire dal 1974, tutte le previsioni fatte a que sto riguardo sono state sistematicamente smentite dai fatti. Rivelandosi poco validi i trend di lungo periodo, che erano stati invece corretti

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