Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
nel ventennio precedente, gli esperti non hanno praticamente strumenti per poter prevedere realmente gli andamenti del consumo di acciaio in una economia mon diale che sembra un po ’ impazzita. Anche tutti gli indici che erano stati elaborati e che legavano lo sviluppo del prodotto nazionale lordo con il consumo di acciaio stanno rivelando i loro limiti, almeno nei paesi industrializzati. Il fatto è che nel mondo siderurgico si stanno sovrapponendo una serie di fenomeni dei quali ben difficilmente si riesce a tener conto in maniera accurata; pertanto le previsioni che ne escono sono sistematicamente imperfette quando non del tutto errate. I principali fenomeni sono: — Sviluppo tecnologico della siderurgia che, pressata dalla crisi, cerca di realiz zare sempre maggiori rendimenti; la qualità dei prodotti finiti aumenta anche a fronte di una riduzione dell ’ acciaio grezzo prodotto; — Per i motivi suddetti la siderurgia cerca anche di produrre materiale di carat teristiche più elevate, portando così in genere alla riduzione del peso di materiale necessario, a parità di utilizzo; — L ’ industria mondiale che utilizza prodotti siderurgici sta cercando in genere di ridurre i pesi dei manufatti di acciaio soprattutto nell ’ industria dei trasporti, per contenere poi i consumi energetici. Questo comporta una forte riduzione nei con sumi in peso di acciaio, come appare evidente nell ’ industria automobilistica, so prattutto in USA dove si sta drasticamente riducendo il volume ed il peso delle au to; — Sono in atto in molti settori industriali fenomeni di sostituzione di oggetti in acciaio con altri materiali più leggeri, quali plastiche, fibre al carbonio e alluminio. Anche se alcune di queste tendenze potranno forse invertirsi, esse portano peraltro grosse difficoltà nelle previsioni dei consumi di acciaio; — L ’ andamento dell ’ economia mondiale e dei singoli paesi, dopo la prima grande crisi petrolifera del 1973/74, è diventato molto difficile da prevedere; tutto ciò rende estremamente problematiche le previsioni sui consumi di acciaio sia a li vello del singolo paese che del mondo intero. Occorre comunque ancora una volta sottolineare che, nonostante tutte le crisi, è ben chiaro che l ’ acciaio costituirà ancora per lungo tempo, sia nel mondo capitali stico che in quello socialista, la base dell ’ industria mondiale e che non si vede anco ra all ’ orizzonte un prodotto che possa prenderne il posto. Dunque è certo che non si può ipotizzare semplicemente di lasciare morire l ’ industria siderurgica, ma occor re riportare l ’ industria stessa nella migliore e più competitiva delle condizioni, per essere utile allo sviluppo produttivo dei vari paesi. Le attuali previsioni di consumo rivelano sempre un certo ottimismo per il futu ro. Ad esempio una previsione già fra le più prudenti stima il consumo del 1983 sui 690 milioni di tonnellate, per arrivare nel 1985 a 750 milioni e infine a 800 milioni nel 1990. Sono chiaramente abbandonati i sogni mastodontici degli anni passati, quando si parlava di un miliardo e più di tonnellate di acciaio, ma rimangono però toni più o meno ottimistici per il futuro. Parliamo fra l ’ altro di consumi e non di produzioni, perché le capacità produttive sono oggi così superiori da poter coprire senza problemi ogni ipotesi di consumo. Occorre tener presente comunque che a livello mondiale ci sono ancora vaste pos sibilità di avere dei consumi di acciaio in aumento. La maggiore possibilità viene dalla Cina. Questo grande paese fra l ’ altro si sta comportando nel periodo attuale in campo economico in netto contrasto con quanto sta avvenendo nel resto del mondo. Da due anni infatti si ha in Cina un vero e proprio boom economico, con aumento della produzione industriale dell ’ ordine del 10% / anno. Nell ’ attuale con dizione di sviluppo del paese, ciò comporta un forte aumento dei consumi di ac ciaio: infatti già nel 1982 la Cina ha aumentato notevolmente le sue importazioni, e anche per il 1 ° semestre 1983 ha già fatto notevoli acquisti, con un ulteriore forte aumento sul 1982. Il colossale sviluppo economico portato avanti dalla nuova diri genza politica cinese con metodi di forte incentivazione coinvolge un paese enorme ed oltre un miliardo di abitanti (1/4 dell ’ umanità): secondo i programmi esso do
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