Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

ne attiva delle popolazioni alla definizione ed alla realizzazione dei programmi per la salute e lo sviluppo (growth from below).

2. Paesi sviluppati In tutti i paesi industrializzati i costi sanitari in questi ultimi 20 anni sono cre sciuti in misura maggiore dell ’ aumento del reddito. Tra il I960 ed il 1978 nel com plesso dei paesi della Comunità Europea la quota media del Prodotto Nazionale Lordo (P.N.L.) assorbita dalla sanità è passata dal 4,1 al 7,3%. I governi hanno cominciato a considerare con preoccupazione la dilatazione della spesa sanitaria quando, con la crisi petrolifera del 1973 lo sviluppo economico ha manifestato forti rallentamenti. Prima di allora a questa dilatazione non era stato dato un peso eccessivo perché la spesa sanitaria veniva considerata, sul piano macro economico, come uno dei fattori favorenti la crescita dell ’ economia nazionale, ana logamente agli altri consumi. Sull ’ onda di questa preoccupazione sono state favorite ricerche ed analisi, con il coinvolgimento sempre più esteso di economisti, in virtù delle quali si sono andate diffondendo le seguenti convinzioni: — non è più a lungo economicamente possibile consentire quello sviluppo dei servizi sanitari che le categorie professionali mediche desidererebbero promuovere; — sono le decisioni o i comportamenti dei medici, piuttosto che le pretese dei cittadini, a creare una sempre maggiore domanda di servizi sanitari; — i benefici ottenuti sono stati proporzionali all ’ aumento della spesa sanitaria. Sulla base di queste convinzioni sono stati intrapresi una serie di tentativi di con trollo dell ’ espansione della spesa sanitaria sia nei paesi in cui l ’ assistenza è finanzia ta dallo Stato, sia nei paesi, come Stati Uniti ed Olanda, dove più della metà della spesa sanitaria è privata. II problema di promuovere lo sviluppo di un sistema sanitario efficace, a costi compatibili con le economie nazionali viene affrontato con due strategie compieta- mente diverse. Una è quella dei Servizi Sanitari Nazionali organizzati in funzione dei bisogni di tutta la popolazione , dando priorità assoluta ai problemi collettivi, all ’ assistenza di base, alla prevenzione. Questi Servizi Sanitari Nazionali devono svilupparsi conformemente alle caratteristiche politiche, sociali e culturali ed alla capacità economica di ciascun paese, con infrastrutture sanitarie che poggiano su tecnologie appropriate da un triplice punto di vista: scientifico, tecnico ed econo mico. Questa strategia non gode generalmente del favore delle classi professionali mediche, secondo le quali essa può essere adatta per i paesi in via di sviluppo, non certamente per i paesi sviluppati dove la medicina ha raggiunto elevati livelli di ef ficacia. La strategia delle classi professionali è sostanzialmente quella contenuta in un conciso documento elaborato dall ’ Office of Health Economie di Londra, che ha per titolo «Trends in European Health Spending». In questo documento si afferma che il contenimento dei costi ed il miglioramento qualitativo dell ’ assistenza sanita ria può avvenire solo attraverso una cosiddetta «seconda rivoluzione terapeutica», possibile e prevedibile se i governi finanzieranno investimenti nella ricerca biome dica, specie nel settore farmaceutico. La ricompensa sarà la scoperta di farmaci con tro i virus, i tumori e le malattie autoimmuni. Questa proposta non è sorprendente per una organizzazione, quale l ’ Office of Health Economie, che è finanziata dall ’ industria farmaceutica britannica, ma è condivisa da molti sulla base di una sopravvalutazione dei risultati della prima rivo luzione terapeutica, quella che si è andata sviluppando a partire dagli anni ’ 40. Se condo molti infatti saremmo in pratica tutti dei «miracolati» della medicina. In realtà le convincenti analisi di Cochrane, Me Keown e di numerosi altri ricerca tori hanno notevolmente ridimensionato il contributo delle scoperte bio-mediche al miglioramento dello stato di salute. Contro la strategia «radicale», che prevede una decisa programmazione e regola

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