Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
principio del partito-guida: di tutti i conflitti che si generano tra organi di direzio ne statale dell ’ economia e singole imprese (e questi conflitti, anche in Urss, non so no infrequenti) c ’ è pur sempre un ’ unica e definitiva istanza che li media e li com pone; una medesima istanza che rappresenta sia l ’ offerta sia la domanda: così di beni e di servizi come del risparmio, della forza-lavoro e via dicendo. Restano gli ef fetti di una simile concentrazione del potere: la sottoutilizzazione delle risorse ma teriali e umane, la ridotta produttività del lavoro, l ’ affievolimento degli impulsi all ’ innovazione e alla creatività, la burocratizzazione della vita sociale. La sciagurata vicenda polacca è stata, per questo aspetto, esemplare. La conquista della libertà sindacale e del diritto di sciopero aveva introdotto in Polonia un ele mento di conflitto sociale proprio delle società occidentali: i lavoratori potevano, collettivamente, negoziare con il governo il prezzo e le condizioni di erogazione della forza-lavoro. Poteva sembrare molto, se si considera che proprio la negoziazio ne governo-sindacati è, in Occidente, il «nucleo duro» del sistema politico-sociale. Ma nelle società occidentali intorno a questo nucleo duro ruotano il sistema dei par titi, il sistema delle imprese, il sistema delle autonomie, i canali dell ’ opinione pub blica, i movimenti della società civile. Le istanze sociali in conflitto trovano cento altre sedi di rappresentanza e di mediazione: non tutti i bisogni della società sono rappresentati dal sindacato (e lo stesso sindacato può permettersi di farne una sele zione), né gli strumenti dell ’ azione sindacale, e in particolare lo sciopero, sono i so li strumenti di pressione. Così è, invece, accaduto in Polonia: non c ’ era bisogno o istanza della società del quale Solidarnosc non dovesse farsi carico; e non c ’ era altro strumento per farlo se non lo sciopero. Di fatto la Polonia era diventata ingoverna bile. Ma la necessaria fase ulteriore doveva essere il riconoscimento della libertà po litica, l ’ articolazione democratica della società polacca. Non è un caso che Solidar nosc, nel programma votato a Danzica nell ’ ottobre dell ’ 81, abbia finito con il met tere in discussione quel principio del partito-guida che aveva accettato nell ’ agosto dell ’ 80. La denuncia è quanto mai esplicita: al punto II si legge che «l ’ attuale modo di governare il paese, basato sull ’ onnipotenza delle istituzioni centrali del partito- Stato, hanno portato il paese alla rovina» 23 * . Dobbiamo allora concludere che Marx non serve più? Solo chi confonde, arbitra riamente, il «socialismo di Stato» con il marxismo può arrivare ad una simile conclu sione. Le categorie marxiane ci inducono, al contrario, a proseguire l ’ analisi del rap porto base-sovrastruttura anche entro società che hanno abolito la proprietà privata dei mezzi di produzione, sostituendola con la proprietà statale o con la proprietà sociale. Sono categorie che ci permettono, anche qui, di individuare nei rapporti di produzione — qui nella concentrazione dei loro meccanismi decisionali, in ultima e definitiva istanza, nelle mani di un partito-Stato — la causa determinante di svi luppo complessivo della società. 5. Marx e le esperienze laburiste e socialdemocratiche Non basta, per dare una positiva risposta alla domanda se Marx serva oggi per ca pire le società dell ’ occidente e la direzione in cui queste si muovono, il constatare che l ’ intuizione del Capitale di una progressiva separazione, nell ’ ulteriore sviluppo del capitalismo, fra proprietà e funzione del capitale ha trovato conferma in quella che la sociologia anglosassone ha variamente descritto, a partire dagli anni ’ 20, co me il «potere senza proprietà», o come la «dissociazione fra proprietà e controllo della ricchezza», o come la «rivoluzione manageriale», o come «l ’ autosocializzazio 23 Ho sviluppato più ampiamente questo giudi zio nello scritto Origini e prospettive della crisi polacca, in «Problemi della transizione», 1982, 9, p. 129.
Made with FlippingBook Ebook Creator