Problemi della transizione 1983

Marx e la transizione

ne del capitale privato» 24 . E neppure basta, anche se il dato appare particolarmente significativo, il constatare come sempre più largamente tuttora si avverta, al di là di una mera descrizione della realtà in atto, e anzi proprio là dove la realtà ancora non corrisponde a questa descrizione, la consapevole esigenza di sostituire la «direzione padronale» con una «direzione manageriale» delle imprese, ossia di instaurare quel trilaterale rapporto di produzione, che nel linguaggio marxiano si imperniava sul «dirigente non proprietario», più idoneo del proprietario a «superare i limiti imma nenti nella produzione», e che nell ’ odierno linguaggio manageriale si impernia sul la «tecnostruttura», ad alta professionalità imprenditoriale. Nella valutazione mar xiana l ’ idea della progressiva separazione fra proprietà e funzione del capitale è in dissolubilmente legata ad un ’ altra, a quella che fa di questa separazione un «mo mento necessario della transizione» di tutte le funzioni del capitale in funzioni dei «produttori associati». Le domande sono, perciò, queste: dove e in qual modo la trasformazione del primitivo capitalismo industriale in nuovo capitalismo manage riale è stata consapevolmente guidata ed accelerata dall ’ azione delle classi lavoratri ci, dei loro partiti e dei loro sindacati? Dove e in qual misura una simile azione ha ridotto il peso della proprietà e creato spazi per un progressivo accesso dei «produt tori associati» alle funzioni del capitale? Qui si può solo dare un principio di risposta, ed una articolata risposta, che di stingue fra i diversi partiti operai occidentali e fra le forze sindacali di diversa ispira zione politica, comunista o labur-socialdemocratica. Per quanto possa apparire sor prendente (ma non lo è se si considera il lungo retaggio del marxismo-leninismo), si deve fare questa constatazione: partiti comunisti e sindacati ad essi solidali sono ri masti più a lungo e più tenacemente legati alla protomarxiana visione del rapporto di produzione bilaterale, e solo bilaterale, che contrappone il capitalista- proprietario dei mezzi di produzione ai lavoratori. Tuttora, nel lessico sindacale corrente la controparte del sindacato è, senz ’ altro, la «proprietà». Proprietari e ma nager sono stati visti come un blocco compatto, come l ’ indistinto «blocco padrona le» che le classi lavoratrici debbono per intero sconfiggere. Non solo: entro il «bloc co padronale» vengono inclusi anche i «quadri intermedi», i nuovi ceti produttivi con «colletto bianco» nei quali si articola l ’ odierna complessità sociale. La trama strategica del Marx del Capitale si ritrova, piuttosto, nelle progettazioni e nelle esperienze labur-socialdemocratiche di democrazia industriale, volte ad articolare un trilaterale rapporto fra proprietari, managers e lavoratori, entro il quale ridurre progressivamente la funzione dirigente della proprietà ed accrescere in uguale mi sura quella dei lavoratori. Il loro diverso punto di partenza, che è stata l ’ idea della transizione non violenta e non rivoluzionaria al socialismo 25 , concorre a spiegare la maggiore attenzione di questi partiti operai e di queste forze sindacali allo sviluppo graduale e complesso dei momenti e delle fasi della transizione. Non si coglie la specificità delle esperienze labur-socialdemocratiche quando si parla del Welfare State, che è esperienza largamente comune alla società statuni tense. La si coglie, piuttosto, nelle trasformazioni introdotte nel modo di produzio ne. È un fatto che, negli Stati Uniti, la «rivoluzione manageriale» abbia messo capo 25 Significativo, ad esempio, è che in Svezia il leader storico del partito socialdemocratico H. Branting predicasse già nel 1886 che la transizio ne al socialismo sarebbe stata «conseguenza logi ca e necessaria» del fatto che il capitalismo è «ma turo». L ’ obiettivo del suo partito non era la rivo luzione, «se per rivoluzione si intende la som mossa popolare», bensì una politica atta a «pre parare la transizione alla società socialista». Trag go le citazioni da A. COTTINO, La socialdemocra zia svedese: saggi sul rapporto fra diritto e strut turasociale, Milano, 1980, p. 13 ss. 24 Una valutazione comparativa delle teorie ma- nagerialiste con la marxiana «separazione fra pro prietà e funzione del capitalo ho già svolto nelle Istituzioni dell'economia di transizione , Roma, 1978, p. 105 ss.

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