Problemi della transizione 1983
Il potere, il modello, l ’ immagine nell ’ America Latina
di Alberto Filippi
1. Il Potere ha sempre generato e impiegato simboli, modelli, messaggi, imma gini, per conservare, perfezionare o estendere il suo dominio: ne sanno qualcosa quei popoli che nel corso dei secoli lo hanno subito e che, per contrastarlo, hanno dovuto comprenderli. Ma se ciò è stato vero per il passato europeo, lo è ancor di più per gli spazi storici extra-europei contemporanei che sono sempre di più, e più dif fusamente, penetrati dai mezzi di comunicazione e dai molteplici circuiti dei codici informativi. Uno dei risultati maggiori dell ’ eredità coloniale e neo-coloniale — cer tamente il più vasto ed il più difficile da rimuovere — è quello che ha reso possibile alla moderna società capitalistico-borghese, con l ’ esercizio del potere (dell ’ informa zione, della comunicazione, della cultura), travolgere i modelli e le immagini delle storie periferiche, imponendo la diffusione dei propri. Con ciò, tuttavia, generan do anche le condizioni che hanno, in un processo lento ma irreversibile, resa chiara l ’ evidenza dell ’ innaturalità e della violenza di quei meccanismi di separazione, classificazione, costrizione, gerarchia che si sono affermati ed imposti (nella realtà come nella mente, nella storia come nei modelli teorici) dominando e dividendo il mondo tra avanzati e arretrati, tra civiltà efficienti e popoli incapaci, tra produttori di potere e consumatori di comandi, tra coloro che hanno il privilegio della vita e coloro tra i quali la vita non vive 1 . L ’ alba del millennio avvenire dovrebbe trovarci preparati a superare queste visio- ni gerarchicocentriche che hanno dominato, separandoli, i tempi/spazi storici e che hanno costituito e diviso il mondo in primo, secondo, terzo, quarto ecc. È certo di venuta una aspirazione diffusa il fatto che l ’ abbandono di ogni teoria centrata su determinati tempi/spazi storici ci possa far pervenire — come ha ipotizzato Papa- gno — a condizioni culturali «analoghe a quelle in cui ci trovammo a dover trala sciare la visione geocentrica: l ’ universo storico non ruota attorno a un punto che, di per sé, determina distanze, posizioni e gerarchie negli altri punti» 2 . La riflessione sull ’ America Latina impone la revisione critica dei limiti che hanno avuto queste concezioni euro o capitalisticocentriche . E sempre più evidente che non è possibile una comprensione della attuale dinamica del potere (politico, eco nomico, culturale) che investe le società latinoamericane se non si comprende che i modelli, le informazioni, le immagini, i messaggi della cultura, il simbolismo dei
1 Sul collegamento tra le visioni autocentriche e gerarchiche della tradizione di pensiero occiden tale «giudaico-borghese-tecnologica» e «hegelo- marxista-umanista» cfr. R. PANIKKAR, Et presen te Tempiterno. Una apostilla a la Histona de la Salvaciòn y a la Teoria de la Liberaciòn, in Teolo gia y Mundo Contemporaneo , Madrid 1975, pp.
160 e ss. 2 Si tratta insomma di superare «la visione di un tempo centrato e gerarchicamente egemone ri spetto agli altri che ha finito col restringere l ’ or dine delle possibilità e col creare violenze e co strizioni, soffocamenti che non poche volte han
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