Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
È dunque intuibile come sia proprio il blocco — attraverso molteplici meccani smi — dell ’ esercizio delle forme di democrazia a livello (anche) sovrastrutturale ciò che garantisce invece al potere l ’ esercizio delle pratiche di repressione e di illibera lità: è per tanto su questi meccanismi di blocco opposti alla domanda di democrazia che bisogna indagare. Il fenomeno ha assunto, come sappiamo, aspetti di una va stità e di una profondità sino ad ieri inediti. Se si delegittimizzano le richieste che tendono a soddisfare i bisogni ed a rendere possibile un esercizio normativo dell ’ autorità, se si criminalizzano come sovversione le aspettative istituzionali ed economiche di riforma, se si bloccano le risposte alla domanda di partecipazione e di mutamento, per converso, scatta e si ingigantisce il bisogno di utopia (dato che di fatto, politicamente, tutte queste richieste diventano pratiche utopiche}. Uno degli aspetti meno studiati, ma che hanno indubbiamente inciso sull ’ espe rienza che dell ’ autoritarismo o delle dittature hanno fatto alcune popolazioni lati noamericane, è quello che riguarda i rapporti che si instaurano tra potere, angoscia e paura. La dittatura vissuta come esperienza quotidiana di introiezione dei divieti e dei meccanismi di blocco, genera processi psicologici le cui conseguenze non sono affatto inferiori a quelle suscitate dalle forme individuali di violenza (o dall ’ uso col lettivo della comunicazione delle immagini individuali di violenza) . L ’ esperienza dell ’ angoscia (e della paura), per l ’ imposizione delle pratiche di potere, sorge, det to molto schematicamente, dal rapporto negativo tra il «crescere di una tensione di bisogno e la sua insoddisfazione». Nelle sue analisi Neumann ha dimostrato come la paura — così come più in generale i rapporti che si instaurano, in determinate si tuazioni di oppressione tra e Politica' — agisca nella vita (politica) collet tiva determinando una serie di reazioni raggruppabili in tre direzioni, spesso con vergenti: a) come avvertimento, b) come protezione, c) come distruzione. In que sto contesto il pericolo esterno evidente o anche minacciato «ammonisce l ’ individuo della possibilità che gli accada qualcosa di terribile. La reazione profonda a questa minaccia può quindi adempiere una funzione protettiva o anche catartica: essa può non solo eliminare il pericolo concreto, ma inoltre placare l ’ angoscia (...)». Neu mann riporta l ’ esempio terrificante ed emblematico narrato da Plutarco, sullo stato spartano: «Gli spartani trattavano i servi con asprezza e senza umanità: obbligatili a bere gran quantità di vino schietto, li introducevano nelle sale dei conviti, per mo strare ai fanciulli quale spregevole cosa fosse l ’ ubriachezza; li obbligavano a cantare e a ballare delle danze ridicole e ignobili. Poi li assassinavano. Poca differenza pas sa, commenta Neumann, fra il comportamento dell ’ aristocrazia spartana nei con fronti degli iloti e il trattamento riservato agli ebrei dai nazisti» 6 7 8 * . E di coloro, ag giungo io, che fanno uso dimostrativo e didascalico delle pratiche di violenza e di
6 Su questo punto, oltre all ’ esperienza cilena o argentina, va ricordata quella del E1 Salvador, cfr. M. FABIANO, Un progetto di sterminio glo bale, in O. ROMERO, Il mio sangue per la libertà di El Salvador, Eurostudio, Torino 1980. Non hanno perso affatto la loro drammatica attualità le prime grandi riflessioni sulle conseguenze nel la popolazione, delle pratiche della tortura, della violenza e della morte, per impedire l ’ affermarsi dell ’ identità nazionale e dei valori di decoloniz zazione, in alcune pagine illuminanti di F. FA- NON (Opere Scelte, 2 voi. Einaudi, Torino 1969-70, in modo particolare Medicina, Colonia lismo, Guerra di Liberazione; Decolonizzazione e Indipendenza e Violenza, Spontaneità, Co scienza Nazionale) e di H. ALLEG (La Tortura, Einaudi Torino 1958) che possono essere rilette per meglio comprendere alcune situazioni di tan ti paesi latinoamericani. 7 Anxiety andPolitics è il titolo della conferenza tenuta da Neumann a Berlino e pubblicata a Tu binga nel 1954 ora in trad. it. Lo Stato Democra-
fico e lo Stato Autoritario, Il Mulino, Bologna 1973. 8 «Gli antichi erano ben consapevoli — aggiun ge Neumann — che l ’ elemento passivo del carat tere spartano era la paura, che questa paura veni va coltivata sistematicamente e che il famoso co raggio degli spartani in battaglia non era altro che la paura di essere stigmatizzati come codardi qualora mancassero al loro dovere militare. La paura reale o finta, degli iloti è il principio inte gratore della classe dominante spartana, la cui angoscia si estendeva in aggressività e distruzio ne». F. NEUMANN, Note sulle Teorie della Ditta tura, in op. cit. , pp. 353-54 (corsivo mio).
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