Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Da questa rappresentazione del fenomeno «emerge con chiarezza, tra l ’ altro, il fatto che, contrariamente a quanto si tende per lo più a ritenere, non esiste solo il problema della saldatura o meno tra società politica (paese legale) e società civile (paese reale); esistono infatti due (per non dire quattro) problemi di congruenza: quello ora detto e quello corrispondentemente ponibile tra livello formale e livello informale di entrambi i versanti citati» 15 . La struttura complessa che collega dunque la forma di potere, i modelli e le im magini (messaggi, segni, comunicazione ecc.) — ai vari livelli: locale, «nazionale», «transnazionale» — costituisce un continuum nel quale il momento formale e quel lo informale convivono e si condizionano attraverso molteplici rapporti cumulativi, di propagazione e di richiamo insieme. La struttura delle formazioni politico-economico-sociali dei sistemi a «sottosvi luppo maturo» (H. Silva Michelena) o a «sottosviluppo emergente» (D. Ribeiro) o a «capitalismo transnazionale» (C. Furtado) appare dunque incomprensibile se non perfezioniamo l ’ analisi delle dimensioni informali della «societàpolitica/della so cietà civile'». A questo scopo può essere utile esplorare la possibilità di applicazione — con opportuni aggiustamenti teorici e metodologici — della luhmanniana «teo ria dei mezzi di comunicazione come base della teoria del Potere» all ’ analisi di alcu ne specifiche situazioni latinoamericane. Voglio qui soltanto indicare l ’ ambito del problema. I mezzi di comunicazione in quanto «codici di simboli generalizzati che regolano la trasmissione di prestazioni selettive» sviluppano (motivando o demoti vando, persuadendo o vietando) altrettanti codici/modelli per V orientamento col lettivo. I mezzi di comunicazione presuppongono l ’ esistenza di situazioni sociali che offrono a determinati partners — che Luhmann denomina Alter ed Ego — de terminate possibilità di scelta, «di situazioni quindi che sono caratterizzate da una selettività doppiamente contingente. Proprio in questo risiede la funzione dei mez zi di comunicazione: e cioè di regolare i processi che trasmettono selezioni nella lo ro selettività da Alter ad Ego. Queste selezioni non vengono semplicemente tra smesse come fatti, o consegnati come oggetti, ma vengono trasmesse nella loro se lettività, cioè tenendo conto delle possibilità di scelta che esse limitano sia in Alter che in Ego. Da questo punto di vista, spiega Luhmann, il problema iniziale è iden tico per tutti i mezzi di comunicazione caratterizzati dalla generalizzazione simbo lica: ciò che vale per l ’ amore e per la verità vale anche per il potere. In tutti questi casi la comunicazione che esercita influenza è riferita ad un partner di cui si vorreb bero condizionare le selezioni. (...) I mezzi di comunicazione uniscono quindi in sé l ’ identità degli orientamenti da un lato e la non identità dall ’ altro. Anche il pote re, conclude Luhmann funge da mezzo di comunicazione unicamente a questa con dizione fondamentale». 16 . In questo modo si sviluppano processi cumulativi estre mamente importanti per l ’ analisi del potere. Infatti «il potere del detentore di po tere è maggiore se esso è in grado di scegliere una quantità e una varietà maggiore di decisioni da far valere attraverso il proprio potere; il suo potere è maggiore, inol tre, se egli è in grado di compiere questa scelta nei confronti di un interlocutore che dispone a sua volta di una quantità ed una varietà maggiore di alternative» 17 . Se ciò
15 Ciò tra l ’ altro senza considerare i problemi ri guardanti la congruenza generale del sistema. «Com ’ è possibile inoltre notare, prosegue Trenti ni, i vari problemi sono almeno in buona misura riconducibili alle modalità di gestione del Potere e, quindi, in un continuo rapporto causale reci proco alle fonti di legittimazione del Potere stes so o — meglio si dovrebbe dire, con linguaggio più adatto a comprendere in sé anche il livello istituzionale informale — alle modalità con cui il Potere si è generato e formato». G. TRENTINI, voce Potere / autorità, in Enciclopedia Einaudi, voi. 10; Einaudi, Torino 1980, p. 1042. 16 N. LUHMANN, Potere e complessità sociale , Il
Saggiatore, Milano 1979, pp- 56- Luhmann dun que definisce il Potere — spiega D. Zolo nelle sue Note lessicali in appendice al volume — «co me un “ mezzo di comunicazione ” , cioè come un codice di simboli generalizzati che guida il trasfe rimento di prestazioni selettive da un soggetto ad un altro. Attraverso il mezzo di comunicazione costituito dal potere la decisione (o il comporta mento) di un soggetto (decisore) viene fatta rien trare nella situazione sociale di un altro soggetto, in modo tale che quest ’ ultimo deve tener conto della decisione (o del comportamento) del sog getto decisore come di una premessa delle pro prie ulteriori decisioni (o comportamenti). Un potere è tanto più forte quanto più riesce a far
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