Problemi della transizione 1983

La ristrutturazione dipartimentale nell'area umanistica

Ennio Scolari

Con questa relazione desideriamo sottoporre all ’ attenzione dei partecipanti ai la vori della nostra commissione le coordinate generali entro cui calare l ’ opera di indi viduazione e di analisi delle questioni inerenti le possibili aggregazioni dipartimen tali nell ’ ambito delle facoltà umanistiche, di quelle almeno che fanno capo attual mente alle facoltà di lettere e filosofia e di magistero. Si vuole, in primo luogo, evitare il rischio di un disegno astratto della futura pro spettiva dipartimentale; di un rigido modello ideale da sovrapporre all ’ articolazio ne concreta, così varia, ricca e contraddittoria, dell ’ area umanistica nella nostra re gione. Si intende invece, partendo da una lunga riflessione preparatoria, che ha preso in esame tutta la produzione regionale, fornire un primo quadro di problemi, di indi cazioni, di ipotesi, da verificare in una discussione aperta e in un confronto spregiu dicato. Col proposito di giungere alla determinazione di criteri orientativi per un largo fronte democratico, capace di aprire subito nelle facoltà e negli istituti un am pio dibattito sui modi e i tempi della sperimentazione dipartimentale. Definire alcune linee-guida per la nostra azione sperimentale, lo ha ricordato il compagno Maldonado, significa «capire in modo puntuale come possa essere af frontata nella pratica» e nella concretezza delle singole realtà. Bisogna affermare la necessità e l ’ urgenza di una lettura della situazione, di elementi precisi di cono scenza, se vogliamo impedire che si sviluppino processi «selvaggi», indiscriminati e arbitrari, secondo logiche estranee alla riforma complessiva dell ’ università e tali da incidere negativamente sulla riforma stessa. Per questo abbiamo ritenuto opportuno offrire un insieme di dati quantitativi, che si mostrano esemplarmente significativi delle contraddizioni, delle incoerenze, delle irrazionalità e delle lacune che hanno contrassegnato, anche in Emilia- Romagna, lo sviluppo delle facoltà umanistiche. Da recenti pubblicazioni della regione e del comune di Bologna, si ricava che gli iscritti alle 4 università emiliane, nell ’ anno accademico 1976-77, erano 91-985, pari al 9,6% degli iscritti a livello nazionale, con un rapporto popolazione studentesca- popolazione residente molto superiore alla media nazionale. Nell ’ arco di tempo che va dal 1969-70 al 1975-76, si è registrato un aumento degli iscritti che è di circa

* Il testo che proponiamo è stato pubblicato nel volume miscellaneo La riforma universitaria. Programmazione e dipartimenti, Editori Riuniti, che raccoglie i risultati di un seminario promosso dall ’ istituto Gramsci dell ’ Emilia Romagna nel febbraio del ’ 78.

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