Problemi della transizione 1983
Ristrutturazione Dipartimentale
1976-77; magistero di Bologna da 4.640 a 4.392 (con una punta massima di 5.377 nel ’ 70-71); magistero di Parma da 3.508 a 3.113; magistero di Ferrara da 21 a 636. Per i «fuori corso», sempre nel periodo '69-70/'75-76, si nota un preoccupante aggravamento a magistero anche in rapporto all ’ andamento nazionale. A Bologna: 21,77% )1.010 studenti) e 32,38% (1.435), cifre superiori alla media nazionale ri spettivamente di 0,91% e di 1,18% ; a Parma 26,85% (942) e 37,13% (1.322), più 5,99% e 6,03% rispetto alla media nazionale; a Ferrara nel 1975-76 i fuori corso erano 171 (27,27%), meno 3,83% rispetto alla media nazionale. A lettere e filoso fia si ha un netto miglioramento nonostante l ’ aumento degli iscritti, più che rad doppiati: 25,69% (998; più 0,44% rispetto alla media nazionale). L ’ analisi delle cifre relative alla popolazione studentesca (così significative dello sviluppo incontrollato dell ’ ara? umanistica che appare, oggi, quasi un serbatoio inesauribile di disoccupazione intellettuale) va opportunamente integrata con l ’ esame dei dati riferibili all ’ articolazione dei corsi di laurea e degli istituti. È in questa realtà che occorre intervenire con decisione e rigore durante la fase di speri mentazione dipartimentale, se vogliamo concretamente proporci un riequilibrio ra zionale delle strutture scientifiche e didattiche dell ’ università secondo le scelte complessive della riforma universitaria e le necessità della programmazione econo mica e sociale, regionale e nazionale. Corsi di laurea Nelle 4 facoltà emiliane si contano 4 corsi di laurea in lettere (materie letterarie nei magisteri di Ferrara, Parma e Bologna; lettere a lettere e filosofia di Bologna); 3 in pedagogia (magisteri di Bologna, Parma e Ferrara); 3 in lingue e letterature stra niere (magisteri di Bologna e Parma; lettere e filosofia di Bologna); 1 in filosofia (lettere e filosofia di Bologna); 1 in storia (idem); 1 in discipline delle arti, della musica, dello spettacolo (idem). Nei magisteri di Parma e di Bologna è possibile inoltre conseguire il diploma di abilitazione alla vigilanza nelle scuole elementari. Istituti La realtà degli istituti appare di una varietà che talvolta sconcerta. Esistono istitu ti cui affluisce un solo insegnamento, altri con 2 o 3 insegnamenti; altri ancora con 32, 36 o addirittura 50 insegnamenti. Accanto a istituti rigorosamente disciplinari coesistono istituti organicamente tematici e istituti multi e pluridisciplinari. In moltissimi casi i criteri con cui sono state decise le afferenze o la messa in statu to di talune discipline appaiono disomogenei rispetto ai fondamenti disciplinari o tematici degli istituti. In alcuni casi il ventaglio delle discipline si scandisce contem poraneamente secondo sequenze diacroniche e tematiche, in altre le sequenze sono solo tematiche, e talvolta risultano dalla duplicazione e dalla triplicazione di un ’ unica disciplina, affiancate da una o due materie ausiliarie. Non è qui possibile registrare l ’ ampia casistica offerta dai 42 istituti delle facoltà di lettere e filosofia e di magistero, né delle regioni culturali, scientifiche e didatti che che li sottendono. Conviene, tuttavia, proporre qualche dato esemplare: d) Magistero di Parma con 3.113 studenti ( ’ 76-77) conta 16 istituti contro 6 a magistero di Bologna (4.392 studenti; 5 a Ferrara con 636 studenti e 15 a lettere e filosofia di Bologna con 8.567 studenti). b') K Ferrara manca un istituto di pedagogia, anche se uno dei due corsi di laurea è in pedagogia. c) A Bologna, nonostante l ’ attivazione di un consistente gruppo di discipline so ciologiche, antropologiche e psicologiche non si hanno, né a lettere e filosofìa, né a magistero, istituti di psicologia e di sociologia, presenti invece in altre facoltà.
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