Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
(ogni rete dovrà offrire almeno 25 canali TV); — i nuovi servizi telematici sia per uso domestico sia per il settore degli affari. Nel caso inglese l ’ elemento dinamico su cui si baserà lo sviluppo delle co municazioni via cavo sono gli investimenti privati. Proprietà, gestione delle reti e fornitura dei programmi e servizi saranno nelle mani di società private mentre il governo si appresta a definire una re golamentazione molto flessibile e che dovrebbe escludere per quanto possi bile l ’ intervento e i controlli pubblici sia nazionali che locali. In questo caso la dinamica del libero mercato è quella che deve garantire: — sia la creazione di una forte domanda industriale nel settore dell ’ elet tronica e delle telecomunicazioni tale da rilanciare la produzione nazionale e indirizzarla verso prodotti tecnologicamente «sofisticati»; — sia l ’ afflusso d ’ investimenti nazionali ed esteri capaci di finanziare da una parte le reti via cavo e dall ’ altra i programmi e i servizi. 10. Nonostante la «filosofia» diametralmente opposta in Francia e in In ghilterra rispetto allo sviluppo delle N.T.C. è possibile rilevare alcuni ele menti contraddittori comuni. A) Nei due casi presi in considerazione la preoccupazione dominante è quella tecnologica intesa come scelta obbligata o, almeno, privilegiata per uscire dalla crisi economica, mentre sono del tutto assenti le considerazioni e le ipotesi rispetto all ’ incidenza dei sistemi e dei modelli di comunicazione sulle forme dell ’ organizzazione sociale. Lo sviluppo delle N.T.C. verso quale modello di comunicazione tende e in che termini modifica quello esistente? Questa è una considerazione fondamentale che è del tutto assente sia dal progetto inglese che da quello francese. In entrambi i casi si privilegia ancora troppo l ’ innovazione tecnologica mentre è l ’ uso sociale delle potenzialità tecniche il fatto nuovo su cui si dovrebbe porre l ’ attenzione. B) Nei due casi presi in considerazione gli obiettivi dominanti sono quelli economico-industriali: la creazione di una forte industria delle N.T.C. come volano per il rilancio economico nazionale, la riduzione della disoccupazione e il riequilibrio dei conti con l ’ estero. Ma quali bisogni sociali la diffusione delle N.T.C. intende corrispondere? Ecco un altro problema che è per ora del tutto estraneo alle preoccupazioni di chi s ’ occupa dei progetti nei due paesi. Per ora appare chiaro che l ’ elemento che assicurerà il decollo delle reti via cavo nei primi 10 anni sarà la domanda d ’ intrattenimento e di spettacolo te levisivo. Mentre i servizi telematici domestici già operativi (videotex) non hanno ancora dato risultati positivi. C) Nei due casi presi in considerazione prevale l ’ attenzione per i «conte nitori», ossia per le reti, rispetto ai «contenuti», cioè i programmi e i servizi offerti da essi. 11. Se ci riferiamo soltanto alla «moltiplicazione» dei canali televisivi, che lo sviluppo delle reti via cavo implica, e alle ipotesi di interattività, si presen tano alcuni problemi di particolare rilievo su diversi piani come: — dal punto di vista dei programmi', la moltiplicazione dei canali sarà se guita da un sufficiente aumento della produzione nazionale o da un aumen to delle importazioni di programmi? Nel caso di un aumento della produ zione nazionale, questo sarà conseguito puntando a una «moltiplicazione» delle strutture e dei luoghi di produzione o a una loro ulteriore concentra
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