Problemi della transizione 1984
Ambiente e politiche energetiche
A parte la opinabilità di alcune delle assunzioni fatte in alcuni dei suddet ti studi, ecco dove porta il ragionare in termini meramente congiunturali. Viceversa in una logica di strategia di lungo periodo diventa determinante il fatto che il costo del chilowattora nucleare, dipendendo oggi solo per il 10% circa dal costo del minerale di uranio, è fra tutti il meno soggetto alle inevi tabili future fluttuazioni sul mercato delle materie prime (con tendenza di lungo periodo al rialzo). Purtroppo la storia di norma non tarda molto a presentare i propri conti. Già lo sta facendo con il rialzo del dollaro e certamente lo farà domani quan do si avrà un rialzo ulteriore del prezzo del petrolio e/o del carbone oppure l ’ improvvisa rarefazione della disponibilità di questi combustibili (non im porta se determinata da motivi politici come è probabile nel caso del petro lio, o da motivi tecnici come nel caso di possibili strozzature del sistema del trasporto e di distribuzione del carbone 4 ). Evidentemente non sarebbe né pensabile né utile un rilancio sic et sim- plicterd&\ grande dibattito degli anni ’ 70. Oggi un confronto in Italia non si regge senza il conforto di adeguate realizzazioni con cui misurarsi, corregger si, vivificarsi. In parte almeno, l ’ involuzione dello stesso movimento antinu cleare è dovuta al fatto di parlarsi addosso invece di parlare contro fatti per modificarli. La questione è quindi politica nella accezione più elevata del termine. Di politica italiana, di politica comunitaria europea, di politica del le grandi potenze, di politica delle Nazioni Unite e delle organizzazioni in ternazionali dei paesi in via di sviluppo. Purtroppo le dichiarazioni program matiche del governo Craxi non recano traccia di questa esigenza. Le più re centi prese di posizione ufficiali per rilanciare la politica comunitaria hanno incontrato su questi temi resistenze dei governi di Francia e di Germania. La politica conservatrice di Reagan trova la propria contrifigura nella politica per altro verso conservatrice dell ’ attuale gruppo dirigente sovietico. Dell ’ ONU si è detto, accennando agli esiti della Conferenza di Nairobi. Insomma siamo di nuovo all ’ anno zero come nel 1973? Non credo. La co scienza e la cultura diffusa in questo settore rappresentano un patrimonio da cui partire per rilanciare con il necessario respiro una politica energetica che sia anche e soprattutto politica di pace e di sviluppo. Non mancano le forze, non mancano, almeno in linea di principio, le idee: occorre però che il movi mento democratico e di sinistra sappia riprendere in mano l ’ iniziativa per af fermare modi di produrre, di consumare, di vivere appropriati alla limitatez za delle risorse, ai vincoli ambientali, ai drammatici bisogni di chi non ha.
4 La situazione particolarmente disastrata del si stema portuale italiano rappresenterebbe in tal caso un esempio di interazione negativa fra due grandi reti.
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