Problemi della transizione 1984
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
mediatamente adiacenti la grande città; in seguito, l ’ attenzione si rivolge al le piccole città più distanti, se non addirittura sperdute in aperta campagna. In questa fase, il declino finisce per coinvolgere, al di là dell ’ agglomerato ur bano vero e proprio, l ’ intera area metropolitana, traducendosi contempora neamente in una crescita delle aree non-metropolitane. Tale tendenza, è sta to sottolineato dal geografo americano Daniel Vining, costituisce una «netta rottura con il passato» (Vining, 1982; Vining e Kontuly, 1977; Vining e Strauss, 1977). Tavola 1 - Aree urbane funzionali nella Comunità Economica Europea: modelli di accentramento / decentramento , 1975-1981.
stadi di accentramento/decentramento
DA
AA
AR
DR
DA
DD
— —
—
Belgio
4
8
3 5
— 10
—
Danimarca
1
1
5
Francia
4
30 11
27
3 2
7
Germania (DBR)
2
8
3 1
27 — — 23 — 30
— — — —
—
Grecia Irlanda
1
— 10
2
1
Italia
2
8
16
25
— 12
—
Olanda
1 1
9 9
9
Regno Unito
4
22
C.E.E.
21
11
32
80
111
92
64
283
Fonte: Chesire, Hay e Carbonaro (1983), non pubblicata.
Legenda-. DA : diminuzione degli abitanti / accentramento
AA: aumento degli abitanti/accentramento assoluto (il centro guadagna, i bordi perdono) AR: aumento degli abitanti, accentramento relativo (la città guadagna più velocemente dei bordi) DR: aumento degli abitanti/decentramento relativo (i bordi guadagnano più velocemente del centro) DA: diminuzione degli abitanti: decentramento assoluto (la città perde, i bordi guadagnano) DD: diminuzione degli abitanti/decentramento
Questo fenomeno si è manifestato in maniera particolarmente evidente in Gran Bretagna: qui infatti, tra il 1971 ed il 1981, tutte le città più importan ti — Londra, Birmingham, Liverpool, Manchester, Newcastle, Glasgow — hanno perduto abitanti e posti di lavoro, ed altrettanto è accaduto nelle aree urbane circostanti (Tavola 2). Allo stesso modo, negli Stati Uniti tutte le principali città mostrano chiari segni di contrazione; ed anche qui è possibile riscontrare che le zone metropolitane attorno a questi nuclei si trovano in una fase di stagnazione, se non di declino; e che, soprattutto, mentre le più ampie zone metropolitane presentano tassi di crescita molto lenti, quelle non-metropolitane sono cresciute assai più velocemente se paragonate a que ste, e solo poco meno rapidamente rispetto ai sobborghi delle zone metropo litane (Tavolai).
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