Problemi della transizione 1984
Il Progetto Delta
di Pier Luigi Cervellati
Se da più parti ci si chiede che cosa rappresenti un «piano territoriale» nel la realtà italiana, oggi per l ’ ambiente così compromesso, altrove ci si pone il quesito sull ’ opportunità e validità di un progetto a sé stante, di un piano elaborato all ’ interno di un recinto/confine tutt ’ attorno circondato dalla così detta «aggressione antropica». In effetti la crisi di identità — resa tanto evidente nel recente concorso per il «Pare de la Villette» a Parigi, dove, forse per la prima volta l ’ immagine for male del disegno sottolinea la casualità degli agglomerati urbani invece di tentare di riprodurre l ’ ambiente naturale — diventa un poco paralizzante al lorché si isolano dall ’ assetto generale del territorio quelle zone ancora appa rentemente integre. Ci si chiede, cioè, che senso abbia, al di là della mera vincolistica, separare le «aree emergenti» dalle aree «spazzatura», dalle aree in cui è avvenuto e può succedere tutto. Il «caso» del Delta padano, da que sto punto di vista, è emblematico. Dopo un secolo di devastazioni e sfrutta menti di ogni tipo, possiede ancora sufficiente materia prima per poter orga nizzare un parco di notevole suggestione (e di rilevante interesse scientifico) ma, questo stesso parco, potrebbe costituire il paravento per ulteriori deva stazioni e lottizzazioni, e di fatto accentua (o meglio, potrebbe accentuare) quella separatezza fra zone «belle» e zone «brutte» che sembra stia per diven tare prassi diffusa in questa epoca caratterizzata dall ’ emergenza continua, dove è già un risultato evitare la contaminazione totale del territorio. Oggettivamente, però non ha senso il «progetto» del parco territoriale. C ’ è una porzione di territorio che per caratteristiche morfologiche, per strati ficazione naturale e conformazione ambientale, rappresenta un'«emergen za» idonea ad essere usufruita, gestita, organizzata quale bene culturale e naturale, quale «parco», insomma, ma c ’ è — anche e soprattutto — il re stante territorio che non può essere relegato al ruolo di oscena o modesta cor nice. Tutto l ’ ambiente, naturale o costruito, considerato alla stregua di quei frammenti, di quelle piccole o consistenti isole che vorremmo salvaguardare,
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