Problemi della transizione 1984
Il movimento pacifista in Italia
di di decisione e i soggetti destinatari. La principale scelta tattica del pacifismo nell ’ era dell ’ arma nucleare sem bra essere innanzitutto l ’ intervento diretto sulle scelte dei governi le cui im plicazioni minacciano l ’ esistenza stessa delle nazioni. Sul piano strategico si individua l ’ asse su cui ripensare nuovi rapporti tra popoli e Stati nel congela mento della corsa atomica, nella ridefinizione delle alleanze politico-militari in direzione di un effettivo superamento dei blocchi e della concezione delle «aree di influenza», nella ricerca di un nuovo ordine mondiale volto a risol vere soprattutto il conflitto Nord-Sud. Il movimento pacifista italiano sta cercando di individuare, con una serie di proposte politico-legislative, gli strumenti idonei a contrastare scelte vitali prese illegittimamente o comun que non più assumibili in modo ordinario. La configurazione di atti politici di fonte popolare (referendum consultivi e deliberativi), la ridefinizione delle sedi, delle procedure e delle garanzie in materia di politica militare ed estera (centralità del Parlamento nell ’ indirizzo e nel controllo, maggioranze qualificate, ecc.), rappresentano, tutte, propo ste che accettano il terreno del funzionamento della democrazia. Si tratta di indicazioni che vanno in direzione diversa dal modello della «democrazia go vernante». Di fronte alla discrasia tra assetti istituzionali previsti dalla Carta costituzionale e dinamiche conseguenti alla evoluzione tecnologica la rispo sta non è 1 ’ «adattamento» dei primi alle seconde, ma la ridefinizione di tali assetti in una prospettiva in cui l ’ elemento della sovranità popolare e del suo organo di rappresentanza (il Parlamento) si confermi come quello primario cui subordinare apparati militari e centri di direzione politica. La necessità di avere istituzioni efficienti e capaci di prendere decisioni non può travalicare il campo della «ordinarietà» dei temi politici, economici e sociali, e soprat tutto non può invadere i diritti inalienabili dell ’ uomo e dei popoli alla pace: spetta direttamente alla popolazione, dunque, riequilibrare situazioni istitu zionali lacerate da scelte illegittime e «indirizzare» correttamente il Parla mento. L ’ impegno del movimento pacifista di individuare e attivare tutti i canali, istituzionali e politici, idonei a contrastare le scelte illegittime assunte dai governi in tema di pace e sicurezza, non può prescindere dalla necessità di estendere la consapevolezza di massa sui caratteri della crisi mondiale. Appa re anche importante per il movimento pacifista affrontare direttamente, con proprie proposte, con una propria cultura politica, le questioni principali della pace negli anni ’ 80: a) Costituzione, democrazia, modelli di difesa, ar mamenti'. Quali caratteri e finalità effettive ha assunto e deve assumere l ’ ap parato difensivo italiano alla luce dell ’ articolo 11 della Costituzione? Al ver tice degli apparati militari e amministrativi si manifestano squilibri tra orga nismi accentratori e separati e organismi pletorici ed esautorati da ogni pote re effettivo? Gli obblighi internazionali e gli organismi sovranazionali (a par tire dalla NATO) più che elementi di raccordo tra politiche militari di Stati diversi hanno, invece, rappresentato un fattore «condizionante» e di limita zione della sovranità nazionale e popolare? (1). Quale modello di difesa di fronte alle nuove istanze nazionali e internazionali di pace e coesistenza è possibile delineare? Quale politica e quale industria di armi è pensabile in tale prospettiva?; b) Il concetto di sicurezza'. Come rendere compatibili tra loro l ’ aspirazione ad un sistema di relazioni internazionali imperniato sulla coesistenza e sulla cooperazione (garantito da un regime di controlli reciproci interni e internazionali) con la necessità attuale di una «sufficiente» copertu
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