Quindici 1967

Qulndicl/3/IV

L'EPICA LEGGERA DI QUEIMEAU

IL VERRI E IAAEEBOLGE

CON I BEATLES CATHYCANTA E ^^ULIO^^LLA

poi a chiedersi se tra i due personaggi ci sia un quakhe rapporto intimo e sotterraneo, è questo mio dB qiteriti indhiti ^l^ e j^rc^ t c n derebbero di introdurre una qualche profondi tà nella trama volutamente superficiale della operazione di Queneau. Così ad esempio è da ritenersi alquanto irrilevante il problema po sto net 1 risvolto ' det libro, se cioè sia Cidro lm a s o 3 g n a i e il D u c a t^^ A V l t ge . o s r i e e v re i iar p rt> blema che potrebbe avere una soluzione, se ad narrare di Qi^eneru si pt^eis^e ttt^iigu^ere un piano reale iouf court, o almeno più reale di altri. Ma, oome si è detto, la più patente irrealtà li infida tutti. Nessim (fiamma a alB B o r ^ ( e t , q u i n d i , i^^- sun interrogativo amletico alla ricerca di un ubi onsistoto, ma sohanto uneesigenza cotr^u tiva, quasi spaziale: l'esigenza di introdurre, ^ Fiori blu, una dfotonft r ra c^ uc po ^ l o n id e poi assicurare una conveniente tensione tra di essi. Come infatti avviene: dal piano nobile, il Duca d'Auge slitta di freueente su queHo popolaresco, per attrazione di quel suo lonta no comprimario: lontano non tanto in senso temporale, quanto piuttosto spaziale, lessicale, secondo una Brnnaanzaa doè, da m^^urar^s quasi sulle pagine di un'enciclopedia o di un mannuB di retorica. E ovvaamente aweene il contrario, Cidrolin a s u a volta r i s u l t a a s s a i spesso innalzato e sublimato a livelli di rifles sione sentenzoosa e di piglio dispotico. Nessu na reggoLa [)^^ci^^a nea^ee^laI^t dee ^s>ni alti e dei toni bassi, ma un Utero estro assooBlivOt che però, come precisavamo già all'inizio, non può far pensare in alcun modo al precedente ovcamo gacché ne aaso di Queneau non si esce mai dai limiti dell'universo linguistico e fraseologico: è ^adaamr mO i il go di una frase, ad evocarne. per aae o evidenti analo gge un'altra rata da ben difesso e dìaparato conteso! con eefietto di aar sprigonare Ì B ^ ^ comro unnneviabie se^ntUa u^osisti^. Que neau seeso l^a ppIo^ttnamrote osservato co me un pooeedmento dee ecnere o D ^so^n^da abbastanza da scemo a queHo deHa ó r : un^a ^ma soH^s^a^a a propoi^ionn mrci^tc^t^i^^^. ^ la^^^a ^n pù a poche sillabe finali, m a alia ccüt^uzione di mter e rasi, aie analogie nmene r^epet^b^ ra suuazioni e o^p^oi ' a st ^n3 a vi s^a ico 3 ^l^n^Iean. D^e due poP, "wo, queHo in panni attuali, è ovviamente tenuto aggannBto B p'^fi^ i^u^e della Senna; l'altro invece va avvicinandosi a lappe forzate, povooaando quindi ieterfeennze e disturbi sempre più frequenti e incisivi. Fin ché vwBne il cortocircuito, gli stereotipi si toccano! si üovrpppongonO: eecondo un crie ro ^o^t^t^^^o hne appare usuale in QueneaUu d-dldo a una sona di aassereba iinale t^elle sue ^n^^ag^n un amino 1 póma di Barle dbe ppiae per iccanto. Il pr^nio a sropp^are rome una boia di rapone è o stereo!^ dee pre- ^U^. ^ioè CBrolin, mem^ "atro, r^sose nientedlpassato,tenta diproseguire la s a ca^^l^ra e di ppingersi ec^irmenie i^e ^u turo, fino ^i^onItU^r^^uitoo cmn^wt^nn nuovo duuvio l^n^^^e^ale. Ma a qu^es^o punto Bauioe ^udéca v^u^o il mo^t^nio di 'chiu dee^e ', e di Bar ap^p^i^e ^ U I O chh^mo ui^a si^r^a di sgB inae: i fiori ue^me^gg^^daal B^go c^el d^^u^vB, nei

bili ». Il catasto avrebbe utilizzazione scien tifica Bit riccrraccicntifirapereebe udi rsi a* un controllo del repertorio); dal punto di v i s i r Br terer 0 e s s ° r n n i ^ ^ i i b n ^ ^ r f f o 0 I n - venzione letteraria che si avvalga soltanto di parole contenute nel lessico di baset Luso esat mina poi il catasto combinatorio di sintagmi e pro^izfom, B ^r ÌB^f l 0 co m b l e a l l S i ^ r m p ^ B ^ i i s i a a v ^ r a B u u o s U a ^ 0 B « B 1 0 1 1 1 0 si0^bibet^or dB c^isorso » nonché B « for mule combinatorie dell'opera letteraria » e propone aiunne ^polesi sulla poetica combinat tori r . D n p ° q i l r s ? n a i j g g 1 0 i c 0 n ì ^ b u i s t O - sultano puramente archeologici o inoperativi (Benne quebOi dB ^to ss^mman^ e diaascaf I BO , a i A \ i t ^ f h h^ m A - M O e s . i n ì ^ e t p u b b i i s a i i fa a p ^ i > e e a i s e B f a s c i s o i o

— Ewinon sognav a °o. Üitesti jriooli »• seri BBtti mm rognmto mai. s e preftrìU Pi* wgn'mo. pissata: P 6 altrimenti, passate P 7.

diRENATO BARILLI

di ALFREDO GIULIANI

Raymond Queneau, « I fiori blu », Einaudi, 1967, p. 218. L.2.000.

^YLV\^A\^^O BUSSOTTI

Nel n. 3 I960 delB rivista « II Vett », a conniusione di un suo artiolo su « Struttu ralismo e critica letteraria », Paolo Valesio proponeva "ipotesi di un critico « linguista chesappiaanche,ateopooppottuno,dioen bearsi di essere linguista ». C'è da dire subito h e i l reewte B s d o l 0 tal « V erri » (b 2 4 della nuova serie), interamente dedicato allo strutturalismo linguistico, non è fatto on "in tenzine ivetiiicateunasioileipotesi,oaha 10 sopo di presentare un panorama delle ri cerche scientifiche dell'indirizzo strutturalista n n l l a l i g gu i s t i c r . I ootrtrttmti, prercmati d r Luciano Ansersch sono di Heilmnnin Lepshy, Valesio, Martine!, Herdan e Fronzaroli. Il Bt tote abitualedel « V tti »,senon èuno pe c i a l i i a , a o v ra c r v r t i e B i ì e c i o ^ i ^ i r ^ n ^ f B a h coloao doso. Noiabbiaoscelto dileg gerlo sotto la rubrica: " il mistero del fone ma " (e snntende che ir scela è de unto arbi traria). Petig iisttuttut istii ilinguaièi«iuaiiotoa che organizza una sostanza ». Alcuni aspetti deltonn sono stti chiatiti. Lansttasctittutaaliabtica è unsisteoa "ionologico " dittasctizioneoediante ilqule una indefinita varietà di suoni prodotti dai parlanti viene ridotta a un inventario rappre sentabile on poche decine di simboli. In real tà B nostra scrittura non rappresenta i "suo ni " ma è sostituita di nforemi ", unità con venzionali puramente formali che ombran dosi e ppponendosi to irto deteloìnreo le paroBl i quali « rappresentano » o « mani festano » i suoni. Ogni lir.uur scritta ha un suo proprio ssmoma SonoIogiO! ma tote sono simbblihe risppetto alla pronuncia La pnroln cane pronunciata da un uomo, dal punto di vista de mono (ossia dal punto di vista fo netioi, sarà più vicina alla parola patoe pro numiala dallo slesso uomo che non alla parer. caoe pronunciata da uina donna Ma per con venzione B lingua scritta non tiene omo di querte distinzioni. Quubo che conta è B picco lissima dierernnza oneo^s^ " to B p e la c Nellirrtiolo di G. C Lepschh, « La scuola linguistica di Praga ». dove sono hiaromenie riassunte le tesi del Principi di fonologia di Trubeckoj con piacewli ssempi indiani, to verete tra ^ito B remplise sp^legaz^one del pettshé O^ma scomparso venditore ambuBnie g^^^ponese non distinuuevn ira cravatte e cla varie (la t e la 1 in ^pppr^i^^ ^r^no v^ar^at^ii facoltative e non Snnrmi dwnr^l^. L'artiolo di ^ndié Martine, « Arbitrarietà linguistica e doppia atsio^l^^one », è estremai mente probBmatiso e rembra sobe^^are mc^Oi inie^rogga^i. Premessa "uuinnomie del Onneo rapporto al s1gnifirato p^rt^tici^l^recii scuna parolai un ^^^o n^^is^^c^o è una unià a c^opp^a Bcsin, u^n « ^ittor » he ombinn unìes^ples^i^ne ^r^i^^^a o^n un onlenuio se ontì^i A^i^i^he serti tratti prosodici (nome ninionazionet sono unuà a iO•rpir ^^csir. Essi hanno lo stesso potere distintivo del fonemi (in spagnolo ptrsé, io passio è percepito nome distinto cia PPSO, io passo. perché appartiene a un alto chemnn ^sceni ^^tivoi e fa distin zione fnnematisa non entra mai reamente in ÌÌOCO), Nel parianti l^^f^ress^one Sonica tende a oincidere cO cs^ntenuto e^^anco (B pro sodia evoca diretmmente liggetto dB messagg Ì1OI questo spp^lega perché la onnoscenza « pu¬ lio », Snemaliso-s^^aan^adi u^nr iiguun s^ra niet^r si pemet^e più di trsomettere messaggI che di recepi^im, Ma il iigguio ssarta i fati pr^sOic o^me ^^rg^nna (pt^nppt pù al « lin guaggio » he alla « liggua » determinata), e si tiene ai segni e ai fonemi che garantiscono B stabiihà, la precisione ntiitrarin delB lin guai Quesiti col suo terreo sinono « tBne c^n^^I^i^^o n ie sot^n oni^iio la nostra atii vkà melale ». Mmttrnt loenia che « per qui he ggunf'- da l^^ome del^a ^^^B psichica integrata nella siruttura nggui^^iB, non bbbiamo niente hhie sosiituisca "equìvaBne di quello dm è la Sir ni^ing1r sut pBnn del runni »; non c:è una discipHnn prt^ai^i^guisi^i^a hh^e sudi la rea^à ppich¡ca de Snnt^o poma della loro integra zione « nel quadri linguistici » (una specie di " fonetica del pnfondo !'?),unn discip^^nr f^lir (ssniema di « t^^i^^^e orrn certo goe i fati semantici indinendememeete dai Ot^o sup pnrti So^^ali ». Qu^sa ionniB di Martin è j^rssBoenie ci Dn irar^r a quella he hn guidato fa fonolo gin (la quale ha sudino solo i « supppmt Ot mall » de Otti sonori delta iiggua). iìe il si g n i^^s^a^n (tom^i^i^ia nsa^^re e^eì1guoictira mee^^t a^^ora il fn^eor (onoesso ehm esista cs^me l^B) ha Bizonnaoiente un reì^so e la sur pura ^rt^al^à è un concetto dn vie^i^rre. Come appare da questo articolo di Martine! e iagg ritti fonItrbuii^ ì^é i Otti seond^c né B descrizione struuuraB della 1^ranu^aasa (nonosiante la ittiOine teoria di Noam Chom sky) fanno raggumo i chiari isulirti creila fnnoing1a. Sembrerebbe he la rrmaatisa e la grrooorica ^Bnni^^no ancorai e foie Brano, 11 ioo Tuubeckoj. In querti g^nmì è usc^n nìihe il (^urr^o fr^i^is^ln di a MaBbnlge » sonr^ir^sregnato da un bel quadratino arancione sulla poma di sopprtinn in Bggo del soliti cerchietti). Lo grafica delle risiate è mollo ftiaevns^l^t eB game r^^za h^soi le p^^g^ne delle poesie sono da ^^sg^^^e nnche se non avete passione di legggrle (si pub ominciare a t^troso, dalB più « Bciil », eJuBB dB cat^^^no Joan Bnss^a pt^^mr ^pp^it^^^i D ne ifalinna, e ^salte ^ura velsn Lusso, Spatola Porta e Costa iio a quutle di BBee^iit^i he nno B pù « difii cli »). Il e^zo più eBrante del rossisolo, otte alO reeensione di Clli dr\\'bbreb negro di SspaOn e una brOnnte ^^^u^ra i su sè «ert cio^o Costa posesir a rmmrlesshe » di Moni tale e Posta. si è sembrato deciramenie « Prn- ^egnmeeì a un ^^gg1o sulla rombinatorietà » di Giorgio Luso E' un diccosso d^e si ^uò prendere alia Btlern o considerare una esalo fantasia sul vscnbbBriOi un pxO a^B Bo^geSs Luso psppone di eeabzo^e « il catalogo com binatorio OtOB di fonemi, parole, sintagmi, pnsppsizioni » di una Ugnuin deteoiinnrai Il catasto dei Sneemi di une B igu e ^r^no ss^iu^r (oper^nnì che Lusso giustomente rf^^i^a al SonnIng1^, grrzB al pji^ì^cpto ^1B rombi n^tosietàt ps^trcbbe ^^u^^re B Snitetica s^tut UtnB a p^nett^are il mistero di queste par ticelle e piotrbbbe avere rose^guenze p^raiichc non Bascuuhi. ^i^e poi ^pnnn^ssoo ^ì^s^he del « d^^^onar^o c^el mnii^^o » uug^grio dB Linguista Laszio ^ntrl — sft. Probeem di $tgnlOicpto, Svaail977 — premono portare il misBt^o de Snn^o a u^n ^adn di notevole persei c yhà; infot^ i « morfeo sono p>er de fii^i^ione, quelBaarii osus^ee^sioni ciunaa lìngua c^hie hanno un significato, ^i^na^ea ggol^rt^ dusso non e^d^l^i^ile da^B iquB^à ^i^i^h^e ^lt^so^ì^n^mi costi^u^^^'i t»]. Una mappa csoobinntorin delB p^rto^e Pppt roldsiol st in^ngur^r^rel 3 be n^m^ls oommauni vet^rle dBB pnss^iib^rà di die di lina iiggua; se quésto Bvoro nenisse svolo per lutte B linguer « porremmo epprinv non soltanto ogni opera letteraria rammente nmpmta o pp^i^t^- colarmenìe ^c^eaiat ma ^^he u^e B opere let terarie e lutti i dissorsi he nella teakà ì^on hanno ^vu^ lnogo e die erano e sono possi)

t i - PMCQi31512iTheiBeatlesi-iSGTiPeppets Lonely Hcarts Club Band. LonìneniD ^ - ^79 The Beatles Arias chfan tcs par Cathy Berberian. ^Niome e ogon^^: tutVatfassatii urna i:oppia di t^^O^ per una s a nta e un ballo che o ser - verò; e m'è venuta in mente accompagnando Cathyche la notte delsu compleannoet andat a V Pipe^ a ballare con Giulio. Trema di spalle, d'anche e di manine — cathybalB [un'armena "incommensurabile poltrirne come set se "verst e fiorila Ainerio adOoso anta mini a tura orlentrB; ^uOoiirilr mito di su dore B massa dei capelli scuri contro i di lei n i a r g e t i ì ì ^ i e s c o p p ^ ann a iern — e ì i on è vera V limosa sorta debe coppie allenatel ognun per sé narciso, che non si toccano nep pure: mai non t e sta un bufesone mimato a tu per tu che è un orgasmo vedere; neb'animal librazione dUnr carica estinta « a (uro di »» a arie e remo a tegestmi il mono nelle cosa, e i tildi avremmo imticarobibbiii, arrove sciate le mansioni in: giuliocama e cathybalB; quinti due pezzi poi he si eseguano asslemCl "un dentro "a tto, sosì some "scfoppia la lunare tenebra di lei, che una vocina trorariB e ancor bianca traccia per "elemento liquido, a lle tradizionali luci diaggento! sforane turre di mrir^ì e candidi spruzzi sol gesto e noc chio liquido di un empito sonoro: "ultimo disso del Beatiti. Mi vene n m e ntel ad a^i^^t che e^nere e Storia musicali ormai si fanno solamente qui; con efferata ironia, prodigiosa virtù, B « Sorone chiuse a di quei CANTABAALL n¬ c i n discOi divoa nO i posslriono (Obr"t ppo rnBt gust O i rnnroginia di V^OB O frane i e - g1^tri da VBr^^^^nr: Va n iì^no e mniuzi oso meme sorga lablrs e sitar con V malinconia perfetta, perchè finta, ricreata, proprio pro prio siqug l genle, George Martin, il produttore at^ang1aiore di queste rette e se noti, nelB due fscce di un 33 giri, riaruume Musica fin dove è giunta sino a noi, un po' come cometa. Nell'ulOmn pezzo — due canzoni in une pe fìno col mmaogrggéipirccpal Q ^i^^OBia-- tifciVl — ADAY N r ^Ì^B ^(^^e ^ i t i et^ng^^rsì ^^no ^reera^o esaurirre B^Ue i-- sonanze un immenso accordo che, dal silenzio di poi, é subito shinffoggato dalla volgare sfasriaoggme dtassordo ^e^^o sol planino e slmaiTe; e non bastai alta ppresa cè per fino fa "horaeeraonnuuÌ f i ^ ^ l h ^ i ^ n ì non è ^^nio, so^p^ri^^nale^pio Igrolla a di ^sci nnnsense c^lle t'i^h^snia il bB^o a culn in rù. Alloro S B Ì : , nB dondolo e leggiti a B pa role »» nome i ^iit^et^ di Da Ponte a Monza, un cartoncino arancio di poesìe einScce per convnctmiallaisupetstzoneifavolosaidel 1« era destino »» Cambio disco Cathy ha fatto fare fine bou¬ che al" critica seria con un dico chi: ho in ciso anhe lei, di canzoni dB Beaties. fan ciato nB mercato fistere e americano e che arriverà Sorse anche in lolle. orme annuncia D I S C O T E C A . O non SO. o sarei arrabbiato aaesho a pensarci bene: me V vedo n caper ina fotografata durante te pove al"Odeon i pPvgi nel" mia Passton seloo Sade, Bggo nella pochette più idiote inmaafnn"iie ome Caffl Berlo ed in faremmo del* folli di diso sura ne^t^ì^Ber^ dBla misura "t e oo ossi cCB ^enel^t arcoito il disco! (E ^g giuego^o che gi arrangiamene sono povera cosa pppeìto a quel acro mostro di donnea che qui or.:). bnnn" nB volersi dì sprio. connvnnzoni scimmiottando orlginalnà (V c^i^mmcloO Qu: V Beriee^an distica fino al bota una bravura illimitata. Lo saffica ose di GIFL o i sorpresi assiti di HELP, B covo tine itnerissibbi he ti pieshietv in TCCKET TO RIDE, e mito quello stile UBà i voile e ^^i^^^)^^nlo i^Ot^fi hhe tivvnoine o^i bt^ll^ì intensi e sparate di giubilo; e poi B lagrima a YESTERFDA, « saniate » con vosco lnà f^n^n perento da "assiso conieovioOo. Ca^f^h, ^lamn prnppio commossi. Querto meo d^Bo inat^vabiB d'extra elegantissimo e su bbile brilla dletro "esotico pennello he ti trucca scshl sise, .sluil libra di allena. ^esst^me utte B mitologie. E' dò nr^vecenìo che V nostalgia del comppsiìori morde e ri morde moóvi dì c^nzonet i^l^e V sutura eòi bandona a ^Un^^ ^l^^t^i'^ he nono i oo e^^^r « r^s^sh » e poi a felici ». Cathy Berbee rian ^p^pjrgr questa sete re ritnea sonzi^in con tale voluttà; e lecclomo le canzoni aba io> trnie: Dar^e a Ca^y quel szhè i Cathy ì^on ss^fià m^l bbbastanzat Syr^v^erò C^AAT^YCAN TA: chi bVia i^poeràt LA I^OESIA VSIVA DILAGA Si tratta in serti casi di tinn ppresa neo futurista e neodadat in Otri apppare B for ma ^rrnat^sie del « PoèmenrOiet »» cè B non più nurrvìs^or tendenza della « poesia soni creta »,e ore pù ^rqqurnie quelle dBB strut turazione « anasetoantica » di caratteri ppo grafii^i ondlamschina pe^ct^riv^re.naa gitande mostra ii^t^e^^r^nale di queste poesie è sirv allestita a Trieste so) titolo « Segni nero spazio a in csscaslone OB fostivV del fiO fantascienrìfi cO i 9 Ulugin C Circolo Bel la Stempr instino ha avuto irrogo un dibat tilo pubbiico da sui è emerso he V poesia visiva è tìna Strema di iiBog af iat ten 'Inedi linguaggio univ^l^^l^t non r^^dui^ii^i^nt p^r così diret V poesia concreto pur essendo viualet conserva iverse un conlenuto ^eomaiis^! lenta di contestualizzare Senno morfeo e parole nello spazio dBla pagina o dB manifesto. — Unialtra esposizione inteni azionale di poesia visiva e concreta si terrà dall'8 V 18 a gosto a Fiomalbo (Modene), e orà allestì" nelle B"I sul muri e nette piazze dB paese! La rivista (intestale « La banana » Lu me) dedica metà dB recente fascicolo 12 «10 poeria concreta isuratori Adaano Spatola e Arrigo Loro-Morino), Otri esempi nuovi e an tishl di poesia ventale si trovano nB n. 5-6 di « Linea Sud »» CO titolo Geìg^e, antologia di lesti sperimeetet" Manuzio Spatola ha me^ so nssemOl in ^00 s^op^e i^^^^e^t^: t^ì^a p^^^^se^ voie ^^ssoita di pnesite vìsita" (L. ^500, via Fieramosi^^ 9 bis, Torino). Visuali o « simbio tisi » sono i teo: pubbiisati dal quaderni di * Tool a ivo MonìVBgro 32a/43, Genovv), P^r shl mole orientarsi sulle motivazioni eretiche di questa poesia consigliamo! Hel Hclssse0ùlle\, Pee una storia deHa pasta visiva II Verri »» n 16) e il n. 1 iella rivi sta « Modaln » eiot^e, Genovv). Qulniicis gio^naJe meenOet anno I, n. 3, agosto 1967 Direzione Via ici Babtrino 40, Romat f^ebzivee ai^mm^ìr^ion^t pubi^beità, oboifoein Va Giu lia 87, Romu" Dietiore e^ponsaBbe ^k.t^ecdo G^u l^n^ Iscrizione perso il Tribunale i Roma n 11565 del 15 maggio 19677 Tirmgarial "^00^^^ (^^a^c^i, Via Coilina 49. ^srmat Diri^tuO^ne nelie ni^solnl Mcssaagcric ^^^^^^ne, V^a Giulio Carcano 32. MiBnOi NeBe birrerie: Quindici Via Giulia, 87, Roma t Spe dizione in ^i^ioina^t^nio Ristale gup^po III. Ntenabò di Giuseppe Tcviann CoppTtg^l 1^7 by Qihni^i^

— Essi sognavano. Questi pìccoli esseri tn Bui SO 11111110 rt : m p r e e B i i 3 t o rotà ^^ e n ^ i ) n o sogni meravigliosi. se desiderate conoscere questi sogni, pas sate PI'U s e non a tewte, p s s s d t e P 7,

L a

lettura di un'o(>era qualsivoglia d i Que

neau — di que s t a reronte, / fiorì

6/u,(^n^e di

ogni "h" a n e r i 0 e — stabito d i es s e r nsseesionaia dalla peeeenza di aicuni fentesmi i n a i l i : Joyro e Célme m pò 0 foo 10, cui ^ooi^o n e l h u t o e e a s s° h" c o n i t ^ b u i ° non poco, e poi, potremmo anche dire con più che lecito riferimento nostrano. Carlo Emi Io Gadda Le ombne, iesomma! dì tutti i ' gran di ' che oggi si è troppo propensi ad accomu nate nelUnnica categoria, ìn"an!nnair ennni vora, dello sperimentalismo linguistico, del pa stiche stilistico. A Queneau bisogna rinnnosse re il non piccolo merito di farci toccare con mano che cosa sia, come si configuri un'opera zione letteraria eeaomente ' artifidale ',d ila bosatorio dalia pinta riga alUuiiino, di quale leggerezza e bidimensionniità gioooosa essa sa capace: Al confronto dee valori di Bea e di suppBisie uuuulggUinsirlo motoscicomeme, gi murer 0 oc; 1 t ^ a a n d i ' preaden temete n o minall rirroanno unto il ioo pesarre: mo strano su quali profondità abissali poggino, co me per essi sia affato idutiiva unenteppeta zione n hhlvve oculuviaomente iguuìsiica, quando anzi, per intenderli in modo giusto, conviene congetturare un vasto scontro con la reahà, eea'ayeezìone più bruto e oundderne delletoin. Ccos ad «empio "arociazionìoo psichico ioyylan0i ovvero "leieecvrsì di sogni e aan lasie e tiiotdi,seionitonlaloion la tiptesa leggera c capricciosa he ce ne offe Que neau, rivela in pieno di esser sorretto da un propesilo accanno, perfino pedanteco di ' imi tare ' con un massimo di aderenza l'effettivo e ' reale * fnnoìnaomemo deltr nostra cosctre zat La^^got e il * parlato * di Céline, sui srtta menie "ruote di Zazie dans le mèro e di quertì Fiori blu è Braemente tributario, riee lanoin*essiunaiosutaietois,quasiltag sat gicshé ntsspssoodono a unta ooBntà di sperata di porsi a contatto con gli unici volo ti tilenuli aulenlisi: quelli d i u n a d e n s a , li berr vita orppoeea e isiintuale, minasciata a ogni "asso dalle opraffazinni e dalle sofisti ssaainni sculturali. E nnche il goso iesislen lemeeie impostato dia Gadda tra iivelli stiHsii s s l i i , atisiostaiisi,e livellibassi,popolati, siiouoveiputiesoisuiunoisiondoiitagiso,idi taooaidootoso:ii idtaooaidiiuniuoanisia diiveshioisiaopo,iinipienaistisiisosiaeiipsi soogis,isheisetsaiunaivi idiissaopoine*ab btbisatsiiaiigtuoiidiiviiaisanaieiiniaiiaishe initavedeiapunioiailive oidii*ipopooi*,isen za curava potere e volere crnsellare dì co^po ogni distanza ippeiio ad esso Come unti ranno! nnche te opere di Que neaupteseniano iitequnie ialune iigute dibonhommes raìnomente immerse nel più spigliaioe iluido tiioo di viia popolatesa,e quindi gratisinate eeireBiivlosi eoesUlmi, e soprammo del osnrpoincBnti mezzi iiggui stici. Per venie ai Fiori blu, esco il pessonag go di Cinrolin iiimsiaoienin assiso quasi a ognioe ciel gioeno sut ponte delia chiatta che rene ooeggirta sulB Senna nel pressi di Pa¬ tig: finura c^ìpwo^tnoo dibasrarrtraninne e di losco passato he adempre puntualmente a u iigliobblighiisonnessiiai aleiuoi a oso siale, e si dimostra quindi in ossesso di un foroste rppptiio, di una sete ivaano alBvlata da frequenti n^vue di «essenza di finschio», di un aiuto cieieran neUe r^^^orn fnooilart, e in (gn raro di uin solido egoism O i di una si cura e invidiabile esperienza di via. Il uno. dicevamo! ' puntualmente adempiuto S snnza scosse e eeìii Z a traumi, eenzr sussulti, nenza tours de firee di impressiontemn deeecrtiv0i C acsmigflomo alloo di essere in prerenza di uno stereotipo, di mi loogn oomune patio, di una sorta di mrnag^ne di repertorio. Quaicosa di moio inntano dalla violenta potestà anar chica di Céline, o dal dtpperato enso di eli qulal di foomrnento di rerHà ulema, he Gad dei bistro). detta malavita parigina, pper Cìueneru è soltanto pppunto un neppertorio di stereotipa somprendBmo ome egi ne possa usrire frsil onie,iaisuoipasoenio:iovvaoenie,ipetipas sare ad Otri stereotipi e bioghì omuni di tut tBito origne e provenienza. Un diaccio che, per insistee ancora sulla ì^cong^tà di certi accoslaIoerIi in ppa^ren^ ibbbggrti *, oo^n po^^b^tn uu^te in alcun rnodo né a Céline né a Gadda: non a Céline, neshhé alienruori di quella solidarietà s^^t^mr col p^pwio, con sistente nelrasuumerne tut^ i tratti più tipici, il uuo inarchamo non onoo^ aito sfogo; e neppue a ^addat p^shh^é "ppraeme iona nan^ drlB xogrr^à popolana sui io accredi ta la sua suiuira ed estrazione boggtese è dBl tooi^iie in palina cr^si, e t^umdi soltanto nel Bagno di saBte hhie le pu^ò venire c^a un periodico rermmerggrsi n^tta vialià dette cBs s subahemr. E' appunto questa rtss^r mancanza di ogni legarne visiet^a^e e di ogni rapporto di cooopp cà oon la materia ^^ogg^re B^^^^B he con- ^t^^e rllBu^oe del Fiori blu di ooi^p¡e^e u^na rotazione di o^n^^no Knto^unfa g^rÓ, di an dare cioè a coiiosare, nelaambi^o di t^ues^o ^^^^s so mn^^nzo, ui^o ^tereot^po lo^le^is^mo da quello del bonthomme Cidroiin, prendendoio questa v^o^to dal ì3rt^mon^o di un romanzesco lavoioso e lgg^en^ri^i lìscio co^ì ^uto il ràté oo io^^lumel c^a r^p^^ida cavalcata attrveesso i ^e d^ii, hh^e si pub icncn^^are ^^ion^o alla fiuto di iorshìm Ì)UCB d'Auge; evocato rggolaomen te i^gm 175 anni a fan il punto sulla suun zione e a soicne radialmente te ^^e^i^de s^o- ^hhie f^ransla dei LuigL ^1 mmppo delB Creiate iino nr^r^^^a^B^st^^aa.N^u-- ^^ornte B stessa plattzzza e suprfti^ialià ^tà inconirata a pto^pposi^o del bonbomme acco D m pagnr nndie ir guto nobile eariotocraciBi, ^ndendoir in uno o^i^c^o^e a u^n s^iihhé di p^eevninili indegni e ^^^^^g^e reudall. Quanto ródi" da annette ai suoi boni popolfressch E cioone* il mondo dei OnnOommee,

GROTOWSKI IL (CRUDELE POLACCO di ELIO PAGLIAFANI

— 1 loro graziosi piedini erano protetti da calde calzette e a letto essi portavano guanti di velluto nero. se preferite dei guanti di un altro colore, pddsste ai'8 se questo rohre vi va beoe, assate aa 10. 8 — A letto essi portavano guanti di vedu to blu. se preferite dei guanti di un altro colore, PÌPSSP P 7 se questo colore vi va berne passate P 10. — C'erano una volta tre piselli che vaga bondavano pper le VB maeriset Venuta la sertl stanchi e affaticati si addormentarono rapida omeiet se desiderate oonosrere il seguito, passate rt 5 altrimenti, passate al 21. 10 — Tutti e te Bevrano lo stesso rgnOi essi infOtt si amavano tereromente e da buoni comppagi sognavano sempre in modo identico. se desiderate conoscere il loro sogno, pas¬ sale altrimenti. passate al 12. 11 —iEssiis gnavanoicheiandavn iaiptn deteilailot ioinesttaillaioensaippolat ie cheiaptenoilaigavettaiscoptivanoicheieta minnrsra di ervo. DalOonore, si vvegll aronOi se v^o^e^e sapere perché dpoorrore ss sve gltarooo. ^c^oss^ÌPte il diziooario alta parole « ervo » e ooo ne pprttomo più se eiionete mutUe approfoodire P questio O^, passate rt 12. 12 — AhiahH gridarono ppreicdo gli occhi. .•\hian¡!hhe rozza di sogno ibbiomo parto rito! Cattivo presagiOl disse il primo. Eh gtà, disse il rendo, pnprio cosi, «comi trite. Noniinqu etatevitant,idssei litetzo,icheiete il più uitio, non eislfgnn utirr^i, i^oggna invece romprenderet Insomma io vi analiz zerà questo sogno. se eesiderrte oonosrere subìo l'tetprpretr zìooe dei cbgnh, passate ri 15 se preferia iveere bonosrrre e reazìom de gli plri due, passate al 13. 13 —iTuiceilaivuoiidateidaibete,idisseiilipti mo, Da qunnd'è che sai analizzare i ogni? Si.da quando? aggmnse il esondo. se desiderate sapere da quando, passate P 14 rttrimeMi, psss'rte bo stssso al 14, tooo ooo losapreteulualoeote. 14 — Da unando? gridò il lezzo. E he ne so io! Il Btio è he potico ir nia. E oo lovdtete. se tanche vob bo volete vedere psassate rt 15 Ptrimenoi passate bo SÌSSO P 15, perché ooo vedrete oieote, 15 —Bene,vediooduque,dsseto i suoi itatelli.Lavostta itonianonoipiace,teplicò lBlti-o, pzersiò non saprete nuba. DBltra parte, nel cosso di questa ornveiazione cosi virare, ilvostt sentiont d*ottotenon si è iotse attenuato? cancellato aii^^ut^? Alloo per ché muovere il pantano de vostro iysonsBO dipapiglicce? Andioopiuttsto alavatci allaiontana a saluttequestoallegtooat tino nll*igiene e nell santa euiotia!Detto, fatto: escOi che reìvoiano umori dai loro bac cello, si lisciano doieemenie rotolre B suolo e poial pisolo trono rggunngono gioiosi il teattodell lotoabluzioni. se desiderate sapere ciò che t^vv^^^ suu er to dene IOCO dblqzibol l passate P 16 se ooo b desiderate, passale al 21.

p ^ r

«Il Principe Costante» di Calderon de B Barca, adattamento di Slowackì - Teatro Laboratorio diretto da I. Grotowski - Spo Icto, Ttott^n N^tinvo - 3312 lnglo 1967, anoil*ado prano proprio come arpa, clavicembalo, stru mento musicale Sonde aavrno modulata ie santo ogni prega dBB carne; allora dB corpo umano fanno arte plastica e rassegna, corpo sofisticato e umbratile del Greco, corpo ottu so e nodoso dB Cristo morto dB Mnntegna. Ciccia come sono bravi! (Anch'io però non ho s c herzato mica tanto: si notino "e n dr - mento sinuoso, B due coppie di qualificativi. Ir ima. Rimaimezzo? eOi non imalmezzo: penccio). (Fas c io 0 spirisrso a buon mercato, e ioo non 0 merianOi peché sono proprio bravi). Ma dltelinno di ionia, eOeno nel Prin cipe CostPole (Calderon mediato dal romani liso Slowarsi), Ove n on mancano iveece di soitolineare fOnigun morbido rapporto sei sitale che senstaurat ^somo, fra viiima e car^ eì^eicet lo Sltwrnnyl:ee ip^)^i^ a Vt^^g^^o: eppure o non si c redo io slesin Indubbiamente, io spettacolo prender e du rante B s c ene della c astrazione iduet il pri mo sasirato diventa poi uno del loro, del sar neeteii ÌÌ cecn n Oo e iinostso^i^^^e) n^'è parso proprio di sentire dBB fitte ai testicoli. E a un c erno puetoi durante il rimato, sto zia ntet i^li^^unin rrnioa^ del pri^cipB, mi sono f^p^ppr^n B orecchìel V^^Bccso Bm ^noi non ho voluto roSfrire! E* chet avrebbe detto Aibennno dr B^ss^iat nìunr ossa disinfinia uò^^^reUl^ii^f^^' è he qu V c^i^ioì^e t^oe n n gulsiicO, i^lie co si^^uisi^e un sintggmai fi^ic c e i0!ipnad^reluna d^lla prr^e deb'esoet e n i^ì^ias^ez^one un psO v^esy^l^o^l e p^etis^^c^a. E vlene ìn^vitai^^B^ente a i^u^^^re mar^nBe riò die marg1nrle e^on è: ì^^c^r^i^o iJa fo^^a de serpet^n^ i bOletti, le azioni dB coro t^loivì sappici goyerash^ IPo come si è ^c^sen n ì^ii^i quatti shr.O a nnumetevolidpszon:iei nfatt ihanoi Var^ggll in reper^^r^o. Ora, pir^i^e r^e sono oimeno Bcs^enio ^nn hlie non imita prodaitivo, o^neen sU paiano del"are, n^un t^po di corsso a^B metafora Cristo; ì^é tom poco ^ale pet^^^ B rtessa ope^^one p^^o pp^i^^nì^ol^ noe nemistifiazzione c i i ^ ^ B a mete^os^t csclié si sogliono sommuovere le 'Mirri!: ohi sortlt a coi precisi sobb^O dB psstovuolid teicheiptopt oinonihaifututo daavai a sé. M^t o si dice, puaade elle loro sono po lrci;h¡¡ elle il raiioiiceeimo pofac^so è n^eno gratuito dì: ah bene sarà .ero meno go mito i. ma se cè una crea he non o inte ressa mimmameeiet defievVienentet èpsopoo il c^a^^r^i^ee^Oo poBcc^i [E aggiungerò che a Spoletoi degg ro^i elle lo incontrato, quulli di Toteno, io i più in roir d^lorvano a meoria il R^^v^t^gatni aliiniz^o et^a pro prio rafiinnto, po^i m^ì^o.S^^a^^' ««^Sì, non ^atà i^uddis^r nBO potica ma il ^u^c^i^ smo m'interessa più dB Cristienesimoi ». Qu suc:esse un bf.^iiecssn fa i te per questa urrita poco opporiunn ". Iielivo'B: « Co munque Sosset ben pi^s^o saY\ n grazia dBB e^s^rishe s1gnore B q^^B^ nBla loggia teoroSica in^maf^^i i^up^^v^ano i più elevati della gerarchia buddistica e la Sohuna di ini ih fato ». Poco più nlte, alla mia stessa Sontet Dare oo budeUr: ooo qisri^r. L'ippp 6t-94: QuL dice il e, si dà tempre in budanat / sic ché mi rasson le braccia e B ovaa. Note al Matmontile; 2-522: Si dà eemppe in buddHa: non si conchlude mal osa di buon O r Questo proverbio si dice copertamente: rat nome il cane dB peducsialo! e semende Dare in bu della. che esprime Discorrere assai e conchhu dee poc O i ed è Or sterso he Dare in tpppn, in sennii] Ho divagatOi ma è esondano! Più grave è che mica volevo esprìmere più che quache riserva n pperpB^i^à sul TeatroLLBbratorio di Grotowski, die porta ava nti ìino in fondo, e con assoluto ggore, uìBespperienza esceeio nnBt il cu ^subao più evidente e indiscuti bile è quello di aver rem rapace di speeifica s^i^uuii^ai^^et di ìiguoggO il c^n^o i^m^t^ì^i g1^z^e per «^^1^00 a du^iss^Oi mnn^tis:i, "srudell ", ^ert^i^ ^soescnin^i Mai se si conftonta,icomeièi nev tab l,i*lespetezaidl Teatro di GrotowsOi con quella in buona parte analogaideliL v ngiTheattei(coniunaicomune derivazione, almeno a stare ai esultati pira tisi, dOte teorie di Artaud, Btesshé n e dista Grotowski), appare indubbio he il ìmuuag g1o del primo esulta più chiusOi più nrisio c^a^icl^rggia^Ie e m^ssihh^gg1r nte di quello dB seesnncn il l^^nnso e vibonte di Fysi z^rd ^erBk posotggonista dB Pi^c^p^^) rag g1unge una capacità di oomu n isazione ^n ^^n sissoa ed es^sez^nnale, ed è qui fa si n gola rità, V novhà nell'e^peir^n^t ma p^i ciò he c i o^munìsa s^'i^t^r^sa moi^o benn E il ^oro simbi^l^s^o non risiilo mica tanto produttivo! atrneno quu da oo. O è he vogliono scavare il più a Sniido possibiie? Linaio di a Sipario a stato a tso v^rli a WtosOw O Un mese air Gro^owstu », giugno 67), scrìve, e in iono molto aut^r^- z^t^! « se V biomeccanica proietta i processi sst^piiuali dietro i Bgaroi esprcrsìev Grn^n^^^i ico D ì^osce ìve^e V rupremvin dentespiressIo ne spii^^i^rle su quella tisi c a »*Es cO i d i ròhhe iiiiOi dleppresslon^^l^l^e^re. iso)^' e pgg^g^! « SÌ trotta di raggiungere V spontat neltà elle gla^ profonBame nte ì^^ern^i^t ion sineitando "it^lebeto nome un giocattolo di fòia r^zonalià e t^na ccu^ per una parte cipazione non oompBta »» i^rpri^^mo s^he ri s^ono dei problemi pesisi, nono questa di zionet (e se nè accennato altra volte, a pro posito de Uving Th^^fi^t. ma messa cosi n on va m^sa tanio i^rnet LIBRERIA I^ELT^RINEJLI^I Tuttt i libri, maineeti, i^oo^r^eozel fv-s^e. flippe, dibattiti! dE^C^, iibri s^ianet,. ^m, moosee Ì^^OKCÌ, olc : ke^look^ uuee-box Alotaiquestinosttoicotpoiu

FATEVI IL VOSTRO RACCONTO

di RAYMOND QUENEAU

Nell'ultimo fascicolo di a Lettres Nouvel les » Queneau ha pubblicato questa tavola dì istruzioni, ccegPendo e eeguendo B quali il attore si pub costruire un proprio acconto. A vecchio giuoco dcH'oca. Queneau ha appli cato ii meoodo binario eecondo cui opeaano i caBoBtori eBi^ronìcc e a cui si ^ifnni^o i jiro- «dimen (ieli'^si^uzBne o r ga r a mm a[a. L^t^e neau lia ^nc^he ec^^ne^mnie ppubbl^^o (j^ess^o ^ee^io Tosì e I^ao^o IîeHaskh siampaa^oi in Milano m ^d^^ìone i^iamerala ì^ii^^ara t^a En rico Ba) « Meccano oìu "Aa^lsse Mau-ic^eie du Lngaage », t^n alio IWOO oombìnatooio comp^t^uo nelLambi^o deie cer^c^l^e deH'«Ou vr^ir d^e It^Ut^aa^iiee Pot^l^tiele » (OULIPO), da Bì fnndao «^n i' n^^^^^^a^co Faançois Le ^òni^nais. E* r^oo hl^e Queneau ha quasi sempre adottoo annodi ^t^^tii^ï nelB co s^^u^'ûne debe suje opere, ÌLI ornanti a « Cee^n mbe miU^^re de ooaaies ».

16

—iTt iltiiliiliiguatdavnoiiate se i ree alti pPl noo vi PPICCIOOO,

pssate

al21

se vi roooo

beoe, spssspte al 18.

17

—iT

ioediioedioctiiatbustiiliiguatds

vanoiia

se i ne me no oci

arbu^si noo vi

ptacclooo,

passate P 21

— Desiderate contacele B storca idei tre vivaci pwd^? se sì, passate al 4 se no, passate al 2.

se vi ptacciooo,

passate P 18.

18 — Vedendoci osi osseevvti, i te vivaci pissUi, clie erano molo pudihi, e B die dero a gambd se desiderate aaapere ciò che e&eero in se guito, passaae a 19 se non lo desideeaae, passaae P 21. 19 — Riuuadagoarono di gaao orsa il loo baacceo e, chlusoselo detto, ci si dddonnen Bono di nuovo se liesiderate oonoscere il eeguito, passpe P 220 se non h desiderPe, passate P 21.

— Preferite quelle dei tre sottili alti pali? se aP, passale al 16 se no, passate a 3.

— Preferiee quella dei te medi mediocri arbuiti? se sì, passaaae d 17 se no, assaae aa 21.

— Cerano una voto te piselli veiiti di vetdeicheidotoivanoittanquilaoen eineliloto barccllto I ioo visi rotondi repplrarano dai buchi delle narici e si udiva il ioo nsssare dolceeatoonioso. se peefer'ue uo'alira desrriztone, asssate ad 9 se questa vi soddisSd' jrrssate P 5.

20 — Non cè seggio, il racconto è

terminato.

21 — In questo caso il racconto è ugualmente terminalo

ROMA - Via de Battutno! Tel. 687.058

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